“Non c’è una stima ufficiale di quanti” migranti “siano entrati e di quanti siano realmente usciti” da Ceuta. “Secondo le cifre valutate dal ministero dell’Interno, che non coincidono con altri dati che possono venire da altri ministeri, si parla del rimpiatro di circa 73.000 persone e i dati attuali che ci trasmettono è che restano nelle strade di Ceuta fra le 3.000 e le 5.000 persone“. E’ quanto ha detto l’assessore alla presidenza e di governo dell’amministrazione di Ceuta, Alberto Gaitan, in un’intervista radiofonica alla Cadena Ser. Gaitan ha riconoscito che “la situazione è molto difficile” e che in questo momento “queste persone si trovano in diverse aree della città, prevalentemente in zone di scogliere e sulle colline”. Se non si convinceranno a rimpatriare volontariamente nei Paesi di origine, la sfida della loro gestione “è molto complessa”, poiché “bisogna tenere conto che il Centro di soggiorno temporaneo Ceti, che ha una capacità di accoglienza di 600 persone, è totalmente occupato e fuori ci sono altre mille persone accampate, è assolutamente al collasso”, ha sottolineato l’assessore. Particolarmente “difficile” è stata definita da Gaitan la situazione dei migranti minorenni. “Attualmente abbiamo 862 minori censiti. La capacità che ci attribuisce il governo centrale è di 29: stiamo parlando di un sovraoccupazione di quasi il 3.000 per cento”, e il numero “potrà aumentare nei prossimi giorni”.
La risposta del governo centrale alla crisi migratoria a Ceuta “è stata tardiva e insufficiente”, poiché “da tempo avevamo allertato di una situazione anomala che si stava producendo per le entrate di migranti via mare” e denunciato “i movimenti a nuoto aumentati nei giorni precedenti l’invasione migratoria” di giovedì 30 luglio. E’ quanto ha denunciato l’assessore alla Presidenza e del Governo del Comune di Ceuta, Alberto Gaitan, in un’intervista radiofonica alla Cadena Ser. “Avevamo sollecitato il governo spagnolo da un lato a dichiarare la situazione di emergenza nazionale, dall’altro a chiudere la frontiera e a mobilitare polizia, guardia civile ed esercito. Nulla di questo ci è stato concesso. Pertanto la risposta è stata tardiva e insufficiente e ha dato luogo all’ingresso di 80.000 persone“, ha rilevato Alberto Gaitan nel ricordare che la popolazione di Ceuta è di 85.000 persone“. “Significa che si è raddoppiata” in poche ore, ha aggiunto. Lo scorso 16 luglio, Gaitan si è riunito con la Segretaria di Stato competente per sollecitare l’installazione a mare di barriere galleggianti al largo di Ceuta. “La sentenza del Tribunale Supremo rendeva impossibile i respingimenti alla frontiera dei marocchini che entravano a nuoto nella città e abbiamo chiesto dal primo momento di introdurre mezzi perché i respingimenti potessero proseguire”, ha ricordato l’assessore. E ha assicurato di aver proposto anche una riforma della legge organica per gli stranieri” presentata dal Partito Popolare. “Ci è stato detto che l’avrebbero valutata, ma i fatti sono precipitati ed è accaduto quello che tutti sappiamo”, ha ricostruito Gaitan. Interrogato sulle relazioni con il governo marocchino sulla crisi, l’assessore ha replicato che con “l’invasione” a Ceuta “si è dimostrato che il Marocco non è un socio affidabile della Spagna”. “Ha utilizzato come nel 2021 i suoi cittadini per violare la frontiera. Dicono che il numero di morti è di 7 persone, i dati ufficiali che abbiamo sono di 73 cadaveri identificati”, ha concluso l’assessore, secondo cui “i fatti definiscono in maniera chiara l’attitudine del Marocco rispetto a Ceuta e Melilla”, le due exclavi iberiche in nord Africa.
Media spagnoli: ‘Il governo accelera i rimpatri dei migranti ancora a Ceuta’
La crisi migratoria a Ceuta è sempre in primo piano sulle prime pagine dei quotidiani spagnoli. “Il Marocco ha dimostrato di non essere fedele, bisogna esigere rispetto”, è l’intervista al presidente dell’exclave iberica, Juan Jesus Vivas, in apertura de El Pais. “Il dirigente del Pp, da oltre 25 anni alla guida della città autonoma, chiede ‘una risposta decisa’ alla crisi migratoria e difende il modello di convivenza con i musulmani”, si legge nel sommario. “Retate per allontanare i migranti” si legge, in cui si rileva che “Molti giovani espulsi dai quartieri scelgono di nascondersi in una zona boscosa”. “Il governo costretto a negoziare la riforma urgente della legge per gli stranieri”, è l’apertura del quotidiano conservatore ABC sulla crisi di Ceuta, secondo cui “Dopo l’arrivo in massa di migranti, Sanchez apre a modificare la normativa e il Pp ha già registrata una proposta al Congresso”.
