È nato in provincia di Bergamo 31 anni fa, ma abita a Ravarino, nel Modenese, Salim El Koudri, l’uomo che, alla guida di una Citroen C3, è piombato sul marciapiede falciando almeno otto persone in centro a Modena. Su di lui, sul suo passato, sono in corso le indagini per provare ad inquadrare i motivi del suo gesto e per dare contorni più definiti a una vicenda che sembra non avere un perché.
Allo stato, nel corso delle prime analisi svolte sui device sequestrati a El Koudri, non emergerebbero elementi che facciano pensare a percorsi di radicalizzazione o legami con gruppi jihadisti. E’ quanto si apprende da fonti investigative. L’ipotesi prevalente, al momento, resta dunque quella di un gesto riconducibile ai problemi mentali di cui l’uomo soffre e di cui è stato in cura.
Salim El Koudri è residente a Ravarino nel Modenese dal 2000. Lo rende noto la stessa sindaca Maurizia Rebecchi, in una nota in cui esprime vicinanza ai feriti e alle loro famiglie. “Sappiamo – aggiunge – che è stato seguito da un Centro di salute mentale e che, successivamente, ha interrotto quel percorso. Sarà compito esclusivo dell’indagine ricostruire l’intero quadro. È un atto gravissimo e come tale va trattato. Sono in corso le indagini della Procura di Modena, che dovranno accertare per intero i contorni della vicenda. In queste ore il nostro pensiero più forte va alle persone ferite, alla loro salute e alle loro famiglie. È attorno a loro che si stringe tutta la comunità di Ravarino”.
Salim el Koudri non era noto alle forze dell’ordine: il suo casellario giudiziario non ha segnalazioni. Si è anche laureato in Economia e attualmente, a quanto si apprende dalle prime informazioni raccolte, stava cercando lavoro. Sarebbe però stato in cura per problemi psichiatrici: anche su questo tema, però, gli inquirenti, con il supporto dei servizi territoriali dell’Azienda Usl di Modena, stanno cercando di ricostruirne la storia clinica.
Un italiano di seconda generazione, quindi, con origini marocchine, ma da quello che emerge dai primi riscontri dell’interrogatorio in corso in Questura e dalla perquisizione che è stata disposta nella sua abitazione di Ravarino, un piccolo centro che si trova una quindicina di chilometri a nord-est del capoluogo, non emergerebbero elementi che possano far pensare a una radicalizzazione religiosa o a legami con formazioni eversive.
I segnali che emergerebbero sono invece quelli di una forte instabilità mentale.
Resta da capire, ed è quello che gli investigatori cercheranno di appurare nelle prossime ore, se possano esserci stati episodi o situazioni che, in qualche modo, possano averlo spinto, a mettersi al volante di una macchina, ad entrare in una via dello shopping a folle velocità, rischiando di commettere una strage.
Il tabaccaio di Ravarino, ‘El Koudri un personaggio un po’ inquietante’
Passava ogni giorno in tabaccheria a prendere dei gratta e vinci da un euro e dei sigarini più economici, “fissava il muro dei gratta e vinci per dieci minuti prima di scegliere, sbatteva le porte. Un personaggio un po’ inquietante”. È la descrizione che fa di Salim El Koudri, il tabaccaio di Ravarino, paese dove il 31enne risiedeva dal 2000. “L’ho riconosciuto dall’auto – dice alla TgR dell’Emilia-Romagna – Parcheggiava sempre chiudendo il passaggio alle persone. Era incurante di tutti”. “Abbiamo usato anche le maniere forti per dirgli di non disturbare le ragazze che ci sono al mattino”, conclude.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA








