“Nel fine settimana ho parlato con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres per capire se è possibile avere un’iniziativa a Hormuz come quella sul Mar Nero per il grano dell’Ucraina”. Lo ha detto l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al consiglio affari esteri. La chiusura dello stretto rappresenta un grave pericolo per le forniture di petrolio, specie per l’Asia, ma a la situazione è problematica “anche per quanto riguarda i fertilizzanti”, ha detto Kallas. “E se quest’anno ci sarà carenza di fertilizzanti, l’anno prossimo si verificherà anche una carenza di cibo”.
“La situazione nello stretto di Hormuz è molto preoccupante per gli europei. Questa è una guerra che ha un impatto soprattutto ai cittadini europei, e può farlo ancora di più. Lo vediamo con l’energia, rischiamo di vederlo con flussi da Iran e Libano. Per questo la situazione dell’Ue deve essere quella che chiede la fine della guerra”. Lo ha detto il ministro degli Esteri della Spagna Josè Manuel Albares a margine del Consiglio Affari Esteri. “Non è necessario introdurre alcuna modifica al mandato di Aspides, riteniamo che il mandato attuale è corretto”, ha aggiunto.
Salvini, ‘Navi militari a Hormuz? L’Italia non è in guerra con nessuno’
L’Italia “non è in guerra contro nessuno e l’invio di navi militari in uno scenario di conflitto significherebbe entrarci”. Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini a margine di un sopralluogo tecnico a Milano, circa le ipotesi di una missione per scortare le navi mercantili nello stretto di Hormuz. “Non siamo in guerra contro nessuno – aggiunge – e non voglio pensare l’Italia in guerra contro qualcuno. Se mandi una nave militare in uno scenario di guerra entri in guerra. Mi sembra che il presidente del Consiglio su questo sia stato molto chiaro”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA








