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La difesa di Sempio: ‘I suoi soliloqui non hanno natura confessoria’

I soliloqui di Andrea Sempio non sono confessioni, il suo piede non è compatibile, in particolare per larghezza, con l’impronta lasciata dall’assassino di Chiara Poggi sulla scena del crimine, e la traccia palmare 33 non solo non è attribuibile ma non è nemmeno riconducibile all’azione omicidiaria.
Oggi è stato il giorno in cui la difesa del 38enne accusato di essere l’autore del delitto di Garlasco, per smontare l’ipotesi della Procura di Pavia, ha depositato le consulenze e una memoria con allegati una serie di audio in modo da contestualizzare i monologhi intercettati. Tutte le consulenze annunciate, eccetto una: quella sulla personalità dell’indagato nei cui confronti lo scorso 7 maggio è stata chiusa l’inchiesta.
Per ora non si profila alcun interrogatorio, ma solo relazioni tecniche e casomai un incidente probatorio in sede di udienza preliminare.
Per dimostrare quello che va dicendo da sempre, ovvero che non è stato lui la mattina del 13 agosto 2007 a entrare di soppiatto nella villetta di via Pascoli per uccidere la sorella del suo compagno di scuola e amico, gli esperti nominati da Sempio
, come il criminologo Armando Palmegiani, il medico legale Sabino Pelosi e la biologa Marina Baldi, attraverso nuove analisi tecniche hanno confutato la ricostruzione del procuratore aggiunto pavese Stefano Civardi e delle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza.
Innanzitutto quei soliloqui a cui i pubblici ministeri attribuiscono un valore di rilievo “non hanno alcuna natura confessoria – ha spiegato Liborio Cataliotti, uno dei difensori – . E ciò per tre ordini di motivi”. Il primo: il monologo del 14 aprile 2025 “è accompagnato dall’affermazione rivolta a una sua amica: ‘Qui ci ascoltano, cioè siamo intercettati'”. Il secondo: l’assenza di “elementi di novità rispetto a quello che era il dibattito sui social-forum”. Il terzo: “è proprio al dibattito sui social-forum – ha ribadito Cataliotti – che Andrea attinge per riprodurre dialoghi virtuali, esattamente come gli utenti li rappresentavano per l’appunto sui media”.
Sgombrato il campo da qualsiasi eventuale ammissione di colpevolezza, così come contestata, ossia legata a un approccio rifiutato, si passa alla ormai nota traccia di una suola a pallini di una scarpa Frau: “La consulenza del nostro esperto ci dice che è un’impronta, indipendentemente dal modello e dal numero” compatibile con “un piede largo 9,5 centimetri con un margine di tolleranza di 0,5 centimetri. – prosegue il legale -.
Il piede 
di Sempio, secondo gli stessi rilievi fatti dalla Procura della Repubblica tramite la dottoressa Cattaneo e tramite rilievi in 3D, è di 11,5 /12 centimetri. Dunque, non sta nelle impronte dell’assassino”. Su questo tema i due legali dell’indagato hanno intenzione di chiedere una perizia con la formula dell’incidente probatorio in udienza preliminare.
Ci sono anche i nuovi accertamenti sull’impronta 33 che, ribadiscono, “non è identificabile”, non è attribuibile, e da un incrocio con la Bpa, fa ritenere che nulla c’entra con l’azione omicidiaria. Riguardo all’ora della morte di Chiara, gli inquirenti e gli investigatori la collocano in una finestra che va dalle 9.12 alle 12.30, ma in particolare in due fasce orarie che per la difesa sono incompatibili con la presenza dell’allora 19enne a casa Poggi.
Infine, la consulenza personologica: non è stata consegnata per una questione legata al fatto che dovrebbe confutare quella che i pm hanno delegato ai carabinieri del Racis ma che per i due legali non ha alcun valore di prova. 

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