Una galassia di società riconducibili alla famiglia Caroccia su cui si è acceso il faro della Procura per stabilire se dietro al business della ristorazione si nascondano attività di riciclaggio. Si allarga l’inchiesta dei magistrati romani che puntano a ricostruire l’origine dei soldi con i quali i Caroccia hanno investito nella società cui fa riferimento il ristorante dell’affaire Delmastro e non solo. Mauro Caroccia (condannato per reati di mafia nell’ambito di un’indagine sul clan camorristico dei Senese) e la figlia 19enne (titolare di quel locale) sono finiti nel registro degli indagati, a vario titolo, per riciclaggio e intestazione fittizia. Oggetto del fascicolo, dunque, anche la società ‘Le 5 Forchette’ di cui ha fatto parte anche Delmastro. Una Srl che ha tra i suoi locali il ristorante ‘sotto accusa’, fondata davanti a un notaio di Biella. “Ed è qui – rivela il quotidiano La Stampa – che sarebbe avvenuto anche un passaggio di contanti che, seppure di modesta entità, è tutto da chiarire”.
Nel locale il sottosegretario alla Giustizia è stato almeno una volta a cena, in presenza del ristoratore condannato per mafia. Ad alimentare le polemiche alcuni scatti che lo ritraggono nel ristorante di via Tuscolana, anche recentemente. Una foto che risale a fine gennaio lo ritrae alla Bisteccheria insieme a un sindacalista della polizia penitenziaria.
Ma in quel locale il sottosegretario c’è stato anche con la capa di gabinetto del ministero, Giusi Bartolozzi, finita sotto i riflettori nei giorni scorsi per aver definito i magistrati un ‘plotone di esecuzione’. Le opposizioni, da giorni, chiedono a gran voce un passo indietro del sottosegretario e oggi il deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, ha messo il carico definendola “una vicenda gravissima che impone le dimissioni immediate”.
“Delmastro deve spiegare perché è entrato in società con Caroccia, prestanome del clan Senese – attacca Bonelli – Come è possibile che un sottosegretario alla Giustizia non sapesse che già nel 2020 Guardia di Finanza e DDA avevano concluso un’inchiesta sul riciclaggio che coinvolgeva proprio quell’attività?”. Mentre Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, parla di “nuovi e inquietanti particolari” che “rendono ancora più grave e incomprensibile la mancata presa di posizione della Presidente del Consiglio”.
“Si parla di utilizzo di contanti nel passaggio di quote societarie e di indagini per riciclaggio e intestazione fittizia che coinvolgerebbero anche una giovane socia, indicata come amministratrice unica della società” dice chiedendo che Meloni “riferisca con urgenza e spieghi quali siano le ragioni per cui non ritiene necessario intervenire”. Sulla stessa linea il segretario di Più Europa Riccardo Magi, definendo “incredibile che la premier minimizzi”.
E anche Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera, attacca direttamente la premier: “Nella giornata in cui si commemorano le vittime della mafia, sarebbe bene che Meloni non dicesse nulla, non fino a che tiene Delmastro al suo posto. Parliamo di un sottosegretario alla Giustizia che andava a cena con personaggi legati a organizzazioni criminali. Ci vuole decenza” aggiunge riferendosi a un post della presidente del Consiglio in cui ha espresso vicinanza alle vittime della mafia e alle loro famiglie.
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