Monica Montefalcone che ‘era un panzer sott’acqua’; Federico Gualtieri che ‘sognava il Giappone’: sono alcune testimonianze di amici e conoscenti delle vittime dell’incidente subacqueo alle Maldive.
MONICA MONTEFALCONE
Monica Montefalcone “era la subacquea più esperta di tutto il Distav (il Dipartimento di Scienze della terra, dell’ambiente e della vita, ndr). Tutto mi sarei aspettato: che morisse per una tegola in testa, sotto una macchina ma non sott’acqua. Era una panzer”, racconta il preside Giorgio Bavestrello il giorno dopo la morte della docente associata di Ecologia all’università di Genova.
Nella tragica immersione ha perso la vita anche l’assegnista Muriel Oddenino e Federico Gualtieri che proprio al Distav si era laureato. “Era la ricercatrice più esperta qui – continua Bavestrello – aveva migliaia di ore di immersione, era bravissima. E aveva una esperienza di 20 anni delle Maldive, studiava la salute delle barriere coralline”. La sua morte “è stata una super perdita”. Una cosa Bavestrello tiene a sottolineare “quella che ci ha colpito è una tragedia parecchio peggio di quella del Plemmirio” anche se non possono essere paragonate.
“Mi hanno detto che la grotta dove era Monica con gli altri – spiega il preside – è a fondo duro con acqua pulita a differenza di quella appunto del Plemmirio”. E poi “il diving con cui erano è super esperto”.
La docente la ricordano anche il tecnico amministrativo Danilo Livi: “era un grande personaggio, sia da un punto di vista umano che didattico. Era nata con la muta addosso. Era strepitosa con i ragazzi, una persona solare e dedita al lavoro”. “E’ stato mio figlio a dirmi che era morta – sospira Luigia Savignano, impiegata in portineria – lui è stato un suo studente, il mese scorso ha dato un esame con lei. Proprio ieri è arrivato un pacco per lei e la sua collega mi ha detto che era alle Maldive. Ho detto ‘beata lei’ e dopo un paio di ore abbiamo saputo della tragedia. Era una donna solare e gentilissima”.
Una studentessa descrive Montefalcone come una donna appassionata e forte che si era fatta strada “in un modo, quello della subacquea, che è totalmente maschilista”.
“La passione la faceva trasparire – dice Nicoletta, una delle studentesse – e la trasmetteva a tutti, mannaggia se la trasmetteva. Ma lei era forte, si era saputa fare strada in un mondo difficile per le donne”. In tanti oggi si sono dati appuntamento al dipartimento. Gli occhi rossi di lacrime, parole che si strozzano in gola e che si preferisce rimandare a un altro momento. I ragazzi e le ragazze stanno organizzando una colletta per “comprare un mazzo di fiori – dicono – e lasciarlo sulla scrivania del suo ufficio”.
GIORGIA SOMMACAL
Giorgia “mi diceva sempre di non arrabbiarmi e di sorridere sempre. Io ci sto provando ma non so come reagire, lei era il mio futuro e io ora come andrò avanti?”. Federico Colombo, 26 anni da compiere il 24 maggio, è il fidanzato di Giorgia Sommacal morta insieme alla madre Monica Montefalcone e ad altre tre persone alle Maldive durante una immersione. Stavano insieme da due anni e otto mesi.
Il ragazzo è al bar della stazione di Pegli dove lavora anche oggi. “Amava le immersioni più di ogni altra cosa. Ogni volta che ne concludeva una, mi mandava sempre le foto – prosegue Federico – e mi raccontava tutto nei minimi dettagli, come se volesse farmi vedere il mare attraverso i suoi occhi. Mi diceva spesso che, prima o poi, avrebbe fatto provare anche a me quell’esperienza che la rendeva così felice”. Quando Giorgia “parlava del mare, delle immersioni o dei pesci, le si illuminavano gli occhi. Era una passione che le apparteneva profondamente, qualcosa per cui era nata e per la quale iera davvero portata. In acqua sembrava sentirsi libera, nel suo elemento naturale. Amava così tanto quel mondo da portarlo persino sulla pelle, con tatuaggi a tema”.
“Era una fidanzata, una amica, una sorella. Mi confidavo con lei, mi ha aiutato nei momenti più difficili della mia vita. Avevo un rapporto bellissimo anche con sua mamma, il fratello, il papà”.
Ieri è stato proprio il padre della ragazza, Carlo Sommacal a dargli la notizia della tragedia. “E’ venuto qui al bar – continua il ragazzo mentre i suoi occhi azzurri si riempiono di lacrime – e me lo ha detto. Io non riesco ancora a metabolizzare quello che è successo. Lei sicuramente vuole che continui la mia vita ma io ora non so come reagire, come andare avanti. Era lei che vedevo come mia moglie, la mamma dei miei figli”. Sul suo telefono scorrono le centinaia di foto scattate insieme. “Lei sarebbe tornata il 24, per il mio compleanno e non vedevo l’ora che arrivasse. Starò fino a quel giorno ad aspettare perché io ancora non riesco a capire cosa sia successo”. Giorgia si sarebbe dovuta laureare tra un mese “e poi saremmo partiti con i suoi genitori per l’Egitto. Ma come faccio ad andare avanti con il pensiero di stare senza di lei?”.
MURIEL ODDENINO
Giuseppe Corriero, professore ordinario di Zoologia all’Università Aldo Moro di Bari, ricorda la biologa 31enne Muriel Oddenino di Poirino: “Muriel era un sole, ci ha subito conquistati con la sua dolcezza. Con lei si lavorava ridendo e scherzando. Ci manca già moltissimo”.
