Doveva essere uno dei 250 studenti palestinesi arrivati in Italia dalla Striscia di Gaza o dalla Cisgiordania nell’ambito dei “corridoi universitari”, istituiti dal governo italiano per consentire loro di proseguire gli studi. Ma Mahmoud Al Najjar, atteso nei giorni scorsi dall’università di Tor Vergata, non è mai arrivato: è stato arrestato dall’esercito israeliano al valico di Kerem Shalom, prima che uscisse dall’enclave palestinese, con l’accusa di essere un terrorista di Hamas coinvolto nel massacro del 7 ottobre 2023.
L’ateneo romano ha già accolto 7 studenti. “Non ci occupiamo degli aspetti legati alla documentazione che li riguarda, ma solo della parte relativa alla loro ammissione” all’università, per valutare se hanno i titoli necessari per accedere al master, ha spiegato il rettore Nathan Levialdi Ghiron. E Al Najjar “li aveva”, ha assicurato.
Per il resto, ha aggiunto il rettore, “non sappiamo nulla, abbiamo scritto alla Farnesina e siamo in attesa di comunicazioni”. Il giovane palestinese non aveva solo i titoli accademici giusti ma, a quanto pare, anche le carte in regola per arrivare in Italia, comprese “tutte le autorizzazioni sia dal lato israeliano che da quello giordano”, hanno riferito fonti informate.
Secondo il Cogat, l’ente che coordina le attività del governo israeliano nei Territori palestinesi, lo studente aveva invece ricevuto un visto per l’Italia prima del via libera di Israele. Circostanza smentita da fonti della Farnesina che hanno spiegato come i visti ai palestinesi vengano forniti loro solo una volta usciti dalla Striscia, cosa che al Najjar non ha fatto perché arrestato prima.
Nel ricostruire l’intera vicenda, le fonti hanno aggiunto che lo studente era stato inserito in un primo momento nel gruppo che doveva lasciare Gaza l’11 maggio, ma in mancanza di autorizzazione del Cogat – per lui come per altri studenti – l’uscita era stata spostata all’1 giugno.
E anche quando successivamente il Cogat ha dato parere favorevole, il visto per l’Italia – hanno sottolineato le fonti – non gli era stato ancora consegnato. Al momento dell’arresto, anche le autorità di frontiera hanno manifestato “sorpresa” vista “l’autorizzazione all’uscita già dalle stesse concessa”. Al Najjar “è stato arrestato per ragioni legate a gravi motivi di sicurezza nazionale”, è stato spiegato. Ora “l’indagine – ha affermato il Cogat – è condotta dallo Shin Bet, che lo sta interrogando”.
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