Dieci anni dalla morte di Regeni, 76 università lo ricordano. I genitori: ‘Traditi dai governi’

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    Si sentono “traditi dai nostri governi” quando sono state vendute le navi da guerra all’Egitto “mentre è vietata la vendita di armi a chi non rispetta i diritti umani, e l’Egitto è tra questi paesi” o quando lo stato del nord Africa è stato inserito tra quelli sicuri “mentre ogni giorno 3 o 4 persone fanno la fine di Giulio”. Claudio Regeni e Paola Deffendi, genitori di Giulio, sequestrato e ucciso in Egitto nel gennaio 2016, con l’atteggiamento posato che li ha sempre contraddistinti, non risparmiano critiche ai sei esecutivi italiani che si sono succeduti in questi ultimi 10 anni. “Ci sono state tante azioni – ricorda la mamma di Giulio – ma non tanto concrete come avrebbe dovuto essere per la dignità di un paese” e sottolinea quel che fece l’ex presidente della Camera, Roberto Fico, “cha avuto il coraggio di incontrare e affrontare il presidente Al Sisi”. Più dura ancora è la loro legale, Alessandra Ballerini.

    “Questo governo – scandisce – ha fatto tante cose ingiuste rispetto a Giulio, speriamo smetta”. E aggiunge che la cooperazione italiana con l’Egitto è “una ferita ulteriore per la famiglia, che si è sommata in questi anni anche all’indifferenza del governo dei patrioti, di fronte ad un italiano ucciso e torturato”, per mano di un paese straniero. L’avvocato Ballerini ricorda anche che “la presidenza del Consiglio dei ministri si era costituita parte civile: ci vorrebbe coerenza”.

    “Il nostro paese – afferma – è composto di diversi poteri, è una democrazia e vige la separazione dei poteri, cosa che non esiste in Egitto, dove il procuratore capo è nominato dallo stesso Al Sisi e infatti è una dittatura. Noi abbiamo avuto una magistratura determinata, indipendente, che faticosamente è andata avanti”. E legge passi della sentenza della Corte Costituzionale del 2023 che definisce “l’inviolabilità del diritto alla verità, strettamente legata alla dignità della persona”. Settantasei atenei e 15mila persone – studenti, docenti ma anche semplici cittadini – dal 15 aprile a fine maggio, con una iniziativa promossa dalla senatrice a vita e docente dell’Università Statale di Milano Elena Cattaneo, presentata oggi in Senato, parteciperanno a giornate dedicata ai temi della libertà di studio e di ricerca e alla riflessione sulle conseguenze della compressione dei diritti fondamentali, in ambito accademico e sociale, partendo dalla proiezione del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, prodotto da Fandango e Ganesh.

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