In migliaia negli Stati Uniti hanno attraversato le strade delle principali città americane in imponenti proteste contro il presidente Donald Trump, unendosi alle marce e ai cortei organizzati in varie città del mondo dove in tantissimi hanno espresso la propria rabbia chiedendo la tycoon di “andare via”. Per gli States è la terza volta in meno di un anno che gli americani scendono in piazza nell’ambito di un movimento popolare chiamato “No Kings”, il canale di opposizione più rumoroso e visibile al tycoon da quando ha iniziato il suo secondo mandato nel gennaio 2025.
Il ritornello adesso è la guerra contro l’Iran che l’amministrazione a stelle e strisce ha lanciato insieme a Israele, con obiettivi e tempistiche di conclusione in continua evoluzione. Le proteste negli Stati Uniti sono iniziate in diverse città, tra cui Washington, Boston e Atlanta, dove migliaia di persone si sono radunate in un parco per denunciare l’autoritarismo.
“Nessun Paese può governare senza il consenso del popolo”, ha dichiarato all’Afp ad Atlanta Marc McCaughey, un veterano militare di 36 anni. Nella capitale, Washington, i manifestanti – alcuni con striscioni che proclamavano “Trump deve andarsene subito!” e “Combattiamo il fascismo” – hanno attraversato un ponte sul fiume Potomac per raggiungere il Lincoln Memorial, luogo di storiche manifestazioni per i diritti civili negli anni passati. La Cnn, da parte sua, ha documentato diverbi verbali tra i sostenitori del presidente Trump e i manifestanti del movimento No Kings a West Palm Beach, in Florida, con l’intervento degli agenti di polizia per calmare gli animi. Tra gli eventi in programma l’esibizione del leggendario rocker Bruce Springsteen, acceso critico del presidente, con la sua canzone “Streets of Minneapolis” nella città gemella di Saint Paul, capitale dello stato settentrionale.
‘No Kings’, proteste anche in Spagna da Madrid a Barcellona
Al grido di ‘No tyrants!’ oltre un centinaio di persone hanno manifestato in Puerta del Sol, a Madrid, convocate dall’organizzazione statunitense ‘Democrats Abroad’, per protestare in maniera simultanea alle proteste che si sono svolte in circa tremila città degli Stati Uniti contro l’amministrazione Trump. I manifestanti, in prevalenza statunitensi residenti in Spagna, si sono uniti alla protesta, innalzando cartelli con su scritto ‘Salvate il mondo da Trump’, o ‘Resisti al fascismo’ o anche ‘No al bombardamento dei bambini!’. “Siamo qui per dire basta, per dire che bisogna difendere la democrazia anche se siamo all’estero e che condanniamo le azioni illegali e l’uso illegale della forza da parte di questa amministrazione” statunitense, ha dichiarato ai media Maggie Zelonis, presidente di Democrats Abroad a Madrid. In concomitanza delle mobilitazioni negli Stati Uniti, raduni di protesta si sono svolti anche in altre città spagnole come Barcellona, Valenzia e Siviglia, indette dall’organizzazione del Partito democratico per i milioni di statunitensi che vivono all’estero.
Media, manifestanti contro la guerra dispersi dalla polizia a Tel Aviv
Diverse centinaia di manifestanti contro la guerra sono stati dispersi in serata dalle forze di sicurezza a Tel Aviv durante una manifestazione non autorizzata. Gli organizzatori hanno denunciato la “violenta dispersione” e promesso ulteriori proteste. Almeno quattro persone sono state arrestate e alcuni manifestanti sono stati gettati a terra, secondo i giornalisti dell’Afp presenti alla manifestazione in piazza Habima a Tel Aviv, nel centro del Paese. Un’altra manifestazione di circa 100 persone, anch’essa considerata “illegale” dalle autorità, si è svolta ad Haifa (nel nord di Israele) e cinque persone sono state arrestate, secondo un portavoce della polizia. “Resistete”, recitavano i cartelli esposti dai manifestanti a Tel Aviv, mentre altri si sono radunati dietro un grande striscione che proclamava: “Basta alimentare la macchina da guerra”.
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