Il Papa ad Assisi, bagno di folla con i giovani. ‘I cristiani all’opposto del fondamentalismo’

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    Papa Leone è ad Assisi per il GO! Franciscan Youth Meeting.

    Folla ed entusiasmo all’arrivo a Santa Maria degli Angeli. Papa Leone non appena sceso dall’auto si è concesso ai giovani che lo stavano attendendo ai due lati delle transenne all’esterno della Basilica francescana, stringendo piene mani, benedicendo e andando incontro all’abbraccio dei giovanissimi ed anche qualche mamma con bambino. Tanti i ragazzi e le ragazze che immortalano il momento con gli smartphone.

    “Ai cristiani sarà sempre più chiesto di diventare operatori di pace all’interno di società tentate di strumentalizzare la religione nella contrapposizione delle identità”, ha detto Prevost, esortando ad “allargare la mente e il cuore, al di là di paure indotte dalla cattiva informazione e dai muri del pregiudizio” per “sottrarsi alla cultura della potenza”. Da San Francesco, aggiunge, “imparate la radicalità evangelica, che è l’opposto del fondamentalismo: non rende ciechi e violenti, ma sensibili, attenti, e quindi umili, accoglienti verso tutti”.

    Il Papa ha quindi fatto il suo ingresso in processione nella Basilica di Santa Maria degli Angeli per celebrare, primo Pontefice nella storia, di fronte alla chiesa della Porziuncola che la Basilica contiene. La Porziuncola è una piccola chiesa del 1200 annoverata tra i luoghi francescani più importanti: tra le sue mura, san Francesco comprese infatti la sua vocazione, accolse santa Chiara e i primi frati, ricevette quindi il cosiddetto Perdono di Assisi, divenendo uno dei luoghi prediletti dal santo.

    Leone: ‘I potenti della Terra vogliono dominare e sovrastare gli altri’

    Tra uomini e donne “non deve andare come tra i grandi della Terra e i potenti del mondo, che cercano visibilità e sovrastano gli altri”, “al contrario, ‘chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti'”, San Francesco insegna a “non dominare, ma servire; non afferrare, ma ricevere; non trattenere, ma restituire” ed è ciò rende “un popolo libero, un luogo di respiro e di salvezza”. Lo ha detto il Papa dialogando con i giovani. “Ognuno di noi – esorta – ha un ruolo in questo cantiere sempre aperto. Abbiamo diverse responsabilità e vocazioni, ma camminiamo insieme, ispirandoci, aiutandoci e correggendoci a vicenda. È importante fare la nostra parte”, “umilmente è questo il Vangelo che annunciamo, allora, non serve mostrarci migliori di come siamo”. “Attorno a Gesù – aggiunge anche il Papa – diventano fratelli e sorelle uomini e donne che altrimenti non si sarebbero mai incontrati o frequentati. Quando questo miracolo della Chiesa continua ad avvenire, rimane sorprendente anche oggi nelle nostre città, piene di muri invisibili che separano gli uni dagli altri. Quante discriminazioni e diseguaglianze possono finire subito, appena ci riconosciamo fratelli e sorelle!”.

    Il benvenuto dei francescani a Leone alla Porziuncola: ‘Qui autentica fraternità’

    “Santità la sua presenza in mezzo a noi acquista oggi un significato particolarmente intenso. In questo anno dedicato al Centenario del Transito di san Francesco, migliaia di giovani provenienti da tutta Europa si sono raccolti attorno alla Porziuncola per condividere un cammino di fede, di speranza e di fraternità. Giovani che si sono lasciati provocare da testimoni su temi quali la pace, la marginalità, l’identità, la missione, l’economia e la bellezza, cercando vie per mettersi in gioco e non restare spettatori passivi. Hanno riscoperto in Francesco un maestro sempre attuale, capace ancora di parlare al cuore delle nuove generazioni e di indicare vie di riconciliazione, di custodia del creato e di autentica fraternità universale”. Lo dice frate Marco Vianelli, ministro provinciale dei Frati Minori dell’Umbria e Sardegna, rivolgendo il saluto ufficiale dei francescani al Papa alla Porziuncola.

    “Qui alla Porziuncola – aggiunge – san Francesco comprese la sua vocazione; qui accolse i primi fratelli; qui Santa Chiara consacrò la sua vita al Signore; qui fiorì l’indulgenza del Perdono di Assisi, segno della misericordia senza confini di Dio. Oggi questa stessa grazia continua ad attirare pellegrini da ogni parte del mondo. Qui il 3 ottobre 1226 accolse cantando, nudo sulla nuda terra, sorella morte”. “La ringraziamo per aver accolto il nostro invito – prosegue – e aver voluto incontrare questi giovani, i quali ora le rivolgeranno alcune domande per trovare nel suo ministero incoraggiamento e sostegno, così da diventare testimoni credibili di quel Vangelo che un tempo affascinò Francesco”.

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