Ennesima Pasqua di rincari, dalle uova ai voli prezzi al top

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    Dai trasporti alle uova sarà l’ennesima Pasqua di rincari. Con un’ulteriore rischio: ulteriori fiammate di prezzi per l’attacco degli Usa all’Iran. Le associazioni di consumatori calcolano gli aumenti per le prossime feste e il quadro è, come sempre, preoccupante. Al netto di nuovi, pesanti, rincari per i carburanti.

    Si registrano già, ad esempio, aumenti a due cifre per le uova di Pasqua nonostante i prezzi internazionali della cioccolata siano in calo: “Nei supermercati e nei negozi alimentari, al netto di offerte e promozioni, si registrano ritocchi al rialzo rispetto allo scorso anno che vanno dal +6% fino a raggiungere per alcuni marchi il +10%. – spiega il Codacons – Al chilo infatti il prezzo di un uovo di cioccolato di marca industriale può arrivare a superare nel 2026 i 77 euro, contro i 70 euro dello scorso anno. A seconda delle dimensioni, della marca e della linea prescelta (se per adulti o per bambini), il costo di un uovo di cioccolato venduto nelle catene della grande distribuzione va dai 7 fino ai 22 euro. Per quelle artigianali il prezzo medio varia tra i 30 e i 40 euro, mentre per le uova gourmet si arriva a superare anche i 100 euro a pezzo”.

    Va meglio per le colombe: “per quelle classiche i rincari rispetto allo scorso anno si attestano attorno al +3%, con i prezzi medi di quelle industriali che variano tra 5,40 e 15,90 euro. Quelle farcite invece costano di più: tra 8,50 e 19,90 euro. Un giro d’affari quello delle uova di Pasqua e delle colombe che vale in Italia oltre 600 milioni di euro annui”.

    Ma – sottolinea l’associazione – “gli aumenti delle classiche uova al cioccolato si registrano nonostante le quotazioni del cacao siano sensibilmente diminuite a circa 3.300 dollari la tonnellata contro il record di 12mila dollari di fine 2024 ma “uova e prodotti dolciari a base di cioccolato venduti oggi nei negozi sono stati realizzati col cacao acquistato in precedenza dalle industrie alimentari a prezzi sensibilmente più alti rispetto a quelli odierni, e i produttori devono ancora smaltire le quantità di materia prima acquisite durante le quotazioni record: per questo motivo, nonostante il tonfo del cacao, i listini al dettaglio delle uova di Pasqua non hanno registrato alcuna diminuzione”.

    Non va meglio per i trasporti: “Nonostante manchino ancora 20 giorni alla Pasqua, i prezzi dei voli risultano già molto elevati al punto che partendo venerdì 3 aprile e tornando martedì 7 aprile, la spesa minima parte da 418 euro per la tratta Genova-Catania, 343 euro per andare da Milano a Crotone, 324 euro da Roma a Reggio Calabria (308 euro se si parte da Milano). – spiega Assoutenti – Servono più di 320 euro per volare nelle stesse date verso Catania partendo da Torino, Firenze e Ancona. Tra i prezzi più alti anche la tratta Napoli-Olbia (310 euro), Verona-Catania (297 euro), Milano-Brindisi (296 euro), Milano-Catania (290 euro), Verona-Palermo (282 euro), Bologna-Reggio Calabria (281 euro)”. Prezzi che oltretutto non includono servizi aggiuntivi come il bagaglio a mano o la scelta del posto a sedere.

    Non va meglio sul fronte dei treni: “un viaggio di sola andata (3 aprile) su un treno alta velocità, acquistandolo oggi, costa almeno 185 euro per andare con Italo da Torino a Reggio Calabria, 175 euro partendo da Milano. Con Trenitalia servono 120 euro da Milano a Lecce, 116 euro da Torino a Bari, 96 euro da Venezia a Lecce, 92 euro da Genova a Salerno”. “Si tratta di tariffe destinate a salire ulteriormente nei prossimi giorni come effetto della maggiore domanda da parte dei cittadini che vogliono tornare a casa durante le feste, ma su viaggi e spostamenti in aereo degli italiani incombe anche un’altra minaccia: i rincari dei carburanti e le perdite subite dalle compagnie aeree negli ultimi giorni a causa della chiusura degli spazi aerei rischiano di essere a breve trasferiti sulle tariffe praticate ai consumatorii”, avvisa il presidente Gabriele Melluso.

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