Un incentivo alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro, rivolto agli under 35 che non sono mai stati occupati a tempo indeterminato e che comporti un incremento occupazionale netto: è quanto prevede una nuova bozza del decreto lavoro, atteso oggi pomeriggio in Consiglio dei ministri, che introduce norme sul salario giusto e che al momento conta 21 articoli: non compaiono, tra l’altro, le ulteriori misure in materia di salute e sicurezza sul lavoro, come la certificazione della formazione, e il rifinanziamento del Fondo nuove competenze. Quanto all’incentivo per le trasformazioni dei contratti a tempo indererminato, “al fine di rafforzare l’occupazione giovanile stabile, ai datori di lavoro privati che trasformano i rapporti di lavoro a tempo determinato, di durata complessiva non superiore a dodici mesi, in rapporti di lavoro a tempo indeterminato è riconosciuto, per un periodo massimo di ventiquattro mesi, l’esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, nella misura del 100%, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail, nel limite massimo di importo pari a 500 euro su base mensile”, si legge nella bozza, non ancora definitiva. Il beneficio si applica alle trasformazioni effettuate dal primo agosto al 31 dicembre 2026 dei rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati entro il 30 aprile 2026.
Proroga per altri tre anni – fino al 2029 – della possibilità per il lavoratore di uscire con un anticipo fino a sette anni (invece di quattro) grazie all’isopensione, l’esodo a carico delle aziende con almeno 15 dipendenti e interessate da eccedenze di personale. E’ quanto prevede una nuova bozza del decreto lavoro, atteso oggi pomeriggio in Consiglio dei ministri. Questo ‘scivolo’, previsto fino al 2026, è esteso fino al 2029.
Nell’articolo della bozza si fa infatti riferimento alle disposizioni della manovra di dicembre 2017 sull’isopensione, inserendo il periodo 2018-2029 (rispetto al precedente 2018-2026) durante il quale i quattro anni per l’anticipo possono essere elevati a sette anni.
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