La Lega Serie A ha scelto Giovanni Malagò come proprio candidato alla presidenza della Figc. Il via libera al nome dell’ex numero uno del Coni è arrivato durante l’assemblea dei club in corso a Milano. Sono 18 i club che hanno appoggiato Malagò: contrari solo Lazio e Verona.
Lazio e Verona non hanno votato formalmente contro, considerando che non c’è stata alcuna votazione per presentare la candidatura, ma non hanno firmato a favore di Malagò. La posizione dei due club non riguarderebbe né il programma né la figura (Malagò nello specifico), quanto piuttosto il metodo normativo che regola l’intero sistema sportivo e calcistico, fondato su una legge del 1981, quella sul professionismo. Prima ancora di entrare nel merito dei nomi, pur senza mettere in discussione la stima nei confronti di Malagò, l’intenzione sarebbe quella di affrontare le questioni strutturali.
Abete corre per la Figc: ‘Chiedo ai dilettanti la stessa titolarità di Malagò’
“Chiederò al Consiglio direttivo della Lega nazionale dilettanti di investirmi delle stesse titolarità di cui è stato investito il presidente Malagò da parte delle società di Serie A, cioè di poter – attraverso una condivisione della candidatura – presentarmi seguendo la logica di discutere prima i contenuti e poi vedere quale è il punto di caduta sui nomi”.
Per la presidenza della Figc scende in campo anche Giancarlo Abete: il n.1 della LND ha così annunciato l’intenzione di candidarsi, parlando a margine del Premio Bearzot in corso al Coni.
“Pensavo sarebbe stato più opportuno un percorso diverso, leggere e valutare il documento Gravina, capire quali tipi di responsabilità ogni componente prendeva nei confronti della Federazione, avere un programma condiviso e poi individuare la persona giusta – ha sottolineato Abete -. C’è stata questa accelerazione con l’investitura di Malagò; se l’impostazione è questa noi seguiremo la stessa. Ho già convocato gli organi direttivi, chiederò il via libera per poter dare la disponibilità. Il mio invito è che la stessa cosa facciano le componenti tecniche e le altre leghe. Perché abbiamo necessità di avere il contributo di tutte le componenti. Ben vengano altre proposte perché l’obiettivo è di confluire in un programma condiviso e di un’unica candidatura. In questo caso non c’è da parte mia nessuna volontà di essere il candidato condiviso da tutti. Chi riterrà si giocherà la sua partita in sede elettorale”.
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