Per la città di Nola è stato il giorno del pianto e del lutto. In migliaia hanno affollato la cattedrale per dare l’ultimo saluto a Domenico, il bimbo di due anni e quattro mesi morto dopo un trapianto fallito di cuore. E tra i tanti arrivati a dare l’addio al bimbo, ‘figlio di tutti noi’, anche la premier Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio è arrivata una decina di minuti prima dell’inizio della funzione religiosa, che è stata presieduta dal vescovo della diocesi nolana, Francesco Marino.
Accolta dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha raggiunto i primi banchi per abbracciare il papà e la mamma di Domenico, Patrizia. Una donna che ha avuto la forza per gridare nei giorni scorsi in maniera composta e dignitosa il suo dolore, per chiedere che sia fatta luce sulla tragica vicenda del suo bambino. Con il vescovo di Nola, che ha presieduto il rito, c’era sull’altare anche il cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, che è stato accanto alla famiglia negli ultimi giorni di vita del piccolo paziente e gli ha amministrato l’estrema unzione. A monsignor Marino il compito di dare voce al dolore di tutti: “Domenico è diventato il figlio di tutti noi. Come si dice a Napoli, ‘i figli so piezz e’ core’ e il nostro cuore si è spezzato in questa tragedia“. In piazza, uno striscione continuava a chiedere “giustizia” per il piccolo. Profonda commozione quando il feretro è uscito dalla chiesa.
La piccola bara bianca è stata salutata da un lunghissimo applauso mentre qualcuno dalla folla ha urlato: “Giustizia per Domenico” e veniva cantata la canzone “Guerriero” di Marco Mengoni. Patrizia così per circa due mesi ha chiamato il suo piccolo; un ‘piccolo guerriero’ che come è stato scritto su uno delle centinaia di palloncini bianchi fatti volare in cielo “non doveva diventare una notizia ma doveva diventare grande”. Parole di conforto dal presule per la famiglia del piccolo Domenico ed in particolar modo per i suoi fratellini ma anche parole di vicinanza per un’altra mamma che è ad un migliaio di chilometri da Nola: quella del piccolo di Bolzano che aveva deciso di donare il cuore del suo bimbo. Poi ha lanciato un appello: ad incoraggiare la cultura della donazione degli organi come gesto di generosità ma anche a “continuare a credere nella buona medicina”.
Il lungo addio a Domenico, spentosi al Monaldi sabato 21 febbraio, ha coinvolto tantissimi bambini, come quello che ha deposto una lettera sulla bara scrivendogli “ti voglio bene, troverai tanti angeli a giocare con te”. A rendere omaggio a Domenico è giunta a Nola anche Anna Iervolino, la direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli dalla quale dipende l’ospedale Monaldi di Napoli che vede sette suoi sanitari indagati per omicidio colposo. Un colloquio di alcuni minuti culminato con un forte abbraccio. Al termine della funzione mamma Patrizia ha voluto ringraziare quanti le sono stati vicini. Dalla premier Meloni al prefetto di Napoli, per la “particolare vicinanza”, dall’amministrazione locale alla Regione Campania alle autorità religiose.
Con la voce rotta dall’emozione e con le lacrime che le solcavano il viso ha detto: “Vi siete mossi tutti, grazie”. Alla funzione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Giunta regionale, Roberto Fico, quello del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, e il sindaco della città metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi.
Esposto all’Ordine dei medici per Oppido e Farina
Due esposti all’Ordine dei medici di Cosenza e Benevento sono stati inoltrati dallo studio dell’avvocato Francesco Petruzzi, che rappresenta la famiglia del piccolo Domenico. Lo ha affermato lo stesso avvocato parlando con i giornalisti dinanzi al duomo di Nola. L’esposto, precisa il legale, è solo nei confronti di due medici – i dottori Oppido e Farina – ed è relativa alla “mancata comunicazione dell’esito dell’intervento”. Un fatto, a giudizio di Petruzzi, che va sanzionato disciplinarmente.
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