Partito, piazza, Palazzo. La politica di Marco Pannella era in ciascuno di questi luoghi. E a dieci anni dalla morte del leader, il ricordo della sua carriera li attraversa e li anima tutti. Roma è il palcoscenico delle commemorazioni: dalla sede del Partito Radicale in via Torre Argentina al convegno alla Camera, passando per la maratona oratoria in piazza.
Compagni di battaglie e alte cariche, avversari e amici, la politica insiste sull’eredità del “leader controcorrente”. Così come definito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mentre si discute di targhe, intitolazioni di piazze e busti nelle istituzioni, ognuno prova a dipingere il Pannella a lui più vicino.
Ognuno tende a sottolineare almeno un piccolo pezzo di cammino politico percorso insieme, poco importa se da posizioni vicine e lontane. Ad aprire la giornata, è il ricordo del capo dello Stato. Per il presidente della Repubblica, il leader fu “uomo del dialogo”.
“Pur nelle differenze politiche, – insiste il presidente del Senato Ignazio La Russa – ho sempre riconosciuto in lui un interlocutore autentico”. “Ha combattuto per le sue idee, è un lascito importante”, le parole della di Lorenzo Fontana al convegno a Palazzo Montecitorio. Dove la terza carica dello Stato cita una frase di Vincenzo Monti. “Me la ricordò Gianfranco Fini tempo fa, – racconta – gliela disse Almirante quando andò a rendere omaggio a Berlinguer: ‘che oltre il rogo non vive ira nemica'”.
Nella sala della Regina, alla Camera, prendono vita le mille sfaccettature della vita politica di Pannella. “Un mosaico ben riuscito di intuizioni e contraddizioni”, sintetizza il promotore dell’evento Benedetto della Vedova di Più Europa. In sala, a seguire gli interventi, tra gli altri, la segretaria del Pd Elly Schlein e il capogruppo di Forza Italia Enrico Costa, oltre a Francesca Scopellitti, storica compagna di Enzo Tortora.
Dal podio, nei ricordi dei relatori, prende vita un Pannella cangiante. “Non è mai stato un anticlericale nel senso tradizionale, il suo linguaggio era spesso religioso”, dice Pier Ferdinando Casini. “Trovava ascolto lì dove ci si sarebbe aspettata una chiusura”, sottolinea.
“Restituire Pannella come uomo del dialogo indifferenziato non è fare un servizio a lui, è stato urticante e divisivo”, la controtesi di Claudio Martelli. Luciana Castellina, 96 anni e tante lotte condotte insieme, parla di “un’amicizia lunghissima, in cui abbiamo litigato sempre, e che migliorò quando capii che era liberale”.
Francesco Rutelli, invece, racconta delle battaglie comuni e dell’ostruzionismo in Parlamento. L’analisi politica si confonde con i ricordi personali. Gianni Letta parla di una “persona speciale, granitico e aspro come una roccia del nostro Abruzzo”. Ricorda quando “fu operato al cuore e volle vedere solo me: siamo stati due ore mano nella mano, la nostra amicizia si è alimentata negli scontri”.
Monsignor Vincenzo Paglia, invece, racconta la malattia. “Nel 2016 Pannella stava male e mi fece chiamare. Papa Francesco mi dice: ‘vai subito e mi raccomando senza farti vedere dagli una benedizione”, il ricordo di Paglia. Che aggiunge: “Pannella mi chiese di trovare un credente che possa prendere la guida del partito. Senza ‘spes contra spem’ è impossibile un partito radicale’, mi disse”.
Ed è proprio dai principali animatori del Partito Radicale che arriva la sintesi ironica. “Ho seguito tutti gli interventi: alcuni più interessanti, altri più noiosi. Mi pare una buona ricostruzione, per quanto abbiamo ricordi diversi di Marco”, scandisce Emma Bonino. Mentre Riccardo Magi di Più Europa mette in guardia: “non si faccia di Pannella una figura rassicurante”.
Il ricordo dei compagni di partito è soprattutto fuori dai Palazzi. Davanti alla storica sede di Torre Argentina, i radicali appendono con lo spago una targa commemorativa di cartone: una protesta dopo la polemica per la decisione del Comune di Roma di scegliere Palazzo Braschi per ospitare la lastra commemorativa. Intanto, in via della Panetteria 15, davanti alla casa del leader radicale, si susseguono gli interventi all’associazione ‘Nessuno tocchi Caino’. Tra questi, il sindaco Roberto Gualtieri lancia l’idea di intitolare a Pannella la piazza davanti al carcere di Rebibbia. Mentre alla Camera è già avviata l’istruttoria chiesta da FI per posizionare un busto del leader nel Palazzo.
