Venerdì 22 maggio 2026 Fiorenza De Bernardi, la prima donna pilota di linea italiana, avrebbe compiuto 98 anni. A questo traguardo, per pochi mesi, non è riuscita ad arrivare, visto che è scomparsa il 6 dicembre scorso. Ma un obiettivo ancora più importante, che l’ha consacrata nella storia, l’ha raggiunto: aprire al genere femminile anche in Italia la cabina di pilotaggio, abbattendo iniziali pregiudizi e diffidenze in un’epoca in cui ce ne erano ancora molti.
“Fiorenza De Bernardi è stata una pioniera che ha cambiato il cielo e che ha sfidato ogni pregiudizio. Con il suo talento e la sua determinazione ha dimostrato una cosa semplice ma potente: il cielo non ha genere” ricorda Deborah Rossi, un’altra pilota che nei cieli italiani – e non solo – ha battuto un ulteriore primato, essendo diventata nel 2021 la prima donna comandante nella storia dell’attuale compagnia di bandiera italiana, Ita Airways.
Anche lei, oggi 23 maggio, è tra le protagoniste del primo ‘Fiorenza Day’, istituito in occasione del compleanno di Fiorenza De Bernardi dall’Associazione donne dell’aria, nata dall’Associazione pilote italiane che proprio De Bernardi aveva fondato. In dieci aero club sparsi per l’Italia sono in programma iniziative di avvicinamento al volo, testimonianze, dimostrazioni. Previsto anche un videomessaggio di Samantha Cristoforetti.
La storia di Fiorenza De Bernardi
Nata a Firenze nel gennaio 1928, come ha raccontato lei stessa in numerose interviste ma anche nel sito internet che curava personalmente, Fiorenza De Bernardi inizia a volare nel 1951 con il padre Mario – aviatore, colonnello pilota dell’Aeronautica militare italiana, Medaglia d’argento al valor militare – su un piccolo un piccolo aereo da turismo, inizialmente per sport, gareggiando in Italia e in Europa.
Nel 1966, grazie al permesso concesso dall’Aeronautica militare ad alcuni civili già con esperienza, frequenta un corso strumentale basico alla scuola militare di Alghero, prende lezioni da istruttori dell’Alitalia e, dopo aver superato gli esami tra cui quelli di navigazione, aerotecnica, meteorologia, medicina aeronautica, ottiene il brevetto commerciale. Nel 1967 viene così assunta da Aeralpi diventando la prima pilota di linea in Italiana (e quarta o quinta nel mondo).
“I piloti della Aeralpi mi osservavano con diffidenza ma poi divennero i miei sostenitori e grandi amici”, raccontava. Sempre attraverso Aeralpi, vola anche per Alitalia, con “passeggeri AZ che spesso chiedevano, per il volo successivo, di volare ancora con me”. Nel 1969 viene assunta da Aertirrena e diviene la prima comandante donna in Italia. Pilota voli taxi e durante queste periodo viene mandata a Mosca per un corso sul jet. Fiorenza vola in India, Afghanistan, Kuala Lumpur, Bali, Grecia. Nel frattempo diviene pilota di volo a vela e poi di linea.
“Feci anche il corso di volo in montagna diventando la prima pilota donna in Italia con licenza di pilota di ghiacciai, un’esperienza incredibile. Tutto questo lo devo ai miei genitori, ai quali sarò sempre grata per la libertà delle mie scelte” diceva ancora. Nel 1980 ottiene un corso con Alitalia per pilotare il quadrimotore DC8, nel frattempo Aertirrena diventa Avioligure e vola anche in America e Africa. Per lei che ormai abita i cieli è un brutto incidente automobilistico a costringerla alla pensione, chiudendo con un paio di anni prima del previsto la sua carriera.
Deborah Rossi nel segno di Fiorenza De Bernardi, prima comandante di Ita Airways
“Fiorenza De Bernardi lascia un’eredità che invita tutte noi donne a puntare in alto. Oggi il suo esempio continua a vivere nel Fiorenza Day, questa giornata di festa dedicata a tutti noi donne e uomini, a cui partecipo con gioia”, commenta Rossi, esperienza ventennale, già pilota in Alitalia e da quattro anni comandante di Ita.
La sua passione per il volo è nata da quando era piccola. “Quando ero piccola vivevo nei pressi dell’aeroporto di Basilea – racconta Rossi – e credo che sia nato tutto così, semplicemente alzando gli occhi. La domenica poi i miei genitori mi portavano in aeroporto perché volevo guardare gli aeroplani da vicino, e loro già da lì mi hanno sempre assecondato e sostenuto in quello che poi è stato il mio percorso. Ci siamo trasferiti in Italia e dopo il liceo non avevo idea di cosa dovessi fare per diventare pilota, sono andata in un aeroclub e tutto è iniziato, ho conseguito la licenza di volo, quella da istruttrice, poi l’abilitazione al B737. Sono stata quindi assunta da Air One e volavo su B737, poi A320 infine A330. Poi sono arrivata in Alitalia dove ho sempre pilotato su rotte di lungo raggio con A330. Infine, Ita Airways, la mia compagnia, dove attualmente sono comandante di A330 e A350”.
Un percorso non semplice, il suo, ma i tempi, fortunatamente, sono cambiati rispetto a quelli di De Bernardi. “Ogni volta che entro in cabina di pilotaggio ho accanto tanta professionalità che non ha genere – continua Rossi – e questo ad oggi non mi fa sentire nessun pregiudizio. Ma è stato un percorso lungo che ha visto come attori non solo noi donne, che ci affacciavamo in un mondo prettamente maschile, ma anche i colleghi uomini che hanno camminato accanto a noi per arrivare al risultato che viviamo oggi: un cielo per tutti. Proprio come il titolo del nostro manifesto di sostenibilità, ‘Under the same sky”.
Donatella Ricci, presidente dell’Ada: ‘Con l’esempio di Fiorenza ispiriamo le nuove generazioni’
L’auspicio dell’Associazione donne dell’aria è ora che tante altre giovani seguano la scia di De Bernardi e Rossi. Per questo la giornata di sabato vuole essere “non solo un evento celebrativo, ma un atto di futuro: trasformiamo la ricorrenza della nascita della prima donna pilota di linea in Italia in un appuntamento annuale per ispirare le nuove generazioni” spiega Donatella Ricci, astrofisica e pilota, attuale presidente dell’Ada, anche lei un’altra donna dei record, visto che ha raggiunto nel 2015 gli 8.399 metri di quota in autogiro.
“Fiorenza – spiega Ricci, manager di Leonardo – ha dimostrato che la determinazione può abbattere ogni barriera, e l’obiettivo di Ada è raccogliere il suo testimone per mostrare alle giovani donne che l’aeronautica è una prospettiva professionale d’eccellenza”. Lo dimostra, ad esempio, la storia di Linda Calistri, a cui recentemente è andato il Premio Fiorenza De Bernardi.
L’Ada raccoglie oggi circa 200 donne, pilote di linea, militari e da di porto. “Un mondo che non è piccolo ed è sparso in tutte le regioni – conclude Ricci -, ma che può crescere ancora tanto”.
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