Famiglia nel bosco, Nathan vede una nuova casa, martedì gli ispettori in Tribunale

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    E’ andato a visitare una casa messa a disposizione dal Comune, a dieci minuti dal casolare dove continua ad accudire i cavalli, l’asino e altri animali, ed è disponibile a incontrare gli assistenti sociali. Nathan, il papà della ‘famiglia nel bosco’, sta facendo di tutto per ricreare condizioni tali da consentire ai giudici di rivedere la decisione che una settimana fa ha ulteriormente stravolto la vita dei tre figli, separandoli anche dalla madre.

    Avvilito, svuotato, ha già trascorso quasi quattro mesi senza di loro, dopo l’ordinanza con cui il Tribunale per i minorenni dell’Aquila il 20 novembre 2025 ha sospeso la potestà genitoriale a lui e alla moglie Catherine. A provare a dipanare una matassa sempre più intricata è arrivata oggi in Abruzzo la Garante nazionale per l’Infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni. E martedì 17 saranno all’Aquila gli ispettori inviati dal ministro Nordio. Acquisita una prima documentazione, non si esclude possano ascoltare i magistrati o anche i diretti interessati. Nello stesso giorno il sindacato di Polizia Penitenziaria Spp ha annunciato un sit in di sostegno ai giudici, oggetto di attacchi anche dall’opinione pubblica. “Bisogna che ci mettiamo tutti con il massimo impegno per risolvere una situazione che continua a sembrare sproporzionata nel suo esito rispetto alle ragioni iniziali” ha detto la Garante Terragni davanti alla casa famiglia di Vasto dove i tre bambini vivono dal 20 novembre. “Sono convinta che la famiglia sia un’isola che l’oceano del diritto deve appena lambire – ha detto citando la frase, da un saggio del 1949, del giurista Arturo Carlo Jemolo -. Invece, qua, mi pare che abbiamo esondato. Non posso dire che i giudici sbagliano. Posso dire, però, che mi arrivano centinaia di segnalazioni dove, evidentemente, emerge la problematicità di molte di queste vicende di allontanamenti. Abbiamo 41mila bambini fuori famiglia. Dopo l’allontanamento, i bambini escono traumatizzati. Non lo dico io, lo dicono i luminari della psichiatria di questo Paese”.

    “Sono entrata qui – ha detto Terragni uscendo dalla casa famiglia nel pomeriggio – e da tempo avevo la sensazione che non ha funzionato qualcosa nei primissimi mesi in cui l’assistente sociale ha preso in carico questa famiglia. Le cose si sono messe in un modo storto e non si sono più raddrizzate. Avrei voluto parlare con l’assistente sociale; qui non è venuta, avevamo un appuntamento telefonico, però poi mi ha detto che non poteva parlarmi”. Venerdì scorso Terragni non aveva esitato a dirsi contraria al trasferimento dei bimbi in un’altra struttura senza la madre, previsto dall’ordinanza diffusa contestualmente allo svolgimento delle perizie psicodiagnostiche sui genitori e sui bambini, e aveva chiesto al Tribunale di sospendere la decisione. Il rischio, aveva detto, è “di infliggere ai bambini un ulteriore trauma dopo la separazione dal padre”. La Garante aveva ricordato come la perizia indipendente della Asl Lanciano Vasto Chieti avesse segnalato “lo stato di disagio e sofferenza dei minori” e indicato come fosse indispensabile garantire la “continuità dei legami familiari’.

    Un “auspicio scientificamente fondato” aveva sottolineato Terragni, che “non ha invece trovato alcun ascolto” da parte del Tribunale. A Vasto oggi c’era anche la Garante per l’Infanzia della Regione Abruzzo, l’avvocata Alessandra De Febis, che ha riferito di aver pranzato con i bimbi lunedì e mercoledì: “Non risulta alcuno sciopero della fame da parte dei bambini – ha detto riferendosi a voci circolate sulla stampa – Pur trattandosi di vicenda che richiederebbe la massima riservatezza, mi vedo costretta” ha detto “a fornire precisazioni, per evitare la diffusione di informazioni non verificate”. Sempre lei ha fatto sapere che “Nathan si è reso disponibile a un colloquio con gli assistenti sociali e sta iniziando un percorso in questa direzione”.

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