A Milano è stato intitolato a Marco Pannella il piccolo giardino su cui si affaccia il carcere di San Vittore. Un omaggio della città a dieci anni dalla morte del leader dei Radicali, che ha dedicato tante delle sue battaglie proprio ai diritti dei detenuti. Allo scoprimento della targa hanno preso parte il sindaco Giuseppe Sala, il tesoriere dell’associazione ‘Luca Coscioni’, Marco Cappato, la segretaria dell’associazione Enzo Tortora Radicali Milano, Raffaella Stacciarini.
“Siamo debitori a Marco Pannella come città e come Paese” ha osservato Sala, che ha descritto il leader dei Radicali come un uomo “che non si girava dall’altra parte quando i cittadini rivendicavano dei diritti”.
Cappato ha sottolineato come “la memoria di Marco Pannella è viva” e il suo modo di fare politica con il corpo, con la non violenza “è uno strumento per tutte le persone che lo vorranno, appartiene a chi vorrà fare sua memoria”. Quella di Marco Pannella “è una memoria che serve a tutti per il futuro”. Sono state ricordate le tante battaglie di Pannella, quella per il divorzio, per il fine vita, per l’obiezione di coscienza, per i diritti dei detenuti.
“È stato trattato per decenni come un corpo estraneo dalla politica italiana eppure quando questo Paese ha fatto un passo avanti sui diritti c’era lui”, ha osservato la segretaria dell’associazione Enzo Tortora Radicali Milano. Il Comune ha deciso di intitolare un giardino a Pannella accogliendo la mozione del consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico approvata dal Consiglio Comunale il 25 novembre del 2021.
“Non mi è stata data la possibilità di intervenire nonostante 5 anni fa, presentai una mozione per ribadire la necessità di intitolare quel preciso giardino alla memoria del leader radicale – ha però sottolineato il consigliere -. In compenso, oggi è stata data la parola a dei radicali che non hanno mosso un dito affinché ci fosse quella intitolazione”.
Mattarella: ‘Pannella lascia un’eredità valori anche a chi non ha condiviso sue battaglie’
“Marco Pannella è stato una personalità politica che ha impresso un segno nella storia della Repubblica. Nel ricordarlo a dieci anni dalla scomparsa, è riconoscibile il portato delle sue battaglie, condotte spesso da posizioni di minoranza ma capaci di attivare percorsi di innovazione e riforma”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 10° anniversario della scomparsa di Marco Pannella.
“Pannella è stato leader controcorrente, non convenzionale e, tuttavia, non inatteso. Portatore di un’interpretazione radicale del pensiero liberale, veniva da una lunga esperienza di leadership degli studenti universitari italiani. Portò la sua critica e le sue idee al centro del confronto pubblico anche con modalità inedite, ispirandosi alla lezione gandhiana: gli scioperi della fame e della sete, le pratiche di disobbedienza civile, le proteste non violente, aprendo così la strada a nuovi linguaggi e nuove forme di partecipazione”, prosegue Mattarella.
“Tra i fondatori e poi guida del Partito Radicale, più volte parlamentare italiano ed europeo, ha animato l’aula di Montecitorio anche con memorabili maratone oratorie dirette a sottolineare l’urgenza di problemi che non appartenevano all’agenda di quei tempi. Pannella ha legato il suo nome a campagne referendarie che hanno rappresentato svolte nella vita sociale, con l’uso dei referendum popolari come leva dell’azione politica. Il tema dei diritti civili, come espansione delle libertà costituzionali, ha costituito il filo che nel tempo ha legato le sue molteplici esperienze e alleanze”, dice ancora il Capo dello Stato.
“Il leader radicale fu uomo del dialogo, come nel caso delle decisioni che portarono a interventi straordinari della Repubblica per combattere la fame nel mondo, oltre che protagonista in passaggi delicati della vita delle istituzioni. Europeista tenace e convinto, coerente sostenitore dello Stato di diritto, irriducibile avversario della pena di morte, difensore della dignità dei detenuti, lascia un’eredità che riserva valori anche a chi non ha condiviso tutte le sue battaglie”, conclude Mattarella.
