La Luna sembra allontanarsi dopo che nuovi problemi minacciano di rallentare il programma Artemis della Nasa, che punta a riportare astronauti sul suolo lunare entro il 2030, in una competizione sempre più intensa con la Cina. Con l’esplosione del razzo New Glenn della Blue Origin durante un test nella base di Cape Canaveral, entrambe le aziende private coinvolte nel progetto Artemis, la SpaceX di Elon Musk e la Blue Origin di Jeff Bezos, rischiano di far slittare la tabella di marcia del programma.
“Il volo spaziale è spietato e sviluppare nuove capacità di lancio per carichi pesanti è straordinariamente difficile”, ha ha scritto su X l’amministratore capo della Nasa, Jared Isaacman. “Collaboreremo con i nostri partner – ha aggiunto – per supportare un’indagine approfondita su questa anomalia, valutare l’impatto a breve termine sulla missione e tornare a lanciare razzi. Forniremo informazioni su eventuali impatti sui programmi Artemis e Moon Base non appena saranno disponibili”. Il New Glenn è stato selezionata dalla Nasa per lanciare il lander lunare Blue Moon della stessa azienda, insieme al lander di SpaceX, per portare gli astronauti sul suolo lunare. Prima di questo incidente, l’azienda di Bezos aveva in programma una prima missione di prova senza equipaggio entro la fine del 2026 per partecipare, nel 2027, alla missione Artemis III: una missione con equipaggio nell’orbita terrestre per testare le capacità di attracco tra la capsula Orion e i lander delle due aziende, al fine di ridurre i rischi in vista dell’allunaggio. Recentemente, inoltre, la Nasa ha assegnato all’azienda di Bezos un contratto da 188 milioni di dollari, con un’opzione di rinnovo del valore di circa 280 milioni, per consegnare almeno due rover nella regione del polo Sud lunare prima dell’arrivo degli astronauti della missione Artemis IV, attualmente prevista per la fine del 2028. Questo contratto fa parte di una più ampia serie di investimenti del valore complessivo di quasi 1 miliardo di dollari che l’Agenzia spaziale statunitense ha messo in campo per un avamposto umano permanente sulla Luna.
Tempi duri anche per il veicolo Starship di SpaceX, dopo il nuovo stop dall’Amministrazione federale statunitense per l’aviazione (Faa) per i malfunzionamenti in alcuni dei motori del razzo Super Heavy e della navetta Ship durante l’il test del 23 maggio scorso. L’azienda dovrà quindi eseguire indagini che potrebbero richiedere tempi comunque lunghi per la nuova corsa alla Luna. L’ultima grande esplosione su una piattaforma di lancio della base di Cape Canaveral risale al settembre 2016, quando la rottura di un serbatoio di elio causò l’esplosione di un razzo Falcon 9 di SpaceX . All’epoca, SpaceX disponeva già di diverse piattaforme di lancio e dunque fu in grado di riprendere i lanci del Falcon 9 già nel gennaio 2017. Per la Blue Origin l’incidente rischia di creare molti più problemi, poiché la 36 è l’unica piattaforma a disposizione dell’azienda per i lanci orbitali e la riparazione dei danni potrebbe richiedere molto tempo.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA








