Gli Usa verso ‘forti tagli’ alla Nato, dai caccia ai sottomarini

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    Gli Stati Uniti hanno comunicato agli alleati della Nato che intendono “ridurre drasticamente” il loro contributo al modulo forze previsto in caso di crisi in Europa, confermando quanto vanno dicendo da tempo, ovvero che il Vecchio Mondo deve fare di più per la sua sicurezza. La novità è l’entità dei tagli, comunicata nel corso della riunione riservata di venerdì scorso a Bruxelles dei ‘defence policy directors’. Ebbene. Secondo quanto riportato dal tedesco Spiegel si tratta appunto di un taglio considerevole, che ha suscitato l’apprensione di molti partecipanti all’incontro.

    Detto questo, una lista precisa – stando a quanto confidato all’ANSA da diverse fonti diplomatiche Nato – ancora non c’è e nemmeno una timeline. Le correzioni, conferma un diplomatico, appaiono però “sostanziali” e ora gli alleati sono “sotto pressione” per compensare. Il Comandante Supremo (Saceur), il generale Usa Alexus Grynkewich, però “è pienamente coinvolto” e sta “seguendo da vicino” l’intera situazione. “Non vi è alcuna lacuna nella deterrenza”, afferma la fonte. Secondo la testata tedesca è stato Alexander Velez-Green, consigliere senior e inviato del segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth, a illustrare i piani agli alleati. Che per l’appunto non cadono proprio dal cielo. “Il Modello delle Forze della Nato costituisce il quadro generale per la messa a disposizione degli effettivi nazionali all’Alleanza: storicamente si è fatto eccessivo affidamento sulle capacità degli Stati Uniti”, ha commentato la portavoce Allison Hart. “Tuttavia, poiché l’Europa e il Canada stanno investendo di più nella difesa, l’equilibrio delle responsabilità può cambiare”.

    Sebbene manchi ancora la bollinatura, le fonti dello Spiegel hanno tratteggiato uno scenario molto impattante. Gli Usa intendono, ad esempio, mettere a disposizione della Nato un numero significativamente inferiore di bombardieri strategici nonché un taglio di un terzo dei caccia. In bilico, a quanto pare, pure le due portaerei previste. E non è tutto. Sempre sul fronte della marina, gli Usa dovrebbero tenere a disposizione meno cacciatorpediniere e, inoltre, non intendono più fornire sottomarini. Infine, anche i droni da ricognizione dovrebbero essere forniti dagli stessi europei. Pur non entrando nello specifico, sempre la portavoce della Nato ritiene che “questo cambiamento rafforza i piani di difesa riducendo l’eccessiva dipendenza da un singolo alleato e riflette un più ampio mutamento per porre l’Alleanza su basi più sostenibili per i decenni a venire”.
    Il segretario di Stato Marco Rubio, parlando alla ministeriale Esteri di Helsingborg, aveva d’altra parte ammonito che i tempi di aggiustamento non possono “andare avanti per sempre” e che, di fatto, gli europei avrebbero dovuto fare i conti con la realtà. Gli Usa intendono lavorare a “stretto contatto” con l’Europa per garantire la transizione e ma si aspettano anche “misure concrete” e in fretta — già entro la ministeriale Difesa del 18 giugno qualcosa dovrebbe muoversi. In tempo poi per siglare ad Ankara l’identikit della nuova Nato nel quadro di un summit bollato da Rubio come “storico”. In tutto questo, resta sul tavolo l’ombrello nucleare statunitense, che non è – e non è mai stato – in discussione.

    Il presidente del Comitato Militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, ha sottolineato – nel corso della registrazione della puntata di ‘Cinque minuti’ su Rai1 – che in generale il processo in corso non segna uno “sganciamento degli Usa” dalla Nato ma, semmai, “un bilanciamento più equo di cui avevamo bisogno, con una presa di maggiore responsabilità da parte degli alleati europei”. Un’esigenza, ricorda, che Washington ha manifestato anche “ai partner nell’Indo-Pacifico”. 

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    Cavo Dragone, ‘Usa non si sganciano dalla Nato, distribuzione più equa’

    “Io non lo chiamerei uno sganciamento, ma una distribuzione più equa, un bilanciamento più equo di cui avevamo bisogno: ci sarà una presa di maggiore responsabilità da parte degli alleati europei, è un’attività già in corso”. Lo ha detto il presidente del Comitato Militare della Nato Giuseppe Cavo Dragone nel corso del programma Cinque Minuti su Rai1, a proposito della riduzione del contributo forse Usa all’Europa. “E’ un’esigenza che, per esempio, l’amministrazione americana ha manifestato non soltanto per gli alleati europei ma anche per i partner nell’Indo-Pacifico”.  

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