Jessica, la soldata virtuale che fa impazzire i Maga

    7

    Una manciata di patriottismo, un pizzico di soft porn e abbondante intelligenza artificiale. Questa è la ricetta di una nuova tendenza che spopola sui social media americani: account falsi, creati ad hoc per diffondere un messaggio politico, per lo più di destra, o semplicemente monetizzare grazie ad internet.

    Uno di questi prodotti è la soldatessa Jessica Foster, la “ragazza dei sogni” Maga che ha fatto impazzire migliaia di americani. Il suo profilo Instagram, che dopo la denuncia del Washington Post è stato cancellato per “violazione delle regole della piattaforma”, ha ottenuto oltre 1 milione di follower in soli quattro mesi. E centinaia di migliaia di like alle foto che ritraggono Foster nello Studio Ovale con Donald Trump o mentre scorta il presidente americano su una pista d’atterraggio il primo giorno degli attacchi contro l’Iran, in mimetica nel deserto o in posa accanto a un caccia F-22 Raptor.

    Nel suo primo video, postato il giorno del Ringraziamento, la giovane soldatessa bionda e con gli occhi azzurri è seduta davanti alla bandiera americana con indosso una camicetta striminzita e chiede di mettere un like ad ogni “ragazzo etero a cui piace una ragazza dell’esercito americano”. Nei mesi successivi sono stati pubblicati oltre 50 tra foto e video di incontri con la first lady Melania Trump, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la stella del calcio Lionel Messi e perfino Vladimir Putin. Tra un impegno e l’altro la soldatessa fa battute spinte, si dedica alle lotte con i cuscini con le sue compagne di casa e si vanta di fare “il miglior lavoro del mondo”.

    Insomma, l’apoteosi delle fantasie dell’uomo medio Maga. Peccato che Foster non esista e sia stata generata con l’intelligenza artificiale. Non c’è nessun documento ufficiale che attesti la sua presenza nell’esercito e l’anonimo gestore del suo profilo non ha risposto alla richiesta di un commento da parte del Washington Post. Il giorno dopo averla ricevuta, tuttavia, prima che Instagram bloccasse il profilo, ha pubblicato una nuova foto che ritrae la soldatessa a bordo di una nave militare nello Stretto di Hormuz.

    L’ascesa sul web di questa donna soldato fittizia mette in evidenza una strategia sempre più diffusa negli Stati Uniti. Account di destra che propinano un patriottismo basico mescolato a pornografia soft-core e che utilizzano immagini estremamente realistiche per accaparrarsi spettatori, monetizzare il loro interesse e guadagnare punti politici. Profili di soldatesse, camioniste e agenti di polizia sostenitrici di Trump generate con l’intelligenza artificiale hanno costruito un seguito in rapidissima crescita su piattaforme come TikTok, Instagram e X.

    Nelle ultime settimane, il fenomeno si è manifestato anche al di fuori degli Stati Uniti. Centinaia di video generati dall’Ia che ritraggono soldatesse e pilote iraniane mentre incitano le forze armate nazionali, sono proliferati online ma in questo caso la loro falsità era inequivocabile: l’Iran vieta alle donne di ricoprire ruoli di combattimento. Più difficile discernere quando i profili sono al limite del verosimile, come nel caso di Jessica.

    Riproduzione riservata © Copyright ANSA