I legali verso il ricorso contro la separazione dei bambini. Le urla strazianti di mamma Catherine

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    Le lacrime e l’abbraccio alla mamma, la stanchezza di una delle giornate più convulse degli ultimi mesi, poi il risveglio e il ritorno all’apparente tranquillità di quella casa-famiglia che li ospita ormai da oltre cento giorni. Ma ora i bimbi del bosco dovranno lasciare quella struttura e trasferirsi altrove, lontano dai riflettori dei media e dalla presenza della mamma, considerata dagli assistenti sociali “ostile e squalificante”. Così hanno deciso i giudici. Il loro futuro è scritto nell’ultima pagina dell’ordinanza con cui il Tribunale dei minori dell’Aquila ha disposto il loro trasferimento, anche se una soluzione imminente non sembra essere facile.

    I bimbi sono infatti ancora nella struttura gli avvocati della famiglia stanno già preparando il ricorso con la richiesta di sospensiva di un provvedimento che Danila Solinas, una delle due legali, non ha esitato a definire “irricevibile” e “macroscopicamente errato”. Contemporaneamente non sembra placarsi nemmeno la polemica politica. Oggi la ministra alla Famiglia, Eugenia Roccella, ha parlato di “misura estrema” sostenendo il parere espresso ieri dalla Garante per l’Infanzia. “Bisognava fare una valutazione prima di separare i bambini dai genitori – le sue parole – e non dopo”. Sullo sfondo di quella che è diventata a tutti gli effetti una battaglia legale tra il team della coppia anglo-australiana, le assistenti sociali e i giudici minorili, si sta lavorando per trovare una nuova struttura protetta che possa ospitare i piccoli. Operazione che però sembra stia trovando diversi ostacoli. Alcune case famiglia, infatti, vorrebbero evitare di finire sotto i riflettori, mentre altre sarebbero incompatibili con la necessità dei genitori di incontrare i propri figli perché troppo distanti dall’abitazione nella quale stanno vivendo ora Catherine e Nathan, non lontano dall’ormai famigerata ‘casa nel bosco’. Intanto nel piazzale della struttura dove, da ieri, stanno vivendo da soli i tre minori, riecheggiano ancora le parole dell’avvocata Solinas che ha attaccato, ancora una volta, le assistenti sociali accusate di aver “cacciato la mamma nonostante le urla strazianti dei bambini”.

     Oggi papà Nathan ha fatto visita ai piccoli, con cui si è intrattenuto l’intera mattinata. Poi la videochiamata con la moglie Catherine, che ha potuto parlare con i suoi figli. Una lunga telefonata di quasi un’ora che la zia dei bimbi, Rachel, ha definito “straziante”. “Mia sorella è in shock totale, siamo tutti sotto shock”, le sue parole dal casolare, dove oggi Catherine ha passato l’intera giornata a sistemare l’abitazione e prendersi cura degli animali. Davanti ai giornalisti si è trincerata dietro un ‘no comment’, ma il suo sguardo era quello di chi voleva parlare, voleva gridare la sua frustrazione e chiedere di riavere i propri figli. “Siamo venute qui per assisterla, per starle vicino”, si è limitata a dire la sorella che, insieme con la mamma, è arrivata dall’Australia ormai un mese fa. Una situazione che, a quanto pare, sta mettendo a dura prova anche il rapporto tra Nathan e Catherine. Ieri, dopo aver saputo della decisione del tribunale, i due avrebbero avuto un momento di acceso confronto, con il marito che più volte ha chiesto ad alta voce alla moglie di interrompere il suo atteggiamento di contrasto con le assistenti sociali.

    Fuori dalla casa famiglia, intanto decine di persone si sono ritrovate per una fiaccolata di solidarietà. Sui guardrail che costeggiano la strada di fronte all’ingresso sono comparsi alcuni peluche e diversi striscioni. “Giù le mani dai bambini. Vergogna”, il testo dei cartelli. Poco prima Nathan è uscito a bordo della sua auto bianca, si è voltato verso quei manifesti lasciandosi andare a un istintivo cenno di saluto. Poi il ritorno a verso la ‘casa nel bosco’, in quel ‘posto del cuore’ dove tutto è iniziato.

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