Non solo l’interrogatorio di Andrea Sempio, ma anche la convocazione come testimoni di Paola e Stefania Cappa e di Marco Poggi.
Sono gli atti finali dell’inchiesta con cui la Procura di Pavia ricostruisce in modo nuovo il delitto di Garlasco: ad uccidere Chiara Poggi, è l’ipotesi, non sarebbe stato Alberto Stasi, l’allora fidanzato della giovane che sta finendo di espiare 16 anni di carcere, ma Andrea Sempio, ai tempi 19 anni e amico del fratello della vittima. Un rifiuto ad un approccio a cui avrebbe reagito infierendo sulla giovane donna con un oggetto contundente: almeno 12 colpi al volto e sulla testa.
I due giorni di attività istruttoria preludono alla chiusura delle indagini, in vista della richiesta di rinvio a giudizio per Sempio, la cui difesa passa al contrattacco. Dopo le pubblicazioni di alcune chat in cui il loro assistito, iscritto al forum ‘Italian Seduction’, aveva confidato alcune ossessioni, Liborio Cataliotti, uno dei suoi avvocati, non ha esitato a intervenire. Prima ha affermato che si è trattato di uno “strumentale tentativo di mostrizzazione nell’imminenza dell’interrogatorio” al quale, par di capire, il 38enne, molto probabilmente si presenterà senza però rispondere alle domande. Poi, a proposito di uno di quei messaggi “esaltati” da alcuni come il movente dell’omicidio in quanto il 38enne avrebbe ‘confessato’ che “l’unica volta che mi sono innamorato è capitato in un momento oscuro della mia vita, tra i 18 ei 20″, il difensore ha spiegato che nulla ha a che vedere con Chiara Poggi. E così, con tanto di testo in mano, ha spiegato che il 15 agosto del 2012 alle ore 21.20, aveva scritto: ‘allora one-itis disastrosa per una barista di una birreria, palo secco, mi do da fare miglioro e tanto'”. Insomma quella frase su una sua “cotta” rimbalzata su tutti i media, per Cataliotti, se contestualizzata e letta assieme al resto, si rivela “una formidabile prova a discarico”, ossia un elemento favorevole a Sempio”.
Dopodomani l’indagato, si presume, sceglierà la linea del silenzio. In contemporanea mercoledì si terrà l’audizione del fratello della vittima, e suo amico, Marco Poggi – già sentito in passato e parte offesa. Una audizione ritenuta necessaria, da quanto si è saputo, in seguito agli esiti delle recenti analisi informatiche sul pc di Chiara condotte da Paolo Del Checco, il consulente nominato dai pubblici ministeri, guidati dal procuratore Fabio Napoleone, in merito ad alcuni video. E poi, potrebbe anche dare qualche delucidazione sui rapporti dell’amico con la sorella, se mai ce ne fossero stati vista la differenza di età.
Le audizioni delle gemelle Cappa, ai tempi passate alla ribalta delle cronache per il noto fotomontaggio lasciato davanti all’ingresso della villetta di via Pascoli e mai indagate, si terranno invece domani mattina alla caserma Montebello, in via Monti, a Milano. Le loro deposizioni serviranno per alcuni approfondimenti sulla vita di Chiara nei giorni prima del delitto e per capire, come aveva indicato Paola nel 2007 parlando di “pista passionale”, se fosse stata bersaglio di avances rifiutate. E ciò per cercare di avere un riscontro sul movente contestato a Sempio.
Tutto questo per chiudere il cerchio della nuova indagine ed aprire la strada a una richiesta di revisione del processo che presto verrà presentata da Stasi alla Corte d’appello di Brescia. “Alla fine non ci sarà un colpevole”, è la convinzione del presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha partecipato a Milano alla presentazione del libro ‘L’impronta’ di Giancarla Rondinelli di cui ha curato la prefazione. Cinque processi per Alberto Stasi, ora l’inchiesta su Andrea Sempio, ma “se non venti, ci vorranno altri quindici anni e io non ci sarò più ma ricordatevi le mie previsioni”.
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