Un nuovo massiccio attacco di droni è stato lanciato dall’Ucraina su San Pietroburgo, dove è stato colpito un terminale petrolifero, due giorni dopo i pesantissimi raid russi su Kiev e altre città ucraine. Secondo la Russia, si è trattato di un tentativo degli ucraini di distrarre l’attenzione dal “fallimento catastrofico” delle loro forze armate con la perdita del caposaldo strategico di Kostiantynivka, nel Donetsk, che Mosca ha affermato di avere conquistato. Un successo smentito però da Volodymyr Zelensky.
“È solo l’ennesima menzogna russa, un tentativo di creare una sorta di notizia”, ha affermato il presidente ucraino. “Se Kostiantynivka fosse sotto il controllo russo, forse Vladimir Putin non avrebbe alcun problema a incontrarmi lì per trovare una via diplomatica per porre finalmente fine a questa guerra”, ha rilanciato il leader ucraino.
“Se in questo modo il signor Zelensky esprime la volontà di venire in Russia, lo accogliamo con favore – ha risposto a sua volta il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov – ma vogliamo ricordare che Putin ha parlato della disponibilità ad accoglierlo a Mosca. Dopo tutto, la capitale della Russia è Mosca, non Konstantinovka”. L’annuncio della conquista di Kostiantynivka era stato fatto venerdì sera dal Cremlino durante una visita di Putin ad un posto di comando avanzato, dove è apparso in divisa militare.
“Il tentativo di Zelensky di danneggiare obiettivi civili della Federazione Russa non rimarrà senza le opportune contromisure da parte delle forze armate” russe, ha avvertito il ministero della Difesa di Mosca, facendo intendere che la spirale di attacchi reciproci non si fermerà qui. Secondo il dicastero, a partire dalla sera di venerdì fino alla mattinata di sabato, le difese aeree sono entrate in azione per abbattere 494 droni ucraini, dieci missili da crociera a lungo raggio Flamingo e nove razzi lanciati dai sistemi americani Himars contro il territorio russo. La Russia ha affermato che “la maggior parte dei Paesi europei, inclusa la Gran Bretagna, nonché altri sponsor del regime di Kiev”, hanno un ruolo negli attacchi, con la produzione e il lancio di droni e missili.
Un’accusa rivolta quindi anche agli Usa, sebbene contemporaneamente Putin abbia inviato un segnale distensivo al suo omologo americano Donald Trump.
In un messaggio scritto in occasione del 250/o anniversario dell’indipendenza degli Usa, il capo del Cremlino ha sottolineato che “oggi la Russia e gli Usa, le due maggiori potenze nucleari del mondo, hanno una responsabilità speciale nel mantenere la sicurezza e la stabilità internazionale”. Dopo avere ricordato che i russi e gli americani hanno combattuto insieme per “liberare l’umanità dagli orrori del nazismo”, Putin ha sottolineato che “l’instaurazione di relazioni costruttive, eque e reciprocamente benefiche tra Mosca e Washington serve gli interessi non solo dei due popoli, ma anche dell’intera comunità internazionale”.
Gli attacchi ucraini hanno costretto il governatore di San Pietroburgo, Alexander Beglov, ad invitare i residenti a “rimanere nelle proprie case” fino al cessato allarme. Secondo Beglov, 72 droni sono stati lanciati sulla città baltica, dove è stato “colpito il territorio di un terminale petrolifero nel distretto di Kirovsky”. Un drone è caduto anche a Peterhof, importante meta turistica sul Golfo di Finlandia, a poca distanza dal centro cittadino, dove sorge un complesso di palazzi costruiti da Pietro il Grande. Il governatore ha aggiunto che non sono segnalati morti o feriti.
“Le forze di difesa ucraine hanno colpito l’infrastruttura petrolifera portuale, che guadagna denaro per la guerra russa, e ci sono stati anche attacchi a Kronstadt, un importante obiettivo militare”, ha detto da parte sua Zelensky. Media ucraini hanno parlato anche di attacchi nella Crimea occupata, che avrebbero provocato incendi in un terminal di tragetti a Kerch, in un aeroporto militare a Dzhankoi e presso una sottostazione elettrica a Krasnoperekopsk.
Da parte sua, il ministero della Difesa russo ha affermato che le forze armate di Mosca hanno bombardato “infrastrutture nemiche di carburante, energia e trasporti” e “siti per la produzione e lo stoccaggio di droni a lungo raggio”.
Mosca ha inoltre rivendicato la conquista di cinque nuovi villaggi: uno nella regione di Donetsk e quattro in quella di Kharkiv.
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