Il monito di Leone,’una bestemmia l’uomo che uccide per vincere’

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    “Viviamo un’ora oscura della storia, con un mondo conteso e devastato”, dice di buon mattino nella messa del Crisma papa Leone. “E’ una bestemmia contro Dio quando l’uomo vuole vincere uccidendo”, rincara quindi in serata quando con la celebrazione della messa in “coena domini” apre il Triduo Pasquale vero e proprio, alla vigilia della Passione, morte e resurrezione di Cristo. E’ anche la prima volta che papa Leone stesso compie la Lavanda dei Piedi.

    Un gesto che Prevost ha deciso di presiedere nella Basilica di San Giovanni in Laterano, facendone partecipi dodici sacerdoti della diocesi di Roma cui lava e bacia dopo averli asciugati, i piedi. Un ritorno alla tradizione, ma solo per quanto riguarda la formalità dei riti. Il messaggio del Papa vuole essere comunque potente, specie in questo tempo di guerra con il Medio Oriente in fiamme ma anche gli altri conflitti che insanguinano il globo e che lo hanno portato in questi giorni di avvicinamento alla Pasqua, il tempo “più sacro dell’anno” aveva detto, a rilanciare continui appelli a tutti i leader del mondo perché riprendano la via del tavolo, del negoziato.

    “In un mondo conteso tra potenze che lo devastano” ha scandito così il Pontefice nell’omelia della messa crismale presieduta nella basilica di San Pietro, c’è “un popolo nuovo, non di vittime, ma di testimoni. In quest’ora oscura della storia è piaciuto a Dio inviarci a diffondere il profumo di Cristo dove regna l’odore della morte”. “Rinnoviamo il nostro ‘sì’ a questa missione che ci chiede unità e che porta la pace”,”così “l’occupazione imperialistica del mondo è allora interrotta dall’interno, la violenza che fino a oggi si fa legge è smascherata”. Il pomeriggio, Leone entra in processione a San Giovanni in Laterano, la prima basilica dei Papi. In prima fila anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

    “Con il suo gesto” della Lavanda dei Piedi “Gesù purifica non solo la nostra immagine di Dio dalle idolatrie e dalle bestemmie che l’hanno sporcata, ma purifica la nostra immagine dell’uomo, che si ritiene potente quando domina, che vuole vincere uccidendo chi gli è uguale, che si ritiene grande quando viene temuto”, ammonisce. Leone invita a seguire proprio l’esempio “di dedizione, di servizio e di amore” di Cristo: “Davanti a un’umanità in ginocchio per molti esempi di brutalità, inginocchiamoci anche noi come fratelli e sorelle degli oppressi”.

    Il Papa condensa quindi in poche parole il significato autentico del rito della Lavanda dei Piedi, prima di compierlo lui stessoi: il Signore “ci fa vedere, prendendo l’acqua, il catino e il grembiule, che è molto di più che un modello morale, ci consegna la sua stessa forma di vita”, “facendo propria la condizione del servo” scardina “i criteri mondani che sporcano la nostra coscienza”. “Siamo sempre tentati di cercare un Dio che ‘ci serve’, che ci faccia vincere – striglia anche -, che sia utile come il denaro e il potere. Non comprendiamo invece che Dio ci serve davvero, sì, ma col gesto gratuito e umile di lavare i piedi”.

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