“Dopo oltre un anno di trattative annunciamo oggi l’acquisto, da parte del Ministero della Cultura, di uno straordinario capolavoro di Caravaggio, il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini“. Lo annuncia il ministro della Cultura, Alessandro Giuli che ha firmato l’atto di acquisto. Al termine delle procedure amministrative previste, entrerà a far parte del patrimonio dello Stato e sarà assegnato alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, entrando stabilmente nelle collezioni di Palazzo Barberini.
L’acquisizione del Caravaggio da parte dello Stato italiano è stata conclusa per la cifra di 30 milioni di euro. Lo annuncia il ministero della Cultura precisando che l’acquisto è stato il risultato di una lunga trattativa e che “rappresenta uno degli investimenti più rilevanti mai sostenuti dallo Stato italiano per l’acquisto di un’opera d’arte e testimonia l’impegno del Ministero della Cultura nel rafforzare le collezioni pubbliche con opere di assoluto rilievo nella storia dell’arte”.
Caravaggio è oggi uno degli artisti più studiati e ammirati al mondo, ma “il numero delle opere certe rimane estremamente limitato e la comparsa sul mercato di dipinti a lui attribuiti con certezza è un evento rarissimo”. Lo sottolinea il ministero della Cultura precisando che proprio per questo motivo l’ingresso del Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini nelle collezioni pubbliche italiane rappresenta un “risultato di grande rilievo sia sul piano scientifico sia su quello della politica culturale, assicurando al patrimonio nazionale un capolavoro destinato a rafforzare le opportunità di studio, conoscenza e fruizione dell’opera di Caravaggio”.
L’acquisizione assume inoltre un valore simbolico particolare per le Gallerie Nazionali di Arte Antica: a Palazzo Barberini il dipinto potrà infatti dialogare con gli altri dipinti di Caravaggio, con la collezione di caravaggeschi tra le più importanti al mondo e, in particolare, con un altro capolavoro del Merisi, la “Giuditta che decapita Oloferne” anch’essa frutto di un acquisto dello Stato italiano avvenuto nel 1971. Quell’operazione segnò un momento decisivo nella riscoperta moderna del pittore e contribuì a rafforzare la presenza delle opere di Caravaggio nelle collezioni pubbliche italiane.
Ora “a oltre cinquant’anni di distanza, l’ingresso del Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini rappresenta un nuovo momento di particolare rilievo nelle politiche italiane di ampliamento del patrimonio pubblico e di rafforzamento del sistema museale nazionale, offrendo nuove opportunità di valorizzazione dell’opera del Merisi” sottolinea il Mic.
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