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Garlasco, Alberto Stasi dice addio al carcere: ‘Per lui un nuovo inizio’

Ha dato l’addio al carcere Alberto Stasi. Questa mattina, intorno alle 11, è uscito per l’ultima volta dalla casa circondariale di Bollate dove era entrato il 12 dicembre 2015, quando era diventata definitiva la condanna a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, la sua fidanzata uccisa in casa a Garlasco la mattina del 13 agosto 2007.

Ha dato l’addio al carcere così come darà l’addio a Garlasco. I cronisti, i fotografi e le troupes che lo aspettavano davanti all’ingresso del carcere sono rimasti delusi, perché Stasi se ne è andato, accompagnato come sempre dalla sua legale Giada Bocellari, passando da una uscita secondaria. Prima ha impacchettato gli abiti e gli effetti personali in tre valige, lasciando al compagno di cella alcune cose in regalo come il ventilatore e il frigorifero ed è passato a salutare il direttore Giorgio Leggieri, gli agenti, gli educatori e i detenuti con cui ha condiviso un decennio di vita, come fa solitamente chi lascia il carcere. 

Ieri, dopo l’udienza del Tribunale di Sorveglianza a cui ha partecipato lui stesso e in cui la Procura generale, rappresentata dalla sostituta pg Valeria Marino, ha dato parere positivo all’affidamento, Stasi non era rientrato nella cella che fino ad ora ha condiviso con un altro detenuto. “Sono valutazioni che si fanno in base agli atti – ha spiegato all’ANSA il presidente del tribunale di Sorveglianza di Milano Marcello Bortolato – Non sono mai cose automatiche altrimenti sarebbero fuori tutti quelli che hanno meno di quattro anni da scontare”. Stasi Aveva una licenza e quindi sarebbe dovuto rientrare solo domenica sera a Bollate, ma questa mattina, alla comunicazione della decisione del Tribunale a suo favore, si è subito presentato a sbrigare le ultime formalità e prendere le sue cose.

Ha già a disposizione un appartamento, nel Milanese, non a Garlasco dove, ha spiegato Bocellari che difende Stasi insieme al collega Antonio De Rensis, “non tornerà a vivere, ovviamente” anche se non ha restrizioni a spostarsi all’interno della Lombardia. 

Il via libera era più che probabile ma non scontato dato che il parere della Procura non è vincolante. Stasi aveva tutti i requisiti, oltre a un residuo di pena inferiore ai quattro anni, la buona condotta, le relazioni positive delle équipe del carcere, in particolare dell’area educativa, l’accettazione della condanna, pur proclamandosi innocente, il rispetto dal 2025 del divieto di interviste, il fatto che sta risarcendo i famigliari di Chiara con i proventi del suo lavoro come contabile a Milano.

Dal 2023, infatti, l’ex bocconiano ha ottenuto la possibilità del lavoro esterno e dall’aprile 2025 la semilibertà, che gli permetteva di uscire ogni giorno dal carcere per rientrare solo a dormire, e anche di passare fuori il fine settimana in licenza, per un massimo di 45 volte l’anno. Per questo dopo il lavoro dal lunedì al venerdì in uno studio di commercialisti di Brera, di solito il sabato ha preso l’abitudine di incontrarsi con la madre Elisabetta Ligabò.

Lo ha fatto anche oggi ma in un incontro, ovviamente, con un sapore diverso, più leggero. “Certo che la vita ci ha messo a dura prova” aveva detto la donna intervistata da Repubblica una settimana fa spiegando che quando tutto sarà finito andrà con Andrea sulla tomba di Chiara. Ancora però non tutto è finito. L’affidamento in prova è una misura alternativa al carcere con alcune limitazioni standard (come appunto quella di non poter uscire dalla Lombardia) però “pur non trattandosi tecnicamente di un fine pena, oggi per Alberto Stasi è un nuovo punto di inizio per la sua vita futura”, ha spiegato Bocellari. Un futuro che prevede anche il lavoro per chiedere la revisione del processo ora che la Procura di Pavia ha un altro indagato, Andrea Sempio, per lo stesso delitto.

Legale Stasi: ‘L’affidamento non incide sull’indagine di Pavia’

Il via libera all’affidamento in prova ai servizi sociali per Alberto Stasi “non incide sull’indagine della Procura di Pavia”. Lo ha detto l’avvocata Giada Bocellari in un video a TgLa7 dopo la scarcerazione del 41enne condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. “Questo aspetto, tuttavia, non incide sull’indagine della Procura di Pavia”, ha spiegato la legale, riferendosi alla concessione dell’affidamento in prova. Durante tutta la fase esecutiva della pena, ha aggiunto, Stasi è stato considerato dalla difesa come una persona detenuta che stava seguendo il proprio percorso carcerario, ma “ha sempre continuato a rivendicare la propria innocenza”. “È una convinzione che nessuno potrà mai togliergli, a prescindere dagli sviluppi dell’altro fronte, quello della revisione”, ha concluso Bocellari

Per Alberto Stasi oggi riposo e incontro con la madre

Una giornata di riposo per Alberto Stasi, una giornata più leggera da quando stamattina è arrivata la notifica dal Tribunale di sorveglianza di Milano che ha dato il via libera all’affidamento in prova per il 42enne, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della sua allora fidanzata Chiara Poggi. Delitto per cui ora la procura di Pavia ha però indagata un altra persona, Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara. Era in licenza, quindi fuori dal carcere, dove sarebbe dovuto tornare solo domani sera. Però questa mattina è subito tornato a Bollate per sbrigare le ultime formalità e prendere la sua roba. Prima ha impacchettato gli abiti e gli effetti personali in tre valige, lasciando al compagno di cella alcune cose in regalo come il ventilatore e il frigorifero ed è passato a salutare il direttore Giorgio Leggieri, gli agenti, gli educatori e i detenuti con cui ha condiviso un decennio di vita, come fa solitamente chi lascia il carcere. E poi ha incontrato la madre Elisabetta Ligabò, come fa quasi ogni sabato. Alberto, ha confermato la sua legale a La7, non tornerà a Garlasco, nella villetta di famiglia, che pare sia stata nuovamente messa in vendita dopo un tentativo andato a vuoto nel 2016.

Stasi non tornerà a vivere a Garlasco

Alberto Stasi non tornerà a vivere a Garlasco dopo il via libera all’affidamento in prova ai servizi sociali. Lo ha detto l’avvocata Giada Bocellari in un video a TgLa7 dopo il via libera all’affidamento in prova ai servizi sociali per il 41enne condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. “È tornato a casa, non tornerà a Garlasco a vivere ovviamente”, ha affermato la legale, precisando però che Stasi “non ha alcuna restrizione per andare a Garlasco e in generale per muoversi all’interno della Regione Lombardia”. Secondo Bocellari, si tratta delle prescrizioni standard previste per chi beneficia dell’affidamento in prova ai servizi sociali e “non c’è niente di diverso, di particolare rispetto alla misura che gli è stata concessa”.

Legale Stasi: ‘Revisione quando difesa sarà pronta ma più sereni’

 “La revisione verrà presentata quando la difesa sarà pronta. È un lavoro lungo, un lavoro tecnico che richiede grande attenzione e va fatto bene”. Lo ha detto l’avvocata Giada Bocellari in un video a La7 dopo il via libera all’affidamento in prova ai servizi sociali per Stasi. “Ora siamo in grado di lavorare con più serenità perché Alberto Stasi è a tutti gli effetti un uomo che può riprendere in maniera sostanzialmente normale la propria vita”, ha aggiunto.

“Pur non trattandosi tecnicamente di un fine pena, oggi per Alberto Stasi è un nuovo punto di inizio per la sua vita futura”. Lo ha detto l’avvocata Giada Bocellari in un video a TgLa7 dopo il via libera all’affidamento in prova ai servizi sociali per il 41enne condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. “Dopo dieci anni e mezzo – ha aggiunto – può condurre una vita effettivamente e sostanzialmente libera, pur con limitazioni molto più affievolite rispetto al passato”

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