Saranno il candidato trumpiano Abelardo de la Espriella e quello progressista Ivan Cepeda a sfidarsi al ballottaggio per la presidenza della Colombia in programma il 21 giugno. Nettamente terza, a grande distanza, la candidata conservatrice Paola Valencia. E’ il responso del primo turno elettorale quando lo spoglio è quasi ultimato. Al momento, con l’89% dei voti scrutinato, in testa è il candidato dell’estrema destra con il 43% dei voti, Cepeda secondo al 41%. Valencia ferma al sei%.
De la Espriella, il candidato trumpiano, passato in poche settimane da outsider a favorito, già canta vittoria: “Cambieremo la storia della Colombia per sempre. Al ballottaggio batteremo la tirannia e l’assolutismo”, così, con addosso la maglia della nazionale, ha celebrato il successo del primo turno, che lo vede in testa con il 44%. In vista del ballottaggio in programma il 21 giugno, potrà contare sull’appoggio della grande sconfitta di oggi: la candidata “uribista”, Paloma Valencia, che ha ottenuto il 6% dei voti. Sulla carta, la sfida del candidato progressista Ivan Cepeda sembra disperata, tuttavia al secondo turno tutti partono da zero. E al di là delle alleanza politiche ambedue i candidati in lizza cercheranno soprattutto di convincere anche quel 45% che ha disertato le urne. Secondo alcuni osservatori, molti di loro avrebbero deciso di astenersi perchè scontenti del clima di polarizzazione che ha segnato la campagna elettorale. E magari potrebbe essere premiato il candidato capace di offrire una immagine più istituzionale possibile.
Sarà il ballottaggio del 21 giugno a decidere chi sarà il prossimo presidente della Colombia, tuttavia i fan di Abelardo de la Espriella, oggi vincitore del primo turno, stanno già celebrando. Nel centro di Bogotà suonano i clacson di caroselli di centinaia di auto con le bandiere nazionali per inneggiare il leader trumpiano. Nello stesso tempo, a migliaia, si stanno riunendo nel lungomare di Barranquilla per aspettare il loro candidato, atteso qui nelle prossime ore. La strada è piena di fan, tutti con la maglietta gialla della nazionale, il simbolo si cui si è impossessato de la Espriella, chiamato dai suoi “il Tigre”, durante la campagna elettorale, tutta condotta all’insegna dell’ultra-nazionalismo.
Il presidente uscente della Colombia Gustavo Petro non accetta i risultati del primo turno delle presidenziali di oggi, sottolineando che si atterrà solo ai dati definitivi forniti dalle Corti di Giustizia.
Anche il candidato progressista Ivan Cepeda ha contestato i dati elettorali del primo turno, parlando di irregolarità nel conteggio di dieci milioni di voti.
“Non permetteremo che il golpista Petro e la sua marionetta Cepeda possano rubarci la democrazia. Il popolo ha parlato, ha premiato noi, i difensori della patria. Andremo a vincere nel secondo turno. Sono pronto per la battaglia finale”. Lo ha detto il candidato trumpista, Abelardo de la Espriella, parlando ai suoi fan a Barranquilla, dietro un vetro antiproiettile, indossando una maglia della Nazionale colombiana.
“Non osate insistere a ignorare i risultati delle elezioni perché il popolo si ribellerà e vi punirà. Siete un paio di banditi che stiamo per cacciare. La democrazia deve essere mantenuta con la ragione o con la forza” ha aggiunto.
Da Milei ad Abascal, la destra festeggia il risultato di De la Espriella
Il sorprendente risultato del candidato trumpiano Abelardo de la Espriella al primo turno delle elezioni presidenziali colombiane ha generato un’ondata di congratulazioni da parte di leader e personalità della destra a livello internazionale, che hanno visto in questo esito un rifiuto dell’attuale modello politico del Paese e un possibile spostamento verso posizioni conservatrici. Il presidente ultraliberista argentino Javier Milei ha guidato i messaggi di sostegno, seguito da membri del Congresso statunitense e da personalità europee. “Questo risultato riflette l’anelito del popolo colombiano alla libertà e al progresso, e la volontà esplicita di dire ‘basta’ al fallimentare modello socialista che ha causato tanti danni alla nostra regione, e alla Colombia in particolare, negli ultimi quattro anni”, ha scritto Milei su X. Le reazioni non si sono limitate al Sud America. Diversi membri del Partito repubblicano negli Stati Uniti si sono uniti alle congratulazioni. Tra questi, il senatore Bernie Moreno, di origini colombiane, che ha partecipato alle elezioni in qualità di osservatore internazionale. “La bellezza della democrazia si è manifestata in tutta la sua pienezza, con il popolo colombiano che ha esercitato il proprio potere di plasmare il proprio futuro, nelle proprie mani, con la propria voce”, ha postato Moreno sui social. “I risultati inviano un messaggio forte: milioni di colombiani rifiutano la linea politica di Gustavo Petro e vogliono ripristinare la sicurezza, la prosperità e la libertà”, ha scritto a sua volta la senatrice ed ex giornalista televisiva María Elvira Salazar, mentre il senatore della Florida, Rick Scott, ha affermato che la Colombia “è un alleato strategico fondamentale per il mantenimento di un emisfero occidentale sicuro e stabile”. “I colombiani hanno nella fermezza e nel coraggio della tigre un’opportunità storica per la loro nazione di riconquistare la libertà, la prosperità e la sovranità che le sono state sottratte”, ha invece sostenuto il presidente del partito spagnolo Vox, Santiago Abascal. Espriella ha ottenuto il 43,77% dei voti dopo lo scrutinio del 99% dei seggi, mentre Iván Cepeda, in rappresentanza della sinistra, ha raggiunto il 40,88%. Poiché nessuno dei due candidati ha ottenuto la maggioranza assoluta, si sfideranno al ballottaggio previsto per il 21 giugno.
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