La morte di Domenico, domani incidente probatorio e autopsia. Meloni ‘interessata a partecipare ai funerali’

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    E’ in programma domani l’incidente probatorio e l’autopsia sul corpo del piccolo Domenico, morto all’ospedale Monaldi. Lo rende noto l’avvocato Francesco Petruzzi.
        “Non è detto – ha aggiunto – che il funerale si faccia mercoledì, l’obiettivo è di liberare la salma del piccolo Domenico ma per quello dobbiamo attendere domani”.  “E’ stata accolta l’istanza di ricusazione del professor Mauro Rinaldi – dice ancora Petruzzi – uno dei tre periti nominati nel collegio incaricato di procedere con l’incidente probatorio per la morte del piccolo Domenico all’ospedale Monaldi di Napoli”. L’avvocato ha avuto un incontro con il gip Mariano Sorrentino. Al suo posto è stato nominato il professor Ugolini Livi di Udine. In merito alla lettera inviata dalla direttrice dell’azienda ospedaliera dei Colli Anna Iervolino a Il Mattino interviene il legale della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi. “Per me – dice – questa è la seconda volta che la sento esprimersi liberamente sul caso, credo alle sue parole. Oltre ad aver avviato gli audit, aveva chiesto alla dottoressa Farina se avesse riferito tutto alla mamma dichiarando che la dottoressa avesse risposto di sì, mentendo nei fatti anche a loro. Non ho motivo di pensare il contrario, questo lo accerterà la magistratura”.

    “C’è l’interesse della premier Meloni a partecipare ai funerali di Domenico”, il bimbo morto all’ospedale Monaldi dopo un fallito trapianto di cuore. Così l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, parlando con i giornalisti davanti al palazzo di giustizia. “Ho confermato alla mamma di Domenico – ha precisato – che la presidente del Consiglio sarà ai funerali ma compatibilmente ai suoi impegni istituzionali”.

    La dg dell’azienda ospedaliera: ‘Su Domenico nostre indagini già dal 30 dicembre’

    Le prime indagini sulla morte del piccolo Domenico al Monaldi di Napoli sono state quelle interne all’azienda ospedaliera. E risalgono al 30 dicembre scorso. E’ il leit motiv della lettera inviata al quotidiano Il Mattino dal direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino, in cui la manager ricostruisce le mosse dell’azienda dopo essere venuta a conoscenza del caso Caliendo. “In questi tragici e lunghi giorni – scrive la direttrice generale – tutti hanno parlato e, soprattutto, coloro che della vicenda non sanno nulla. Un figlio è stato sottratto alla madre. E questo è il punto: rendere giustizia ognuno per le proprie competenze. All’azienda dei Colli il compito delle indagini interne. Queste indagini sono cominciate subito; non appena sussurri interni hanno fatto dubitare. Il 30 dicembre, la direzione ha proceduto all’audizione del chirurgo e del responsabile del programma trapianti. Quella è la data di formale inizio delle indagini interne, che si sono sviluppate in relazioni scritte, in commissioni di indagini, in verbali di audit, veri e propri interrogatori, durante i quali, via via, sono stati approfonditi gli eventi fino a comprendere come gli stessi siano avvenuti, ipotizzandone le cause e facendone emergere la enorme gravità. Questi atti interni, redatti dall’Azienda – prosegue nella sua ricostruzione Iervolino – sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria che indaga già dall’11 gennaio. Questi atti sono stati consegnati alla Regione Campania e al Ministero della Sanità. Sono quelle 296 pagine che ora tutti leggono e fanno proprie, pubblicandone ampi stralci. Essi rappresentano la concreta azione della Direzione dell’Azienda dei Colli che non solo ha amato la ricerca della verità tanto da mettere sotto inchiesta i propri dirigenti, ma si è preoccupata anche di non interrompere le cure per tutti i piccoli ricoverati, non interrompendo, quindi, il servizio di cardiochirurgia pediatrica che è l’unico presente in Regione Campania”. “Da questi atti – conclude Iervolino – emerge chiaramente che è iniziata prima l’indagine interna; poi è intervenuta la collaborazione con l’autorità giudiziaria e l’interlocuzione con gli uffici regionali. Chi parla di occultamento dei fatti manifesta la sua cultura e la ricerca di facile consenso. Un dato è certo: i fatti sono emersi con tanta puntualità perché l’Azienda ha fatto le indagini interne, senza fare sconti a nessuno”.

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