Lincei, ‘profonda preoccupazione’ per la nuova costellazione di Musk

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    Gravissimi danni alla ricerca astronomica e, soprattutto, il rischio di compromettere “un bene comune dell’umanità come lo spazio vicino alla Terra“: sono questi i principali motivi di “profonda preoccupazione” che l’Accademia dei Lincei manifesta in una lettera alla Federal Communications Commission, l’agenzia degli Stati Uniti che regola le comunicazioni, dalla radio a internet e ai satelliti. A richiedere il parere alla comunità scientifica internazionale era stata la stessa Fcc in seguito alla richiesta di autorizzazione presentata da Elon Musk per il suo SpaceX Orbital Data Center System, che prevede il rilascio nell’orbita terrestre di oltre un milione di satelliti da una tonnellata ciascuno, con la funzione di centri di calcolo per l’intelligenza artificiale, alimentati dall’energia solare.
    Questo enorme numero di satelliti andrebbe quindi ad aggiungersi ai 10mila satelliti Starlink per le connessioni internet attualmente in orbita.

    “Se non si prenderanno precauzioni, il cielo notturno rischia di cambiare completamente: solo i satelliti sarebbero visibili perché la loro luminosità sarebbe superiore a quella delle stelle“, dice all’ANSA Marco Tavani, membro dell’Accademia dei Lincei ed ex presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Da tempo la comunità degli astronomi ha avvertito dei rischi per la ricerca e sta cercano di correre ai ripari. In questo senso, aggiunge l’astrofisico, da parte dell’Unione Astronomica Internazionale “sono già in atto azioni con SpaceX tese a mitigare l’impatto dei satelliti” e renderli sempre meno riflettenti.

    Un altro problema, prosegue, “è l’interferenza dei segnali radio dei satelliti con i radiotelescopi“. Guardando alla nuova costellazione per l’IA proposta da Musk, ogni satellite assorbe radiazione solare e ognuno è un nodo che comunica con gli altri tramite laser; di conseguenza il calore accumulato in questo modo verrebbe dissipato generando sorgenti di radiazioni che disturberebbero le osservazioni astronomiche sia ottiche sia nell’infrarosso. “Avere costellazioni così grandi sembra un vantaggio, ma mette a rischio risorse che sono limitate. Per questo dobbiamo essere molto attenti”, osserva ancora Tavani.

    Se il nuovo progetto di Musk dovesse realizzarsi, scrivono i Lincei alla Fcc, “modificherebbe drasticamente l‘ecosistema delle orbite basse con gravi conseguenze per l’astronomia e la ricerca scientifica” e porrebbe “un rischio ambientale senza precedenti: il lancio di un milione di tonnellate di materiale all’anno depositerebbe quantità massive di carburante nella stratosfera, con conseguenze climatiche non ancora indagate, aumentando al contempo il pericolo di collisioni e la creazione di detriti spaziali“.

    Di conseguenza, l’Accademia dei Lincei “suggerisce fortemente” alla Fcc che “ogni decisione sia preceduta da un’analisi completa affidata a una Commissione indipendente, che includa l’Astronomy and Astrophysics Advisory Committee” e auspica “un rafforzamento del dialogo aperto tra SpaceX e istituzioni scientifiche, affinché la collaborazione per preservare le osservazioni da terra e dallo spazio si traduca in un impegno concreto”. È fondamentale, conclude l’Accademia, “definire un quadro di regole condivise affinché l’innovazione tecnologica non avvenga a discapito della tutela dell’ambiente spaziale e della ricerca scientifica globale”.

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