“Qui in Italia, da alcuni degli alti colli romani, ci sentiamo spesso accusati: la Russia sarebbe colpevole di tutti gli attuali problemi dell’ordine mondiale odierno, che si tratti dell’Europa dell’Est, del Medio Oriente o dell’Africa. Posso affermare con fermezza che queste accuse non corrispondono assolutamente al vero: sono una palese falsità. I fatti testimoniano l’esatto opposto”. Duro attacco alle autorità italiane, in particolare al Quirinale anche se non citato esplicitamente, da parte dell’ambasciatore russo in Italia Alexei Paramonov, che ha voluto ribadire la posizione di Mosca sull’arena globale nel discorso ufficiale nella sua residenza per la festa della Giornata della Russia, disertata da politici italiani di spicco.
“È stata proprio la Nato – ha proseguito davanti a centinaia di invitati nella storica villa Amabelek – che, a partire dalla metà degli anni Novanta, ha spinto con insistenza, senza alcuna giustificazione, i propri confini verso Est: ha proceduto all’assimilazione politico-militare dei Paesi dell’Europa Orientale e degli Stati che un tempo facevano parte dell’Urss, impegnandosi a tramare, nei confronti della Russia attuale, minacce reali е non immaginarie. In questa situazione, a Mosca non restava, né resta oggi, altra via d’uscita se non quella di prendere in mano il proprio destino e di difendere in maniera autonoma gli interessi nazionali. È difficile immaginare che uno Stato sovrano, dotato di una storia plurisecolare, possa agire a discapito dei propri interessi. Così si comportano solo gli Stati e i leader che hanno ormai smarrito la propria sovranità e indipendenza, trasformatisi in definitiva in vassalli e servitori dei ‘potenti del mondo’, a scapito degli interessi della propria stessa popolazione”.
Paramonov ha aggiunto che Mosca esorta “tutti coloro che, ancora una volta, meditano una nuova campagna verso Est, un ‘Drang nach Osten’, a ravvedersi, a ricordare le proprie responsabilità per i crimini del passato e a cessare di trascinare i popoli in nuove guerre”, citando le varie aggressioni subite dalla Russia, compresa quella nazista. “L’Operazione militare speciale” in Ucraina, ha quindi sostenuto, “rappresenta una risposta alla guerra ibrida dell’Occidente contro la Russia, una risposta ai tentativi di limitare le nostre capacità di sviluppo sovrano, di minare i nostri legittimi interessi politici ed economici, di destabilizzare l’assetto politico interno e di relegare la Russia ai margini della storia mondiale. Tutto ciò è oggettivamente impossibile. Non lo permetteremo mai”.
Paramonov ha avvisato inoltre che “i nostri avversari non sono riusciti a isolare la Russia sull’arena internazionale. Il nostro Paese continua a partecipare attivamente ai lavori dell’Onu, coopera con successo coi partner del G20, dei Brics, dell’Asean e su altre piattaforme, operando nei vasti spazi eurasiatici nell’ambito dello Stato dell’Unione di Russia e Bielorussia, dell’Unione Economica Eurasiatica, della Comunità degli Stati Indipendenti e dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai. Siamo convinti che proprio all’interno di questi consessi si stia facendo strada un nuovo modello di ordine mondiale, fondato sul reciproco rispetto, sull’equilibrio degli interessi, sull’uguaglianza sovrana degli Stati, sulla diversità delle civiltà, sull’indivisibilità della sicurezza, sull’osservanza del diritto internazionale, nonché sul netto rifiuto dell’unipolarismo e della mentalità da “blocco”.
Infine un’apertura condizionata: “Alla Russia è estranea la logica da ‘fortezza assediata’ e il Paese rimane aperto al mondo, al dialogo e alla cooperazione, anche coi Paesi occidentali, Italia compresa, a patto che rinuncino al proprio atteggiamento ostile e a qualsivoglia tentativo di calpestare i legittimi interessi del nostro Paese”. Tra gli invitati Francesco Toscano, presidente di Democrazia Sovrana e Popolare, l’editore Sandro Teti, Moni Ovadia e Gianluca Savoini, l’uomo dell’Hotel Metropol, ossia dello scandalo sui presunti finanziamenti occulti russi alla Lega, poi archiviato.
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