Site icon Italyoggi

Lo schianto sulla Terni-Rieti, la vacanza finita in tragedia

È morto facendo il lavoro che amava mentre stava trasportando, alla guida di un bus-navetta da 40 posti, i turisti nell’area fra la Cascata delle Marmore e Piediluco. Federico Romualdi, 49enne di Terni residente nella frazione di Torreorsina, avrebbe fatto il possibile, frenando fino a inchiodare, per evitare l’impatto con il camper che avrebbe invaso la sua corsia di marcia, domenica pomeriggio lungo la superstrada Terni-Rieti. Purtroppo non c’è riuscito ma forse quell’azione, anche istintiva, ha permesso di contenere un bilancio di vittime (sei) e feriti (34 di cui 19 già dimessi), comunque drammatico. L’uomo, dipendente di una ditta ternana di trasporti, lascia la moglie – con cui avrebbe festeggiato quest’anno i 25 anni di nozze – e due figli, uno poco più che ventenne e l’altro quasi maggiorenne. A bordo del camper finito contro il bus-navetta c’era una coppia di Narni: il 68enne Giampiero Colasanti – al volante – e la compagna 59enne Daniela Bellanca. Stavano tornando dall’Abruzzo, dove avevano trascorso il fine settimana partecipando a un raduno di bikers a San Pio delle Camere (L’Aquila). Colasanti, conosciuto da tutti a Narni e soprannominato “Scintilla” per le sue abilità professionali nel campo della meccanica, delle saldature e dell’elettronica, era uno dei punti di riferimento della Corsa all’Anello, tradizionale rievocazione storica della città. La compagna Daniela lavorava da tempo come commessa in un supermercato di Narni. Lasciano una figlia, Colasanti, e un figlio, Bellanca, avuti da precedenti relazioni. Il tragico schianto è costato la vita anche a un’altra coppia di coniugi, i 61enni Graziella Baldini e Paolo Cosci, toscani di Massa, che erano a bordo del bus. La prima è deceduta sul colpo, mentre lui è morto all’ospedale “Santa Maria” di Terni nonostante i tentativi dei sanitari. Cosci era titolare di un’impresa di infissi e la coppia, in gita in Umbria per visitare anche l’area della Cascata delle Marmore, era molto conosciuta nella città di origine. Lasciano due figli.

Tragico destino anche per un’altra passeggera del bus-navetta, la 59enne Stefania Laurenzi, di Roma, deceduta sul luogo dell’incidente. Con lei, in quella che doveva essere una gita spensierata in Umbria, c’erano il marito Massimiliano, che lotta fra la vita e la morte nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Perugia, e le due figlie della coppia, trasportate all’ospedale di Rieti con lesioni non gravi.

Sull’impatto la Procura della Repubblica di Terni, guidata dal procuratore capo Antonio Laronga, ha aperto un fascicolo per le ipotesi di omicidio stradale e lesioni personali colpose. Prevista l’autopsia sulle salme dei due conducenti – del camper e del bus navetta – per tentare di chiarire le cause dell’accaduto, la cui dinamica, secondo quanto si è potuto apprendere, sarebbe ritenuta relativamente chiara. Cordoglio è stato espresso, tra gli altri, dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, dalla presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, e dai sindacati che sottolineano, fra l’altro, “l’ennesimo caso di una vittima sul lavoro” e sollecitano maggiore sicurezza.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA