Punti chiave
-
IL PUNTO
-
17:28
Trump: ‘Xi si è offerto di aiutare sull’Iran, non darà armi a Teheran’
-
17:21
Ft, ‘Riad propone un patto di non aggressione tra la regione e Teheran’
-
16:38
Centcom, ‘distrutte 161 navi da guerra e il 90% delle mine dell’Iran’
-
16:22
Banca di Spagna, la guerra in Medio Oriente avrà effetti duraturi su prezzi energia
-
15:35
Agenzia marittima Gb, nave al largo degli Emirati sequestrata dagli iraniani
-
15:31
Israele-Libano, iniziato il terzo round di colloqui diretti a Washington
-
13:29
Pasdaran, ‘nuovi protocolli per il transito delle navi cinesi a Hormuz’
-
11:26
Idf, diversi feriti nel nord di Israele per un attacco con drone Hezbollah
-
10:07
Araghchi ai Brics, condannare le violazioni del diritto internazionale di Israele-Usa
-
09:21
Agenzia marittima Gb, sequestrata nave al largo degli Emirati Arabi Uniti
-
01:26
Wp, ‘La Cina sfrutta la guerra in Iran per massimizzare i vantaggi sugli Usa’
-
00:19
Rubio, ‘è nell’interesse della Cina riaprire lo Stretto di Hormuz’
IL PUNTO
Con la definizione di nuovi protocolli, l’Iran spiana il transito delle navi cinesi a Hormuz proprio mentre Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping nel loro faccia a faccia a Pechino “hanno concordato sulla necessità che lo stretto rimanga aperto per garantire il libero flusso energetico”, di cui il Dragone è il principale beneficiario. Non è immediatamente chiaro in che misura la mossa modifichi la situazione sul campo, dato che Teheran aveva già indicato durante la guerra che le navi neutrali, in particolare quelle legate alla Cina, potevano transitare nello Stretto a condizione che si coordinassero con le forze armate iraniane. Ma è un segnale chiaro, e formale, verso Xi e le sue leve sul tycoon per sbloccare il braccio di ferro nel Golfo tra Usa e Iran.
17:28
Trump: ‘Xi si è offerto di aiutare sull’Iran, non darà armi a Teheran’
Il presidente Usa Donald Trump ha detto che il suo omologo cinese Xi Jinping si è offerto di fornire un aiuto sull’Iran: in un’intervista a Fox News, il tycoon ha anche aggiunto che il leader cinese “ha detto che non fornirà equipaggiamento militare” a Teheran. “Lo ha detto oggi ed è una dichiarazione importante”, ha proseguito, parlando degli incontri avuti oggi a Pechino.
17:21
Ft, ‘Riad propone un patto di non aggressione tra la regione e Teheran’
L’Arabia Saudita ha discusso con gli alleati occidentali un possibile patto di non aggressione tra i Paesi del Golfo e l’Iran, per gestire le tensioni nella regione anche in vista di una riduzione della presenza Usa una volta conclusa la guerra contro Teheran. Lo riporta il Financial Times, citando fonti diplomatiche.
Un funzionario arabo ha inoltre affermato che un patto di non aggressione, sul modello degli Accordi di Helsinki, sarebbe accolto favorevolmente dalla maggior parte degli Stati arabi e musulmani, oltre che dall’Iran, secondo cui la regione dovrebbe essere libera da interferenze occidentali.
16:38
Centcom, ‘distrutte 161 navi da guerra e il 90% delle mine dell’Iran’
“In mare abbiamo distrutto 161 unità navali totali relative a 16 diverse classi di navi da guerra, compromettendo di fatto la capacità operativa del regime” iraniano. L’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, ha riferito che le forze Usa hanno eliminato “oltre il 90% di quello che era un imponente arsenale di mine navali fatto di oltre 8.000 ordigni, attraverso oltre 700 attacchi aerei mirati”. In sintesi, ha aggiunto Cooper in un’audizone al Congresso, “la Marina iraniana non può più rivendicare lo status di potenza marittima e non è in grado di proiettare la sua forza nel Golfo di Oman o nell’Oceano Indiano”.
16:22
Banca di Spagna, la guerra in Medio Oriente avrà effetti duraturi su prezzi energia
La guerra in Medio Oriente avrà un impatto “limitato” sull’economia spagnola, ma con effetti “duraturi” sui prezzi dell’energia, avverte la Banca di Spagna nel suo Rapporto sulla Stabilità finanziaria di primavera 2026. Lo stretto di Hormuz resta “severamente ristretto” alla navigazione e interessa il 20% dell’offerta mondiale di petrolio e gas Gnl, mentre la produzione totale della regione rappresenta circa il 30% del totale globale, pari a 10 milioni di barili al giorno, “una proporzione superiore a quella osservata dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022”, segnala la banca centrale.
Secondo il rapporto, le famiglie, le imprese e le banche affrontano lo scenario con basso indebitamento e buona qualità del credito. Tuttavia, un incremento del prezzo del petrolio provocherebbe “un aumento forte e rapido dell’inflazione, seppure temporaneo”. Con un barile di Brent a 145 dollari, la previsione è che l’inflazione arrivi al 6,8% nel 2026 e al 3,7% nel 2027, mentre che la crescita sarebbe dell’1,3% del Pil quest’anno e nulla nel seguente. Il tasso di disoccupazione arriverebbe all’11,7%. Questo scenario “è più o meno quanto accadde nella guerra del Golfo”, con una riduzione dell’offerta del 9%.
Tuttavia, un aumento del petrolio a 220 dollari per barile provocherebbe “una recessione”, un termine “non abituale” nei rapporti della Banca. In tale scenario, l’inflazione potrebbe arrivare al 9,5% nel 2026, con una crescita del Pil dello 0,6% quest’anno e una contrazione dello 0,7% nel 2027, mentre il tasso di disoccupazione salirebbe al 12,9%.
15:35
Agenzia marittima Gb, nave al largo degli Emirati sequestrata dagli iraniani
La nave sequestrata al largo delle coste degli Emirati Arabi nei pressi dello stretto di Hormuz, “è stata presa da personale iraniano mentre era all’ancora”: lo ha reso noto la società britannica di sicurezza marittima Vanguard Tech sulla base di quanto riferito dal “responsabile della sicurezza della compagnia”. Lo riporta Reuters sul suo sito.
Stando a due fonti, l’imbarcazione sequestrata dovrebbe essere la Hui Chuan, battente bandiera dell’Honduras, impiegata a supporto di attività ittica. Secondo i dati disponibili sulla piattaforma MarineTraffic, la nave è stata tracciata l’ultima volta appena all’interno della zona economica esclusiva (Zee) dell’Iran.
15:31
Israele-Libano, iniziato il terzo round di colloqui diretti a Washington
Il terzo round di colloqui diretti tra Israele e Libano è iniziato al Dipartimento di Stato a Washington, alla presenza degli ambasciatori negli Usa dei due Paesi. È previsto che il confronto prosegua anche domani. Lo conferma la portavoce dell’ambasciata israeliana a Washington all’ANSA.
13:29
Pasdaran, ‘nuovi protocolli per il transito delle navi cinesi a Hormuz’
Nuovi protocolli iraniani per il transito delle navi cinesi a Hormuz. Lo annuncia l’agenzia Fars, riportata da Reuters sul suo sito. Un funzionario della marina dei Pasdaran ha annunciato che da ieri trenta imbarcazioni hanno attraversato Hormuz e che il nuovo assetto segue le richieste del ministro degli Esteri e dell’ambasciatore cinese in Iran. Non è al momento chiaro quale siano state le modifiche, ricorda la stessa Reuters, considerato “che l’Iran aveva già indicato durante la guerra che le navi neutrali, in particolare quelle legate a Pechino, potevano transitare in coordinamento con Teheran”.
