La strage di Bologna 46 anni fa, la città ‘ferita’ in piazza anche per Fakir

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    Con le ultime sentenze della Cassazione sugli ergastoli a Gilberto Cavallini e Paolo Bellini arrivate nei mesi scorsi, dopo 46 anni i processi sulla strage del 2 agosto 1980 sono tutti conclusi, ma Bologna domani ancora una volta scenderà in strada per unirsi nella costante richiesta di verità e giustizia, dal palco della stazione. Sarà la prima volta di Paolo Lambertini come presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, che succede a Paolo Bolognesi e alla vigilia chiede a tutti di rimanere focalizzati sul senso della commemorazione, “sui valori di questa giornata”, tenendola separata da altro.

     Ma non sarà del tutto possibile perché, ha detto il sindaco Matteo Lepore, la città segnata dal più grave attentato del Dopoguerra in Italia, è ora “ferita”, da quanto successo al Pilastro, dove due settimane fa è morto Abderrahim Fakir, durante un intervento della polizia per immobilizzarlo. “E quindi ogni volta che è stata ferita è scesa in piazza, per questo spero venga tanta gente al corteo del 2 agosto”, ha aggiunto il primo cittadino finito nella tempesta politica, prima e poi sotto scorta, in seguito alla manifestazione indetta proprio dopo la morte del 42enne marocchino, agli scontri e alle minacce successive.

     

    Attesi al corteo, per manifestare sostegno a Lepore, diversi sindaci in fascia tricolore, una sorta di “scorta civica” che si aggiungerà simbolicamente alla tutela assicurata dalle forze dell’ordine. Alla marcia che da Palazzo D’Accursio raggiungerà piazza Medaglie d’oro prima del minuto di silenzio alle 10.25, ora dell’attentato, è probabile che partecipi anche la segretaria Pd Elly Schlein, bolognese e sempre presente alla cerimonia. Ci sarà poi uno “spezzone” separato del corteo ufficiale, organizzato da Potere al Popolo e altre realtà per ricordare “anche gli altri omicidi di stato e stragi, da Fakir alla Uno bianca”.

    Prima di mettersi in cammino, come di consueto, i rappresentanti delle istituzioni incontrano i familiari delle vittime, in Comune. Il Governo quest’anno è rappresentato non da un ministro ma dal sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, che prenderà la parola nel cortile del municipio. Particolare attenzione, come sempre, sarà rivolta ai messaggi istituzionali, soprattutto a quello della premier Meloni.

     

    “Vediamo se riuscirà a sbloccare, a livello verbale, questo tema della strage fascista, perché questo non lo diciamo noi, lo dicono tutte le sentenze, in tutti i vari gradi di giudizio”, ha detto il presidente Lambertini. Altri messaggi, intanto, risuonano tra oggi e domani, nel cortile del municipio: sono oltre cento vocali, per un totale di due ore di registrazione, per raccontare il significato della strage e della memoria. Li hanno realizzati politici, giornalisti, semplici cittadini

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