L’ondata di caldo in Europa vista dai satelliti

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    Fotografata dai satelliti l’ondata di caldo che sta attraversando l’Europa: l’immagine, diffusa dall’Agenzia Spaziale Europea, è stata rilevata da Sentinel 3, la missione che fa parte del programma Copernicus di Esa e Commissione Europea e in grado di raccogliere i dati relativi alla temperatura sulla superficie terrestre e sul mare.

    Sui continenti, è in grado di monitorare le temperature superficiali del suolo e può essere utilizzato per monitorare gli incendi boschivi, mappare l’uso del territorio e lo stato della vegetazione, nonché misurare il livello di fiumi e laghi

    L’ondata di calore si riflette nell’immagine satellitare, che mostra le temperature diurne della superficie terrestre. La situazione ricalca quella estiva, nella quale le temperature diurne della superficie terrestre possono essere considerevolmente più elevate della temperatura dell’aria, con superfici come rocce e suolo che trattengono il calore.

    Nell’immagine le aree più calde, evidenziate in rosso, si trovano in Spagna, in parte del Regno Unito, della Francia e dell’Europa orientale. E’ vasta la zona rossa anche sull’Italia, in corrispondenza della Pianura Padana e in alcune zone di Lazio, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna.
       

    Le ondate di caldo in Europa diventano sempre più precoci

    Le ondate di caldo che investono l’Europa, come quella ora in corso, stanno diventando sempre più precoci, anticipando alla fine della primavera l’arrivo delle temperature tipicamente estive. Il primo episodio della storia recente risale al 2003, anno simbolo delle estati estreme, quando le temperature insolitamente alte di maggio fecero da apripista ai record toccati successivamente: già alla metà del mese vennero raggiunte punte di oltre 30 gradi e l’ondata raggiunse poi l’apice nella prima metà di agosto, con numerosi record di temperatura battuti in diverse città europee. In Italia le temperature massime rimasero per settimane intorno ai 40 gradi.

    Da allora l’Europa ha affrontato altri 7-8 episodi di estate anticipata, come quelli del 2007 e del 2022, tra i più intensi. L’esempio più recente risale al 2025, quando un fine maggio rovente aveva colpito, anche in quel caso, l’Europa occidentale: la Spagna soprattutto, dove le temperature hanno superato di circa 10 gradi la media stagionale.

    Sebbene si manifestino in tarda primavera, queste ondate di calore sono il frutto dello stesso meccanismo osservato nel periodo estivo: un sistema stazionario di alta pressione che blocca le perturbazioni e intrappola il caldo. “Lo schema è quello tipico delle ondate di calore che avvengono in estate”, dice all’ANSA Lorenzo Giovannini, fisico dell’atmosfera dell’Università di Trento. “Per la fine di maggio è senz’altro inusuale, ma ogni tanto accade. La massa di aria calda è arrivata dal Nord Africa, in particolare dal Marocco, ed è per questo che le regioni più colpite sono state quelle dell’Europa occidentale, come Spagna, Portogallo, Francia e Regno Unito. L’Italia è stata colpita solo ‘di striscio’ – osserva Giovannini – soprattutto al Nord”.

    Il fenomeno ha portato con sé temperature particolarmente elevate non solo per quanto riguarda le massime, che in alcune zone risultano sopra la media anche di 12-14 gradi. Lo testimoniano decine di stazioni meteorologiche, localizzate soprattutto in Francia, Cornovaglia e Inghilterra meridionale, che hanno superato il proprio record di temperatura massima per questo mese. Ma a far registrare valori anomali per il periodo sono anche le minime, che sono arrivate sopra i 20 gradi con le cosiddette ‘notti tropicali’: “Per maggio, temperature minime oltre i 20 gradi sono piuttosto eccezionali – sottolinea Giovannini – e anche lo zero termico (la quota alla quale si raggiungono gli 0 gradi) risulta al momento molto elevato”.

    Ovviamente, temperature già in partenza più alte a causa del riscaldamento globale contribuiscono ad acuire il fenomeno. “È difficile attribuire un singolo evento al cambiamento climatico, soprattutto se ancora in corso – aggiunge l’esperto – ma le temperature elevate rendono sicuramente più intensi e frequenti i fenomeni legati al caldo”. Nei prossimi giorni l’area di alta pressione si sposterà, ma il caldo si farà sentire ancora. “È in arrivo aria più fresca da Nord-Est, che scontrandosi con l’aria calda potrà portare a qualche temporale localizzato”, dice ancora Giovannini. “In Italia, quindi, l’anticiclone andrà pian piano a sgonfiarsi, ma le temperature resteranno probabilmente sopra la media, anche se più vicine a quel valore”.

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