Il ‘patron’ di TelePordenone ucciso a sprangate in casa: un sospettato portato in Questura

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    È stato ucciso con una violenza brutale, colpito ripetutamente alla testa con un corpo contundente. Così è morto Mario Ruoso, 87 anni, storico fondatore e patron di TelePordenone, trovato senza vita nel pomeriggio nel suo attico al settimo piano di un palazzo a Pordenone, proprio di fronte alla rivendita d’auto di sua proprietà.

      “C’è una persona in Questura a Pordenone sulla quale si nutrono forti sospetti rispetto al delitto del patron di TelePordenone”. Lo ha detto, all’ANSA, il Procuratore della Repubblica, Pietro Montrone. “Tecnicamente non è ancora in stato di fermo – ha precisato – stiamo completando gli accertamenti. Non abbiamo ancora elementi sul possibile movente”.

    A quanto si è appreso, il delitto sarebbe avvenuto in un arco temporale ristretto e compatibile tra le 7 e le 8 del mattino. Un dettaglio ritenuto significativo: l’imprenditore era già vestito di tutto punto e pronto per uscire, come se stesse per iniziare la sua giornata di lavoro. Nonostante l’età, passava quasi quotidianamente nel salone di auto.

    La possibile ricostruzione, fondata sulle ferite riscontrate e sui primi accertamenti tecnici, delineerebbe un’aggressione improvvisa e feroce. L’anziano sarebbe stato colpito inizialmente con un oggetto contundente privo di scanalature, verosimilmente una spranga o uno strumento simile, e stordito. Nella caduta avrebbe battuto il capo contro lo spigolo di un mobiletto dell’abitazione. A quel punto l’assassino avrebbe infierito con numerosi colpi alla testa, fino a provocarne la morte.

    Dagli ambienti investigativi filtra la parola “mattanza” per descrivere la scena trovata dagli operatori sanitari quando sono stati chiamati per i soccorsi. L’arma del delitto non è stata rinvenuta, nonostante le ricerche effettuate all’interno dell’appartamento e nelle aree circostanti. Il fatto che l’omicidio sia avvenuto nelle prime ore del mattino potrebbe aver favorito la fuga dell’aggressore, approfittando di un momento in cui il via vai in zona era limitato.

    Al momento non risultano testimoni oculari. Gli investigatori, coordinati dal procuratore Montrone e dal sostituto Federica Urban, stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona per individuare eventuali movimenti sospetti. Sono state raccolte anche le testimonianze di vicini di casa e collaboratori, ma finora non sarebbero emersi elementi decisivi. A trovare il corpo è stato il nipote dell’imprenditore, entrato nell’abitazione dopo ripetuti e vani tentativi di contattarlo telefonicamente.

    “Non si esclude alcuna ipotesi”, ribadiscono gli inquirenti circa il movente, mentre l’inchiesta procede nel massimo riserbo per fare luce sulla responsabilità di un delitto che ha profondamente scosso la città

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