Gli europei a Trump: ‘Pronti per lo Stretto, ma senza la guerra’ Meloni: ‘Navi italiane disponibili’

    7

    Si è conclusa la conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz all’Eliseo, a cui hanno partecipato in presenza il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer, la premier Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Inclusi quelli in videocollegamento, a quanto si apprende, erano presenti i rappresentanti di una cinquantina tra Paesi e organizzazioni internazionali.

    Anche Cina, India e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno partecipato alla Conferenza. I due Paesi sono elencati fra quelli rappresentati a livello di “ministri e delegati” nella lista definitiva che include circa 50 nazioni in videocollegamento a livello di capo di stato o di governo. Nell’elenco ci sono Australia, Belgio, Bulgaria, Canada, Corea del Sud, Danimarca, Gibuti, Estonia, Finlandia, Grecia, Indonesia, Iraq, Kosovo, Lettonia, Lituania, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Singapore, Slovacchia, Svezia e Ucraina. Due le istituzioni internazionali che hanno preso parte, la Ue con la presidente della Commissione Ursula Von der Leyen e l’Organizzazione internazionale marittima, con il segretario generale Arsenio Dominguez Velasco. Sono rappresentati a livello di ministri e delegati Arabia Saudita, Cina, Cipro, Croazia, Spagna, India, Kuwait, Giappone, Giordania, Malesia, Malta, Polonia, Qatar, Slovenia, Somalia, Tailandia, Turchia e Vietnam.

    LE DICHIARAZIONI

    “Voglio ringraziare molto calorosamente la presidente del consiglio, Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco, Friederich Merz di essere qui” a Parigi, ha detto Macron nelle dichiarazioni alla stampa al termine della Conferenza. “Chiediamo tutti la piena riapertura, immediata, incondizionata, a tutte le parti dello stretto di Hormuz. Chiediamo il ripristino delle condizioni di libero passaggio di prima della guerra e il pieno rispetto del diritto marittimo”, ha detto il presidente francese evidenziando che ‘il messaggio di oggi è un messaggio di speranza” ma anche di “unità” dell’Europa e degli altri partecipanti della comunità internazionale per la sicurezza marittima nello stretto di Hormuz.

    Il vertice su Hormuz a Parigi

    “Accogliamo positivamente l’annuncio” dell’Iran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, ma “abbiamo bisogno di accertarci che questo accordo sia durevole e funzionale. Siamo molto chiari: la missione che abbiamo predisposto è difensiva e segue il cessate il fuoco”, ha spiegato il primo ministro britannico Keir Starmer. “Lo Stretto deve essere riaperto e senza pedaggi – ha aggiunto -. Il mondo intero ha bisogno di una soluzione”.  ”Oltre una dozzina di Paesi hanno già proposto di contribuire” alla forza multinazionale per la sicurezza marittima nello stretto di Hormuz, ha annunciato.

    Meloni al vertice su Hormuz a Parigi

    LE PAROLE DI MELONI

    “Riaprire Hormuz significa far fronte alle criticità e costruire un elemento essenziale per qualsiasi soluzione del conflitto mediorientale”, ha affermato Meloni evidenziando che quella di Parigi è “un’iniziativa estremamente importante, é il motivo per cui ho tenuto ad esserci personalmente. È una questione centrale”. “La centralità del tema della riapertura di Hormuz nel processo negoziale – ha sottolineato Meloni – è particolarmente chiaro sulla base degli sviluppi di queste ore, quando, come ricordava Macron, in risposta al cessate il fuoco in Libano, è stato riaperto, almeno da parte iraniana, il passaggio delle navi nello Stretto per il periodo del cessate il fuoco che è stato negoziato tra Stati Uniti, Iran e Israele E quindi la riapertura di Hormuz è parte di qualsiasi serio progetto di negoziato per la crisi in Medio Oriente“.

    “La libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz è una questione assolutamente centrale per l’Italia, per l’Europa, per la comunità internazionale nel suo complesso. Si tratta di affermare un principio cardine del diritto internazionale, un principio che vale per Hormuz e chiaramente per qualsiasi altro passaggio dal quale dipendano le catene di approvvigionamento mondiale. Ma si tratta ovviamente di una questione di enorme rilevanza economica”, ha osservato la premier spiegando che “dallo Stretto di Hormuz, come si sa, transita circa il 20% del consumo mondiale di petrolio e gas naturale liquido, ma non solo. Si citano spesso i fertilizzanti, altra questione fondamentale da cui dipende la sicurezza alimentare di milioni di persone, soprattutto nei contesti più fragili”. 

    AParigi il vertice su Hormuz, i leader all’Eliseo da Macron

    “La riapertura di Hormuz – ha chiarito Meloni – è parte di qualsiasi serio progetto di negoziato per la crisi in Medio Oriente. Ma chiaramente non è l’unico: sappiamo che il tema della rinuncia da parte dell’Iran alla corsa nucleare, così come costruire un quadro di sicurezza nel quale nessuna nazione venga minacciata per il futuro, saranno gli altri elementi fondamentali, ma è la ragione per la quale siamo qui oggi”. “Tutti comprendiamo la portata di questa sfida”, ha aggiunto. “L’Italia offre la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali sulla base di un’autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole costituzionali. È un impegno in linea con le missioni Aspides e Atalanta”, ha assicurato la premier. “Stiamo portando avanti un’importante azione di pianificazione a livello nazionale”, ha spiegato Meloni dopo aver precisato che la presenza navale nello Stretto di Hormuz “può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità, in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva”.

    A Parigi il vertice su Hormuz, Macron accoglie i leader all’Eliseo

    “Nel quadro che ho appena illustrato, l’Italia offre la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali, chiaramente sulla base di una necessaria autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole costituzionali. Ma è un impegno – ha aggiunto – in linea con un lavoro che abbiamo già fatto per la difesa della libertà di navigazione. Ricordo le operazioni europee Aspides e Atalanta. E particolarmente Aspides, che vanta una presenza importante in un’area attigua a quella di Hormuz, dal mio punto di vista può rappresentare un’esperienza preziosa anche per quello che stiamo cercando di fare ora”. Quello di Parigi “è stato un confronto molto produttivo, dimostra come l’Europa sia pronta a fare la sua parte nel quadro della sicurezza internazionale insieme ovviamente ai suoi partner ed è un’iniziativa che si inserisce in uno sforzo più ampio che continuiamo a portare avanti, che vede costantemente impegnate le nostre nazioni di fronte a un ciclo di conflittualità che si ripropone ormai costantemente, che quindi non coinvolge solamente il Medio Oriente ma l’Ucraina e tanti altri fronti ai quali ormai siamo abituati”, ha proseguito la presidente del Consiglio. “Per quello che ci riguarda faremo tutto il possibile per aiutare a consolidare tanto il cessate il fuoco in Libano, preziosissimo, ottenuto anche con la mediazione degli Stati Uniti, così come la prospettiva di una ripresa dei negoziati”, ha ribadito chiarendo che “l’obiettivo ovviamente necessita di uno sforzo che coinvolge diversi ambiti: quello diplomatico, quello securitario, anche quello umanitario, se si pensa ai marittimi che sono bloccati nel Golfo e se si pensa alle nazioni che vengono impattate direttamente dalla crisi. Su tutti questi ambiti l’Italia è pronta a fare la sua parte”.

    Il vertice su Hormuz a Parigi

     Il cancelliere tedesco, Friederich Merz, ha ritenuto ”auspicabile” che anche gli Stati Uniti partecipino alla missione internazionale per la messa in sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. Merz si è espresso al fianco dei leader di Francia, Italia e Gran Bretagna al termine della riunione sullo stretto di Hormuz all’Eliseo.

    Trump: ‘La Nato stia alla larga da Hormuz, sono stati inutili’

    Donald Trump torna ad attaccare la Nato, definendola una “tigre di carta” e dicendole a chiare note di “stare fuori” da Hormuz. “Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz si è risolta, ho ricevuto una telefonata dalla Nato in cui” gli alleati “mi chiedevano se avessimo bisogno di aiuto. Ho detto loro di starne fuori, a meno che non vogliano semplicemente riempire le loro navi di petrolio. Sono stati inutili nel momento del bisogno: una tigre di carta”, ha detto sul suo social Truth. 

    Riproduzione riservata © Copyright ANSA