“L’ondata di Ceuta apre una crisi fra Interni e Difesa”, scrive El Mundo. “Moncloa ordina di blindare il Marocco da ogni colpa e svia la responsabilità verso le Forze di Sicurezza e il Cni”, il Centro nazionale di intelligence. Il quotidiano dedica un reportage dal titolo “La sfida di vivere sotto l’assedio del Marocco”. “Il governo accelera il rimpatrio dei migranti ancora a Ceuta“, è l’apertura del quotidiano La Vanguardia di Barcellona, secondo cui “l’Italia teme che la Spagna risponda con reciprocità alla sospensione di Schengen da parte di Meloni e Feijoo nega che la città sia tornata alla normalità”. “Il Grande Fratello della Moncloa: così monitorizza le reti sociali e i media”, è invece il titolo di apertura scelto dal quotidiano di destra La Razon. “La macchina mediatica dell’esecutivo disseziona la conversazione pubblica, si misura l’impatto di ogni parola, e registra chi la dice, quando e come”, si legge nel sommario. “Le democrazie sono il governo dell’opinione pubblica e il potere ha bisogno di sapere cosa e chi ne forma parte per creare le narrazioni”, aggiunge. All’ondata migratoria nell’exclave spagnola in Marocco, il quotidiano dedica un titolo a taglio basso: “Ceuta verso la normalità all’ombra di oltre cento morti”. “Le stime delle vittime dell’Associazione Unificata della Guardia Civile colloca la crisi migratoria come la più grave della Storia di Spagna”, sottolinea il sommario, dando conto della “Pressione per celebrare una sessione plenaria al Congresso” . “Il Marocco evita di assumere responsabilità a Ceuta“, è il titolo di apertura di El Periodico, l’altro quotidiano di Barcellona. “Rabat attribuisce alle mafie e alla disinformazione la valanga che stima in 40.000 migranti gli arrivi nella città spagnola e si rivendica come ‘socio affidabile'”, scrive. Un approfondimento dà conto dei “Respingimenti immediati: 11 anni di istanze giudiziarie, dal Tribunale Supremo alla Corte Europea dei Diritti Umani”.
Madrid: ‘Con Marocco piena collaborazione, l’Ue sostenga la gestione frontiera’
La collaborazione del Marocco è stata decisiva nella gestione della crisi migratoria di Ceuta e ora serve un maggiore sostegno dell’Unione europea per affrontare “l’enorme specificità dell’ultima frontiera terrestre dell’Europa con l’Africa”. Lo ha affermato oggi il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, in un’intervista all’emittente pubblica Tve. Rispondendo alla domanda se Madrid consideri Rabat un socio affidabile, dopo la crisi, Albares ha replicato: “Mi rimetto ai fatti e i fatti sono che in dal primo momento il Marocco ha offerto la sua collaborazione per impedire i flussi di persone e, soprattutto, perché ritornassero immediatamente, come sta accadendo” ha detto il capo della diplomazia spagnola. “La volontà del Marocco è che fino all’ultimo migrante torni in Marocco”, ha aggiunto. Il ministro ha definito “un fatto inedito” gli ingressi in massa via mare e terra giovedì di almeno 50.000 persone (stimate dal governo iberico), ma ha sostenuto che lo è anche “il rimpatrio in 48 ore di queste migliaia di persone in totale collaborazione col Marocco”.
Albares ha fatto appello a “mantenere aperti i canali diplomatici” col il Paese magrebino. E ha chiesto un maggiore coinvolgimento di Bruxelles: “L’Europa sostenga e aiuti la Spagna nell’enorme specificità dell’unica frontiera terrestre che l’Europa ha con l’Africa, che è la frontiera più diseguale del pianeta e che va gestita con il Marocco e con la solidarietà dell’Europa”, ha osservato. Secondo Albares, la crisi è stata alimentata soprattutto dalla circolazione di false notizie online, che hanno indotto migliaia di giovani a riversarsi a Ceuta. “La disinformazione è stata l’elemento chiave per disinnescare questo movimento senza precedenti“, ha segnalato. E ha sostenuto che “bisogna monitorare i social network e combattere la disinformazione”. Il ministro ha infine denunciato che “c’è stata una sincronizzazione dell’internazionale reazionaria, che con grande rapidità ha amplificato quanto stava accadendo e diffuso menzogne e false notizie sullo spazio Schengen”.
Milei su Ceuta: ‘Sanchez usa i migranti per perpetuare la sua tirannia’
Il presidente ultraliberale argentino, Javier Milei, ha accusato il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez di utilizzare l’arrivo dei migranti per “naturalizzarli” e ottenere poi i loro voti per “perpetuare la sua tirannia”. “Nel caso della Spagna, (Pedro) Sánchez sta usando questi migranti per naturalizzarli e ottenere i loro voti, per, diciamo, perpetuare la sua tirannia”, ha dichiarato il presidente argentino in un’intervista al canale televisivo LN+, rispondendo a una domanda sulla crisi migratoria di Ceuta. Giovedì, il presidente argentino ha firmato un decreto che vieta l’ingresso e prevede l’espulsione dal territorio nazionale per gli stranieri colpevoli di diffondere “messaggi d’odio o violenza” contro i cittadini argentini per ragioni legate alla nazionalità. La misura si estende anche a coloro che compiano “atti di oltraggio verso i simboli patri”.
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