Su di lui c’è poco, Salim El Koudri è ancora un enigma da risolvere per chi indaga. Nella perquisizione eseguita ieri a Ravarino, nella casa del 31enne non sarebbe stato trovato niente di immediatamente rilevante, dall’analisi dei dispositivi sequestrati e analizzati non emergerebbero, per ora, elementi che facciano pensare a percorsi di radicalizzazione. Quel che è certo è che l’uomo che ha investito un gruppo di persone in centro a Modena, ferendone gravemente quattro, è laureato in economia aziendale, attualmente non stava lavorando e per un paio di anni è stato seguito dal centro di salute mentale di Castelfranco Emilia, sempre nella provincia.
“Era un ragazzo di 31 anni, nato a Bergamo, residente a Ravarino. Aveva avuto degli elementi di schizofrenia che lo avevano portato a recarsi nei centri di salute mentale tra il 2022 e il 2024, ma non era sottoposto a Tso e sentendo il sindaco Maurizia Rebecchi, la comunità di Ravarino, tutti mi dicono che era un ragazzo normale, che non aveva mai dato, mai, nessun segno di squilibrio visibile e conviveva tranquillamente in paese”, ha spiegato il sindaco di Modena Massimo Mezzetti.
“Io non so se aveva la patente o non aveva la patente, ma non sembrava ci fossero motivi. Poi ora interverranno gli organi preposti e ci diranno meglio nei prossimi giorni, immagino”, ha aggiunto. E’ stata proprio la sindaca di Ravarino, Rebecchi, ad approfondire ulteriormente: “Sappiamo che è stato seguito da un Centro di salute mentale e che, successivamente, ha interrotto quel percorso. Sarà compito esclusivo dell’indagine ricostruire l’intero quadro”.
Concetti sostanzialmente confermati anche nel pomeriggio dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Chiaramente gli inquirenti faranno faranno ulteriori accertamenti”, però il fatto sembra collocabile “in una situazione di disagio psichiatrico”, ha detto. I device informatici sequestrati dalla squadra mobile della questura modenese dovranno comunque essere analizzati compiutamente, così come la sua attività social e le frequentazioni. Meta, è emerso, ha cancellato i suoi post, ma non perché fossero di contenuto jihadista.
L’uomo, peraltro, non è stato mai visto nel centro che è il punto di riferimento della comunità islamica di Ravarino, ha spiegato l’imam Abdelmajid Abouelala. Alcuni post da lui pubblicati, a quanto risulta, avevano contenuti sessuali, altri erano comunque inappropriati rispetto alla policy di Meta che li ha quindi eliminati. Anche i dati sanitari saranno a disposizione dell’autorità giudiziaria, per ricostruire tutto quello che l’uomo ha fatto negli ultimi anni e cercare di arrivare alle ragioni del gesto, se non sarà lui a spiegarle.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA








