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Italrugby da sogno al Sei Nazioni, gli azzurri battono l’Inghilterra e scrivono la storia LE FOTO

Tifosi che si tolgono cappotti e felpe a fine partita nonostante il freddo, altri che piangono o che restano impietriti, increduli, per quello che è successo: è l’effetto Italia. Perché azzurri e appassionati del rugby ricorderanno questa data, il 7 marzo 2026, per tutta la vita. Coincide con il primo successo dell’Italrugby contro l’Inghilterra, dopo 32 ko consecutivi in altrettanti precedenti ufficiali.

Italia batte Inghilterra

Accade all’Olimpico, nel ‘fortino’, ora si può chiamare così, degli uomini di Quesada che all’esordio di questo Sei Nazioni avevano già battuto la Scozia. Il 23-18 contro l’Inghilterra, però, ha un sapore del tutto diverso, sa di storia, perché arriva in rimonta, quando nella ripresa gli azzurri erano finiti sotto addirittura 18-10. Ma la formazione di casa si aggrappa a uno straordinario Menoncello e a Paolo Garbisi, portando a casa una storica vittoria davanti a un Olimpico sold out e nel quale sono presenti anche i ministri Ciriani, Giorgetti e Lollobrigida. Tutto ciò avviene nello stesso giorno in cui tra l’altro la Scozia batte la Francia 50-40, ma per oltre ottanta minuti i riflettori sono tutti su Roma dove i 22mila inglesi tornano a casa increduli, senza vittoria. Dopo un primo tempo molto equilibrato, la nazionale di Borthwick che parte forte ma trova una difesa azzurra solida e pronta a reggere fino al 21′ quando il pallino del gioco lo prendono in mano i ragazzi di Quesada, capaci di sfruttare il calcio piazzato di Paolo Garbisi per il parziale vantaggio. Non dura tanto, perché cinque minuti più tardi l’Inghilterra rimette la faccia avanti con la meta di Freeman, approfittando di una dormita azzurra. Si arrabbia tantissimo Quesada, ma è un’Italia che risponde colpo su colpo e nonostante la sofferenza per la pressione inglese riesce a trovare la meta di Menoncello per il controsorpasso.

Italia batte Inghilterra

Eppure negli spogliatoi il parziale dice 10-12 per gli ospiti perché prima di scenderci, un’altra, grave, disattenzione azzurra nei propri 22 metri manda a meta di Roebuck. L’avvio di ripresa, poi, è complicato perché l’Inghilterra prova a prendere il largo, portandosi sul 18-10 grazie ai piazzati di Smith. Lamaro&co, però, non arretrano e i cambi dalla panchina diventano decisivi, insieme alle punizioni al bacio di Garbisi e alla corsa finale di Menoncello che lancia Marin per la meta che porta gli azzurri al 23-18 finale. Parte così la festa con il terzo tempo più dolce della storia del rugby italiano. Entusiasta Quesada a fine partita: “I ragazzi, anche se non erano favoriti, hanno superato il nervosismo del secondo tempo. Questa vittoria rappresenta un grande passo avanti nel nostro percorso. Oggi l’abbiamo costruita la vittoria”. E poi ancora: “Credo che avevamo un piano gara e abbiamo avuto difficoltà a metterlo in campo per colpa dell’Inghilterra che giocava sempre al limite. Ma ogni volta che abbiamo potuto fare quello che avevamo preparato col pallone abbiamo fatto meta o conquista. Anche la panchina ha fatto benissimo. Sapevamo che poteva fare la differenza, per questo sono entrati velocemente”.

Italia batte Inghilterra

“Due anni fa in questa partita entravamo a pochi punti all’intervallo e non ci credevamo tanto. Oggi invece troviamo e sfruttiamo le opportunità che ci sono state, per questo dico che è uno step importante. Ora dobbiamo godere di questa vittoria, ma poi dobbiamo prepararci tranquillamente per una gigantesca partita contro il Galles”. Dunque l’appuntamento adesso è a Cardiff, per provare a rendere questo Sei Nazioni ancor più unico di quanto non lo sia stato fin qui. Vincendo il prossimo fine settimana, l’Italia otterrebbe per la prima volta il terzo successo in una edizione e potrebbe anche arrivare terza, la sua migliore posizione finale.

Italia batte Inghilterra

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