La Procura e il Nas di Napoli stanno indagando sulla vendita dei frutti di mare contaminati il cui consumo ha causato un esponenziale aumento dei casi di epatite A tra Campania e basso Lazio. Gli inquirenti (VI sezione, pm Valentina Rametta, procuratore aggiunto Antinio Ricci) ipotizzano contro ignoti il reato di commercio e detenzione, per vendita o distribuzione, di alimenti pericolosi per la salute. Il Nas di Napoli (coordinato dal comandante Alessandro Cisternino) non esclude che siano stati messi in vendita cozze nostrane mischiate con partite dello stesso prodotto, ma contaminato, acquistato all’estero.
I carabinieri del Nas sono stati delegati dalla Procura anche a effettuare accertamenti sui casi di epatite riscontrati nei giorni scorsi nel basso Lazio. Nella zona di Terracina, infatti, sarebbero state messi in vendita e consumati frutti di mare, in particolare cozze, provenienti da Bacoli (Napoli), che avrebbero determinato casi di epatite A.
Gli approfondimenti investigativi delegati dagli inquirenti riguardano anche accertamenti circa eventuali episodi di scarichi fognari direttamente in mare, in particolare sul litorale a nord della costa campana, che potrebbero avere determinato la contaminazione dei frutti di mare. Negli ultimi giorni i carabinieri del Nas hanno sequestrato circa 50 chilogrammi di frutti di mare e prelevato una serie di campioni destinati alle analisi che saranno effettuate all’istituto zooprofilattico di Portici.
Nel 2025 in Italia sono aumentati i casi di epatite A. Ma “nei primi 3 mesi del 2026, si osserva un ulteriore rialzo, con un picco massimo a marzo, mese nel quale 160 casi hanno riportato l’esordio dei sintomi”. La situazione epidemica è “alimentata soprattutto dai picchi in 3 regioni: Lazio, Campania e Puglia“. Ma a trainare è stata soprattutto la regione Campania, con 110 casi totali dall’inizio del 2026 al 17 marzo. Sono in calo invece i casi di epatite B e C. Lo affermano i dati del bollettino della sorveglianza Seieva, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità.
Già nel 2025, però, si era osservato un numero di casi di epatite A in aumento rispetto all’anno precedente: sono stati notificati 631 casi contro 443. L’innalzamento dei casi nell’anno in corso è legato al consumo di frutti di mare con 262 casi nei primi 3 mesi 2026 rispetto a 43 casi nello stesso periodo del 2024. C’è però anche un aumento dei casi legati alla trasmissione sessuale negli uomini che fanno sesso con uomini (101 casi nel 2025 e 26 nel 2026).
Quanto all’epatite B, nel 2025 in Italia sono stati segnalati 148 nuovi casi, rispetto ai 189 dell’anno precedente. A trainare sono Lombardia (30 casi), Emilia-Romagna (26 casi) e Toscana (24 casi). I soggetti più colpiti sono quelli fra i 55 e i 64 anni. I fattori di rischio più frequenti sono manicure, piercing e tatuaggi, le cure odontoiatriche e sesso a rischio (24%). Nel 2025, continua il trend in crescita nel numero di casi di epatite E con 92 casi (rispetto ai 70 dell’anno precedente) prevalentemente da Abruzzo (27-29% dei casi) e Lazio (16-23%).
Il trend in aumento ha riguardato soprattutto gli over 65 e per lo più soggetti di sesso maschile: il 51% dei casi ha riferito di aver consumato carne di maiale cruda o poco cotta. Nel 2025 sono stati segnalati 51 casi di epatite C rispetto ai 60 dell’anno precedente, soprattutto in Lombardia (39%) e Emilia Romagna (23%). Si osserva un maggior numero di casi tra gli uomini tra 35-54 anni e il fattore di rischio principale sono manicure, piercing e tatuaggi (32%).
Il vademecum dell’Iss: dall’igiene dei cibi al vaccino contro l’epatite A
Adeguate norme igieniche individuali come il frequente lavaggio delle mani, il lavaggio di frutta e verdura o la cottura completa degli alimenti. Ma anche attenzione alla corretta gestione degli scarichi fognari e al rispetto delle norme sulla produzione e distribuzione degli alimenti. Così si riduce il rischio di contagio da epatite A, malattia per la quale esiste un vaccino fortemente raccomandato per specifiche categorie di rischio e viaggiatori. Lo ricorda l’Istituto Superiore di Sanità in un aggiornamento pubblicato insieme al bollettino della sorveglianza Seieva.
Relativamente alla trasmissione mediante alimenti, è necessario porre attenzione alla corretta cottura dei cibi, con particolare riguardo ai molluschi, nei quali è necessario consentire che la temperatura di cottura sia raggiunta nel cuore del prodotto dopo l’apertura delle valve. Attenzione poi all’accurato lavaggio di frutta e verdura consumati crudi (come frutti di bosco, vegetali quali insalata, pomodori), se opportuno anche con l’utilizzo di idonei disinfettanti per uso alimentare.
Adeguate norme igieniche sono necessarie durante la manipolazione, preparazione e somministrazione degli alimenti, onde evitare la contaminazione crociata con altri alimenti. È disponibile, inoltre, un vaccino efficace contro l’epatite A che fornisce una protezione efficace per più anni, particolarmente nel caso di vaccinazioni di richiamo. “È in genere raccomandato – chiariscono gli esperti dell’Iss – a chi intenda recarsi nei paesi dove la diffusione dell’infezione è alta (Africa, Asia Sudorientale o Sudamerica), ai portatori di epatite cronica e in caso di frequenti rapporti sessuali a rischio di infezione. La vaccinazione è efficace anche nella prevenzione dei casi secondari, è quindi raccomandata per contatti di casi, entro 15 giorni dall’insorgenza dei sintomi nei casi indice”.
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