Seconda giornata per Papa Leone in Guinea Equatoriale. Oggi, tra i momenti salienti del viaggio, ci sarà la visita al carcere di Bata.
Il Papa si è spostato dalla capitale Malabo per andare prima a Mongomo e poi a Bata, e in serata tornerà a Malabo. A Mondomo ha celebrato la messa, davanti a circa 100mila fedeli, nella Basilica dell’Immacolata Concezione, il più grande edificio religioso dell’Africa centrale e la seconda basilica più grande di tutta l’Africa, dopo quella di Nostra Signora della Pace a Yamoussoukro, in Costa d’Avorio, ispirata alla Basilica di San Pietro a Roma.
Dopo la celebrazione, il Pomtefice visiterà il centro di formazione ‘Papa Francesco’, quindi riprenderà l’aereo per andare a Bata dove visiterà la prigione.Poi arriverà al monumento dell’esplosione del 7 marzo 2021 dove ci sarà un momento di preghiera. Infine incontrerà allo stadio di Bata, alle 18, i giovani e le famiglie. Alle 19.40 riprenderà l’aereo per tornare a Malabo; l’arrivo è previsto dopo circa un’ora.
Il Papa da Mongomo ha lanciato un appello al paese: “Crescano spazi di libertà, sia sempre salvaguardata la dignità della persona umana: penso ai più poveri, alle famiglie in difficoltà; penso ai carcerati, spesso costretti a vivere in condizioni igieniche e sanitarie preoccupanti”, ha detto nell’omelia della messa. “Siate voi i costruttori di un futuro di speranza, di pace e di riconciliazione, continuando l’opera che i missionari hanno iniziato 170 anni fa”, ha aggiunto il Papa.
Prevost è poi tornato a chiedere una equa distribuzione delle risorse. “Tante sono le ricchezze naturali di cui il Creatore vi ha dotato: vi esorto a cooperare affinché possano essere una benedizione per tutti. Che il Signore vi aiuti a diventare sempre più una società in cui ciascuno, secondo le diverse responsabilità, opera al servizio del bene comune e non degli interessi particolari, superando le inique disuguaglianze tra privilegiati e svantaggiati”, ha sottolineato Leone XIV.
“Questa oggi è la fame più grande: c’è fame di futuro, ma di un futuro che sia abitato dalla speranza, che possa generare una nuova giustizia, che possa portare frutti di pace e di fraternità. E non si tratta di un futuro ignoto, che dobbiamo attendere in modo passivo, ma di un avvenire che proprio noi, con la grazia di Dio, siamo chiamati a costruire”, ha detto ancora il Papa nell’omelia. Parlando in particolare della Guinea Equatoriale ha aggiunto: il futuro “passa attraverso le vostre scelte; è affidato al vostro senso di responsabilità e all’impegno condiviso per custodire la vita e la dignità di ogni persona”.
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