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La Nasa cambia rotta, nessun allunaggio con Artemis III nel 2027

Nessun allunaggio nel 2027 con la missione Artemis III che, invece di riportare l’umanità sul suolo lunare, si limiterà a essere una missione dimostrativa in orbita terrestre bassa. La prima opportunità di tornare a calpestare la superficie lunare si avrà con Artemis IV nel 2028.
Così la Nasa ha deciso di cambiare i suoi piani per il ritorno sulla Luna, dopo i problemi tecnici riscontrati nelle prove generali del lancio della missione Artemis II. Lo annuncia il numero uno dell’agenzia spaziale statunitense, Jared Isaacman.

 La Nasa stravolge così i suoi piani per il ritorno sulla Luna: per far fronte alle difficoltà tecniche e alla pressante concorrenza cinese, l’amministratore capo Jared Isaacman ha annunciato radicali cambiamenti nel programma Artemis, con l’allunaggio rinviato al 2028, una maggiore frequenza di lancio delle missioni e una configurazione del razzo Sls che sarà standardizzata il più possibile, evitando modifiche significative tra le varie missioni per minimizzare i rischi e massimizzare l’esperienza pratica acquisita. Lo ha detto durante la conferenza stampa indetta per fare il punto sui problemi tecnici riscontrati nelle prove generali del lancio della missione Artemis II, che nei giorni scorsi hanno costretto a far rientrare il razzo nell’edificio di assemblaggio per ulteriori verifiche e operazioni di manutenzione.

Isaacman ha sottolineato come la Nasa si stesse già preparando ad annunciare la sua nuova strategia per la Luna indipendentemente dallo stato della missione Artemis II, e ha affermato di non essere deluso bensì entusiasta per le possibilità che potranno nascere da questo nuovo percorso. “La Nasa deve standardizzare il proprio approccio, aumentare in modo sicuro la frequenza dei lanci e attuare la politica spaziale nazionale del presidente”, ha affermato. “Con una concorrenza credibile da parte del nostro principale avversario geopolitico che cresce di giorno in giorno, dobbiamo accelerare, eliminare i ritardi e raggiungere i nostri obiettivi. Standardizzare la configurazione del veicolo, aumentare la frequenza dei voli e progredire verso gli obiettivi con un approccio logico e graduale è il modo in cui abbiamo raggiunto l’impossibile nel 1969 ed è il modo in cui lo faremo di nuovo”.

La novità più grande annunciata dalla Nasa riguarda l’allunaggio, che non sarà più l’obiettivo della missione Artemis III, ora prevista nel 2027, ma di Artemis IV, in programma per l’inizio del 2028. Artemis III verrà dunque riconfigurata come una missione dimostrativa per testare la capsula Orion in orbita terrestre bassa, con il rendezvous e l’attracco con uno o entrambi i lander commerciali di SpaceX e Blue Origin. La Nasa eseguirà anche dei test nello spazio dei veicoli attraccati, controlli integrati dei sistemi di supporto vitale, di comunicazione e di propulsione, nonché test delle nuove tute per attività extraveicolari.

L’altra novità di rilievo riguarda la frequenza dei lanci del programma Artemis: finora le missioni erano previste a intervalli piuttosto lunghi, con pause anche di diversi anni tra un volo e l’altro, mentre ora la Nasa intende garantire almeno un lancio all’anno, per riallinearsi allo spirito del programma Apollo e accumulare esperienza sul campo. Questa nuova tabella di marcia avrà conseguenze anche per i lavoratori della Nasa. L’agenzia ha infatti deciso di rafforzare le competenze interne dei propri dipendenti civili, aumentando il lavoro di sviluppo al proprio interno e in collaborazione con i partner di Artemis.

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