Il maxi incendio a Milano, Dda indaga per incendio doloso

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    E’ considerato domato il vasto incendio che da ieri sera è divampato nel deposito Bovisa di Brt, a Milano. ‘E ancora impossibile riuscire a spegnere due mezzi carichi di bici elettriche, che ci limitiamo a raffreddare, ma il 95% del fuoco è stato spento, il più è fatto”, confermano i Vigili del Fuoco. Il Comando provinciale ha sul posto solo le squadre necessarie a tenere sotto controllo i due mezzi in fiamme nel cortile. È stata dichiarata la fine di ogni pericolo, compreso quello dell’esplosione di qualche batteria di bici elettrica, nel deposito Brt di Milano dove ieri sera si è sviluppato un maxi-rogo. Lo hanno confermato all’ANSA i Vigili del fuoco sul posto. Prosegue, invece, il raffreddamento dei due mezzi che stamani stavano ancora bruciando e che sono comunque sotto controllo.

    “Ero in magazzino quando ho sentito cadere un grosso pacco da uno scivolo trasportatore, mi sono voltato e ho visto una vampata di fiamme”. È quanto raccontato di quegli attimi da Sonny Salac, capo magazziniere alla Brt di Milano. Un particolare che confermerebbe la natura accidentale dell’incendio. “Subito ho preso un estintore – ha detto ai cronisti – e ho cercato di spegnere il fuoco ma le fiamme erano troppo alte. Allora ho chiamato tutti e ho detto loro di uscire velocemente. Era mio compito assicurarmi che nessuno si facesse male”. Salac, 35 anni, originario delle Filippine, lavora alla Brt dal 2008 e coordina il lavoro di una cinquantina di persone, tutte dipendenti di una cooperativa.  Nell’incendio divampato ieri sera a Milano nel deposito Brt in zona Bovisa, è stato segnalato il comportamento di un magazziniere, che ha messo in salvo gli altri addetti, e di due operai, che nonostante le fiamme hanno continuato a ‘sganciare’ rimorchi dalle porte del capannone impedendo che venissero coinvolti. Decine di mezzi, un’azione non priva di rischi, come confermato dal comandante provinciale dei vigili del fuoco, Mauro Caciolai: “Devo fare un plauso a due operai che si sono prodigati per allontanare i rimorchi, impedendo danni considerevolmente più estesi”. In tutto quelli completamente bruciati sono una dozzina, quelli scampati alle fiamme oltre il doppio. 

    “Al momento la situazione è totalmente sotto controllo, non ci sono più focolai attivi e per quanto ci riguarda a parte le comunicazioni di rito e le valutazioni che ci potrebero venire richieste l’intervento entro il pomeriggio sarà concluso”. Lo ha detto il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Milano, Mauro Caciolai, facendo il punto con i cronisti al termine di un sopralluogo con Comune, Ats e Brt nell’area dove ieri sera è divampato un maxi incendio domato stamani. “La struttura del capannone non sembra del tutto compromessa ma presenta larghe zone con profondi danni, l’inagibilità per ora resta nella zona del sedime dell’azienda e per un alto muro esterno che mostra uno spanciamento sulla via antistante. Per quanto riguarda l’accaduto sappiamo che gira un video girato dagli stessi occupanti che individua l’origine delle fiamme in un punto ben preciso dell’azienda salvo poi estendersi a gran parte dela struttura. I materiali combusti sono di natura industriale quindi tutti ‘speciali’: cemento, metalli, guarnizioni, cavi, gomme, coperture, guaine, e naturalmente la merce depositata di cui ancora non sappiamo. Lo smassamento di tutta questa roba sarà molto complicato”.

    Ora che è stato domato l’incendio scoppiato ieri sera in un capannone della Brt nella periferia Nord di Milano, Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Lombardia chiedono “un incontro urgente con la direzione Brt per avere un quadro preciso della situazione e per definire tutte le misure necessarie a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti”. In una nota congiunta, i sindacati chiedono di fare “piena chiarezza sulla dinamica dei fatti e sulle cause che hanno determinato l’incendio, individuando rapidamente tutti gli interventi necessari affinché episodi di questa gravità non si ripetano”. “Quanto accaduto – sottolineano – ripropone con forza un tema che nel settore della logistica e del trasporto merci non può più essere sottovalutato: la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro devono tornare a essere una priorità reale. Servono prevenzione, manutenzione, investimenti, formazione e verifiche costanti, perché la sicurezza non può essere trattata come un costo o come un adempimento solo formale”. Nell’incontro con la direzione dell’azienda, i sindacati considerano due i punti fondamentali: “la piena tutela dei posti di lavoro e la garanzia economica e salariale per tutte le lavoratrici e i lavoratori che, a causa degli ingenti danni subiti dal sito e della probabile sospensione delle attività, non potranno temporaneamente svolgere la propria mansione”. “Le segreterie regionali – assicura la nota – seguiranno con attenzione l’evolversi della vicenda, chiedendo che l’azienda si assuma fino in fondo le proprie responsabilità sul piano della sicurezza, della tutela occupazionale e della continuità del reddito”.

    La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per incendio doloso a carico di ignoti per far luce sul maxi rogo al deposito milanese della Bartolini in zona Bovisa. L’inchiesta sarà coordinata dal procuratore Marcello Viola e dal pm della Dda Paolo Storari. L’ipotesi di reato è stata formulata in via precauzionale proprio per accertare, ed eventualmente escludere, che si sia trattato di un attentato o di un sabotaggio. Secondo le prime informazioni, l’incendio sarebbe partito da un pacco caricato su un camion diretto a Torino. Dal pacco, dopo essere stato caricato nel container, si è prima sprigionato del fumo e poi le fiamme.

    Al procuratore Viola è arrivata in queste ore una prima informativa molto generica, ma solo con gli accertamenti dei prossimi giorni, nelle indagini condotte dai Vigili del Fuoco e dalla Digos della Polizia, si potrà cercare di chiarire le cause del rogo e individuare, ad esempio, tracce eventuali di sostanze acceleranti o altro. Da una prima testimonianza di un dipendente è emerso che da quel pacco prima si è alzato del fumo e poi ha preso fuoco e pare che il testimone abbia sentito anche un rumore precedente, ma su questo quasi sicuramente dovrà essere riascoltato.

    Il pm Storari nel 2022 si era occupato di un’inchiesta che aveva portato al sequestro per frode fiscale sull’utilizzo dei cosiddetti “serbatoi di manodopera” a carico del colosso della logistica Brt, ossia l’ex Bartolini, per oltre 40 milioni di euro. Uno dei tanti filoni di indagini portati avanti in questi anni dal pm sulla “somministrazione illecita di manodopera”, con l’uso di cooperativa e società “filtro” e con annesso sfruttamento dei lavoratori.

     

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