11:26
Idf, diversi feriti nel nord di Israele per un attacco con drone Hezbollah
Un attacco con un drone sferrato dal movimento filo-iraniano Hezbollah ha causato il ferimento di diversi civili nel nord di Israele. Lo ha annunciato l’esercito israeliano, poche ore prima della ripresa dei colloqui a Washington tra rappresentanti di Israele e del Libano. “Un drone esplosivo lanciato dall’organizzazione terroristica Hezbollah è caduto sul territorio israeliano, vicino al confine israelo-libanese”, ha dichiarato l’esercito. “Diversi civili israeliani sono rimasti feriti e sono stati trasportati in ospedale per ricevere cure mediche”.
10:07
Araghchi ai Brics, condannare le violazioni del diritto internazionale di Israele-Usa
L’Iran esorta gli Stati membri dei Brics a condannare quelle che definisce violazioni del diritto internazionale da parte di Stati Uniti e Israele, ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi in un comunicato sul suo account Telegram rilanciato dai media internazionali tra cui Times of Israel. Ha inoltre invitato i Brics a impedire la politicizzazione delle istituzioni internazionali. “Il falso senso di superiorità e immunità dell’Occidente deve essere infranto da tutti noi”, ha scritto.
09:21
Agenzia marittima Gb, sequestrata nave al largo degli Emirati Arabi Uniti
Una nave al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti, nei pressi dello Stretto di Hormuz, è stata abbordata da persone non identificate e si sta ora dirigendo verso le acque territoriali iraniane, ha riferito il Centro per le opertazioni commerciali marittime del Regno Unito. L’imbarcazione è stata “abbordata da personale non autorizzato mentre era all’ancora” a 38 miglia nautiche a nord-est di Fujairah e “si sta ora dirigendo verso le acque territoriali iraniane”, secondo quanto riferito.
01:26
Wp, ‘La Cina sfrutta la guerra in Iran per massimizzare i vantaggi sugli Usa’
Un’analisi riservata dell’intelligence Usa descrive in dettaglio come la Cina stia sfruttando la guerra in Iran per massimizzare il proprio vantaggio sull’America in ambito militare, economico, diplomatico e in altri settori. Lo riporta il Washington Post, in base a quanto riferito da due funzionari statunitensi che hanno letto il rapporto. La valutazione è stata redatta in settimana per il capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, e ha destato allarme all’interno del Pentagono riguardo ai costi geopolitici del braccio di ferro tra Washington e Teheran, proprio mentre il presidente Donald Trump avvia a Pechino colloqui ad alto rischio con il suo omologo Xi Jinping.
00:19
Rubio, ‘è nell’interesse della Cina riaprire lo Stretto di Hormuz’
La Cina ha tutto l’interesse alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Il segretario di Stato americano Marco Rubio, in un’intervista a Fox News a bordo dell’Air Force One diretto a Pechino per la visita di Stato del presidente Donald Trump, ha notato che “i cinesi hanno delle navi bloccate nel Golfo Persico. Un cargo cinese è stato colpito nel fine settimana. Sono certo che l’Iran non l’abbia fatto deliberatamente, ma l’hanno fatto, è successo. Ed è per questo che queste navi cinesi sono rimaste bloccate lì dentro”. Si tratta di “un’enorme fonte di instabilità. Minaccia di destabilizzare l’Asia più di qualsiasi altra parte del mondo, poiché quest’ultima dipende fortemente dagli stretti per il proprio approvvigionamento energetico”. Pertanto, ha concluso Rubio, “è nel loro interesse risolvere la questione. Speriamo di convincerli a svolgere un ruolo più attivo nell’indurre l’Iran a desistere da ciò che sta facendo ora – e che sta tentando di fare – nel Golfo Persico”.
Da non perdere
