I coloni israeliani hanno preso d’assalto stamattina il complesso della moschea di Al-Aqsa, sotto la stretta protezione delle forze israeliane. Lo scrive Wafa.
Il governatorato di Gerusalemme ha riferito che decine di coloni hanno fatto irruzione nei cortili della moschea e hanno compiuto rituali talmudici provocatori, tra cui una “prostrazione epica”, vicino a Bab al-Rahma e alla Cupola della Roccia.
Questo coincide con il continuo inasprimento delle misure di sicurezza da parte della polizia israeliana, tra cui l’installazione di posti di blocco, la chiusura di strade e restrizioni all’accesso dei fedeli ad Al-Aqsa, con segnalazioni di sequestri di documenti d’identità e perquisizioni.
Dall’inizio di aprile, la frequenza delle incursioni è aumentata, con i coloni che compiono rituali pubblici e “prostrazioni collettive” all’interno dei cortili della moschea.
Il 12 aprile, l’estremista ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir è entrato nella moschea di Al-Aqsa e ha compiuto rituali talmudici accompagnato da coloni, nella sua terza incursione dall’inizio dell’anno e la sedicesima da quando ha assunto l’incarico.
L’Egitto condanna “fermamente” l’assalto al complesso della moschea di Al Aqsa da parte di coloni israeliani, avvenuto “sotto la protezione della polizia israeliana, e l’innalzamento della bandiera di occupazione israeliana nei suoi cortili”. “Tale atto – afferma una nota del ministero degli Esteri – costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario, un’inaccettabile provocazione nei confronti dei sentimenti musulmani di tutto il mondo e un’escalation che non farà altro che alimentare le tensioni e compromettere gli sforzi per la de-escalation e il ripristino della stabilità”. “La Repubblica Araba d’Egitto ribadisce il suo totale rifiuto di qualsiasi tentativo di alterare lo status quo storico e giuridico a Gerusalemme e nei suoi luoghi santi islamici e cristiani – aggiunge la nota – e sottolinea la necessità che la comunità internazionale si assuma le proprie responsabilità per porre fine alle ripetute violazioni israeliane e per cessare le pratiche che esacerbano le tensioni e compromettono le possibilità di de-escalation”. Infine, l’Egitto ribadisce il suo “incrollabile sostegno ai legittimi diritti del popolo palestinese, compreso il diritto di istituire un proprio Stato indipendente entro i confini del 4 giugno 1967, con Gerusalemme Est come capitale, al fine di raggiungere una soluzione giusta e globale della questione palestinese”.
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