La donna aveva lavorato a Bari fra il 2023 e il 2024, collaborando con il gruppo di ricerca in Zoologia marina coordinato in quei mesi proprio da Corriero. “Ci siamo incontrati quasi per caso – racconta all’ANSA il docente -. Avevo bisogno di un esperto in grado effettuare operazioni di prelievo e studio nelle grotte fra Polignano a Mare e Monopoli. Lei aveva una particolare vocazione per questo habitat ed era una sub molto esperta e prudente. Con lei ci siamo sempre sentiti al sicuro, tutti i nostri collaboratori si immergevano in coppia guidati da lei con i massimi standard di sicurezza”.
“Io la sentivo poco – aggiunge il docente -, ma i miei collaboratori avevano interlocuzioni continue. Proprio in questi mesi avevamo in corso alcune attività di ricerca congiunta sulle spugne maldiviane. Uno dei nostri collaboratori fra un mese avrebbe dovuto incontrarla a Genova per fare il punto su questi studi e decidere come proseguire”. Studi che andranno avanti, portando il segno di questa amicizia indissolubile.
“Abbiamo deciso che a Muriel dedicheremo la prima pubblicazione di questa ricerca – conferma Corriero -. E la prima specie nuova di spugne che troveremo prenderà il suo nome”. Corriero spiega che nel periodo in cui ha lavorato a Bari, “Muriel è andata un paio di volte alle Maldive, dove aveva già avviato alcune attività con l’Università di Genova”. Proprio nel capoluogo ligure era tornata nel 2024, nonostante “avessimo fatto di tutto per trattenerla a Bari – ammette Corriero -. Ma lei, piemontese di origine, voleva riavvicinarsi alla sua famiglia. I rapporti sono però rimasti ottimi e abbiamo continuato a collaborare a distanza.
FEDERICO GUALTIERI
Don Luca Longo, responsabile della pastorale giovanile di Omegna, ricorda il 32enne Federico Gualtieri: “Anche quest’anno, come già l’anno prima, lo avevo incontrato durante l’annuale benedizione delle case: sarà stato marzo, era solo in casa e mi aveva fatto entrare. Stava preparando la tesi di laurea. Ci siamo intrattenuti brevemente e mi aveva raccontato i suoi progetti: era entusiasta del Giappone, era un sogno, una nuova possibilità di vita, una meta attesa da tempo e frutto di anni di ricerca e studio. Oggi siamo tutto un po’ scossi”.
“Questa mattina ho visto suo papà – aggiunge don Luca -. E’ una persona di fede, l’ho trovato molto disperato. La cosa che gli dispiace di più è che in giro si leggono stupidaggini, persone che dicono che Federico fosse un turista. Invece no, non era uno sventurato: l’immersione era per i suoi studi, per le sue ricerche sui microrganismi. Sarebbe dovuto tornare domenica”. In un post su Facebook, don Luca ha aggiunto: “La nostra preghiera possa ora confortare quella ferita che umanamente sarà difficile da sanare”.
GIANLUCA BENEDETTI
Non vuole parlare la madre del 44enne padovano Gianluca Benedetti: “Ho saputo la notizia dall’ambasciata, non ce la faccio a dire proprio niente e potete solo immaginare il dolore. Ora sono con la sua compagna”, sono state le sue uniche parole.
Bocche cucite anche all’agenzia di viaggi di cui Benedetti era ‘Operation manager’. “Donatella Telli (la titolare, ndr) non è in sede e comunque nessuno può rilasciare dichiarazioni”, rispondono dall’Albatros Top Boat di Verbania. Citofonando al cancello dove ha sede l’agenzia, nessuno risponde, ma una persona si affaccia sul cortile per dire che non parlerà dell’accaduto. Altre due vittime erano legate all’agenzia di viaggi verbanese: stando a quanto riportato sul sito web di Albatros Top Boat, la docente e ricercatrice dell’Università di Genova, Monica Montefalcone, “coordinava” le crociere scientifiche, mentre Federico Gualtieri di Omegna (Verbano-Cusio-Ossola) aveva preso parte a diverse spedizioni, anche per raccogliere materiale per la sua tesi di laurea in Biologia ed ecologia marina. Stamattina davanti all’agenzia di viaggi non ci sono persone e il quartiere residenziale dove si trova, Suna, è sotto la pioggia come il resto della città.
“Ogni tanto lo incontravamo in sagra, credo che l’ultima volta sia stato lo scorso anno”, spiega Marco Illotti, ex allenatore di calcio di Gianluca che in gioventù aveva giocato come centravanti nella squadra parrocchiale del Real Padova, negli anni in cui dopo il diploma aveva trovato impiego in una banca di credito cooperativo. “Gianluca – ha proseguito Illotti – era solito tornare d’estate per stare un po’ vicino alla mamma, ma da ormai dieci anni il suo mondo era alle Maldive, di cui parlava con grande trasporto. Sin da ragazzino in parrocchia era un ragazzo ben educato, molto determinato nelle cose che gli stavano a cuore ma anche molto gentile”.
Benedetti, subacqueo professionista, aveva perseguito la sua carriera nel mondo della finanza fino al 2018, lavorando alla Bcc di Piove di Sacco, in provincia di Padova, inizialmente come cassiere in filiale e poi al centro direzionale. Otto anni fa, la decisione di un cambio vita radicale. “Era bravissimo, velocissimo e molto smart, ma era un pesce fuor d’acqua e si vedeva che era fatto per altro”, racconta al Gazzettino Gianni Benetello, ex vicedirettore dell’istituto di credito. “Viveva per la natura, lo sport e alla prima occasione ha mollato il lavoro”.
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