‘La ragazza di cui parla Sempio in chat non è Chiara, la chiameremo’

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    Non è Chiara Poggi la ragazza da cui Andrea Sempio sarebbe stato ossessionato secondo quanto emerge da uno scambio di messaggi su un forum , il “Club di seduzione italiana”, che sfiora l’indagine in via di chiusura della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco.

    Ne è convinta la difesa dell’uomo, convocato per mercoledì in Procura e da alcuni giorni unico indagato per l’omicidio, tanto da ipotizzarne la convocazione, come testimone, in caso di processo. Incrociati con altri elementi e con la consulenza di un criminal profiler del Racis, questi scritti, raccolti in un anno di accertamenti, avrebbero portato i pm pavesi a contestare a Sempio, oltre all’aggravante della crudeltà, quella dei motivi abietti, “riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”.

    Sono oltre 3 mila i messaggi rintracciati dal 7 novembre 2009 al primo novembre 2016 sul forum in cui ‘Andreas’, questo il suo nikname, mescola fantasie, considerazioni su come comportarsi con le donne e persino frasi choc sullo stupro: “razionalmente un orrore, ma dal punto di vista di biologia, evoluzione e riproduzione, (…) dimostrazione pratica della forza del maschio”.

    Tra i tanti messaggi anche riferimenti alla trilogia erotica-sentimental ‘Cinquanta sfumature di grigio’ e poi anche una citazione del sociologo scomparso Francesco Alberoni. In merito alla quale, a fine del novembre 2010, scriveva: “L’unica volta in cui mi sono innamorato, da cui poi è nata una ‘one itis'”, un termine colloquiale per parlare di una ossessione sentimentale, “di quasi due anni, è capitato in un momento oscuro della mia vita. Tra i 18 ei 20. Nessuna ha mai avuto quell’impatto dirompente nella mia vita”.

    Che l’autore di questa e altre frasi sia Sempio lo hanno confermato i suoi avvocati, Liborio Cataliotti e Angela Taccia- Quest’ultima, amica da sempre del suo assistito con cui condivideva anche le amicizie, sostiene di conoscere bene chi sia la ragazza. Nessuna ossessione, ma una semplice “cotta”, è la versione della difesa, che starebbe valutando di citare quell’antica ‘fiamma’, in caso di processo, come testimone.

    Se è certo che mercoledì Sempio si presenterà in procura, non si sa invece ancora se risponderà o meno alle tante domande dei pm su quel 13 agosto di diciannove anni fa quando Chiara, stando a nuovo capo di imputazione contenuto nell’invito a comparire, ha ucciso la sorella dell’amico Marco con almeno 12 colpi tra volto e cranio inferti con un oggetto contundente (mai trovato). Un’aggressione violenta a cui lei avrebbe cercato di reagire, sempre secondo il capo di imputazione.

    Tra i tanti punti da chiarire c’è anche l’alibi dello scontrino del parcheggio di Vigevano, che segna le 10.18 del 13 agosto, stranamente conservato per un anno e consegnato agli inquirenti soltanto quando Sempio venne indagato (e poi archiviato) per la prima volta. Allora quel ticket è stato ritenuto compatibile con l’orario della morte di Chiara, oggi nuovi accertamenti mettono in dubbio chi sia il vero proprietario, sia per i tabulati del cellulare del 38enne lo collocano a Garlasco, e non a Vigevano, sia per le testimonianze raccolte, tra cui quella del pompiere amico della madre.

    A ciò si aggiunge la consulenza medico-legale affidata a Cristina Cattaneo, che sposta l’ora della morte della giovane in avanti tra le 10.30 e le 12 con maggiore “centratura” tra le 11 e le 11.30. Motivo per cui Sempio, dopo essere stato a Vigevano, avrebbe avuto tutto il tempo di raggiungere Garlasco. Altri punti da chiarire sono quelli dell’impronta palmare, la 33, ritrovata sul muro delle scale che portano in cantina, e quelle telefonate ‘mute’ nei giorni prima del delitto, ben sapendo che il fratello, il suo amico, era in montagna. E poi, si presume, ci sarebbero altri elementi ancora coperti dal segreto istruttorio e che potrebbero riscrivere la scena del crimine.

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