La Russa: ‘Pur nelle differenze ho sempre riconosciuto in lui un interlocutore’
“A dieci anni dalla scomparsa di Marco Pannella ricordiamo una figura che ha segnato profondamente la vita politica e parlamentare della nostra Nazione. Uomo di battaglie, spesso controcorrente, ha vissuto la politica con passione, libertà e grande determinazione. Pur nelle differenze politiche, ho sempre riconosciuto in lui un interlocutore autentico, con cui condividere momenti di confronto e importanti riflessioni sui diritti e sul sistema carcerario. Martedì prossimo lo ricorderemo in Senato con un convegno promosso su iniziativa del senatore Giulio Terzi di Sant’Agata, che ringrazio, insieme a tanti esponenti politici di diversi schieramenti”. Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica.
Per il presidente della Camera Lorenzo Fontana, “Marco Pannella è tra i protagonisti che hanno fortemente segnato la storia politica del nostro Paese. Sebbene la mia visione politica sia profondamente diversa dalla sua, va riconosciuto il ruolo di un leader che credeva nello strumento della democrazia diretta e nella centralità del Parlamento. A dieci anni dalla sua scomparsa, oggi alle 15.30, a Montecitorio, in sala della Regina, la Camera lo ricorderà in un evento dal titolo: ‘Marco Pannella, la passione della politica’, promosso dal deputato Benedetto Della Vedova”.
Bonino in collegamento al convegno su Pannella, ‘abbiamo tutti ricordi diversi’
“Mi ero preparata per venire a questo convegno, ma sono caduta per l’ennesima volta in bagno e ho la spalla dolente”. Lo ha detto Emma Bonino nel suo intervento alla presentazione del libro su Marco Pannella in corso alla Camera in occasione dei 10 anni dalla morte del leader del Partito Radicale.
Bonino, nonostante l’incidente, è intervenuta in collegamento video. Con la sigaretta in mano e un cappello in testa, la storica compagna di battaglie di Pannella ha sottolineato: “ho amato questa vostra ricostruzione. Sono contenta che l’abbiate fatta, meno contenta che non sia potuta venire”. “Ho seguito tutti gli interventi: alcuni più interessanti, altri più noiosi. Mi pare una buona ricostruzione, per quanto abbiamo ricordi diversi di Marco”, ha aggiunto Bonino.
La compagna Mirella: ‘Lui vive dentro di me’
In occasione della commemorazione per il decennale della scomparsa di Marco Pannella al cimitero di Cartecchio, a Teramo, dove il leader radicale è sepolto, ha preso la parola anche Mirella Parachini, compagna di una vita dello storico leader radicale.
Con un intervento intimo e profondo, Parachini ha voluto evidenziare “il riscontro e il ritorno dell’affetto che Marco è stato capace di dare”, confessando quanto sia stato per lei persino “divertente scoprire che ci sono persone che conoscono degli aspetti di Marco molto meglio di me”.
La storica esponente radicale ha poi rimarcato il rapporto viscerale che legava il leader alla sua terra natale: “Lui era veramente, davvero molto legato alla sua città. Io stessa sono venuta più volte a immergermi in questa atmosfera abruzzese che d’altronde c’era anche nella nostra casa, dove custodivamo le ceramiche di Castelli e, nell’ultimo periodo, le chiavi della città di Teramo. Il suo era un legame fortissimo e autentico, non una semplice eredità geografica”.
Sollecitata su cosa resti oggi nel suo cuore, Parachini ha risposto con commozione: “È una bella domanda. Credo che ognuno di noi, e quindi anche io, abbia dentro qualcosa di Marco che dà forma al nostro modo di vivere e, in questo caso, di essere radicale. Per questo motivo non mi sento di dire che non c’è più: in questo senso mi sembra che ci sia ancora, perché vive dentro di me”.
+Europa, a dieci anni dalla morte di Panella continua la mobilitiazione per le carceri
“A dieci anni dalla scomparsa di Marco Pannella continuiamo la mobilitazione per lo Stato di diritto. Oggi insieme a Dario Zanotti ho effettuato una visita ispettiva alla Dozza di Bologna per far rivivere la sua storica lotta contro la violazione della Costituzione. Ringrazio la direttrice, il vicedirettore e gli agenti di Polizia Penitenziaria che gestiscono questa emergenza”. Lo dichiara Arcangelo Macedonio, membro della segreteria nazionale di Più Europa.
“I dati riscontrati sul posto fotografano un collasso non più tollerabile. Ci sono 829 detenuti, di cui 417 stranieri e 58 donne, su una capienza di appena 481 posti, oltre a 356 tossicodipendenti. Un sovraffollamento cronico – spiega – gestito da personale in acuta scarsità, che i 20 agenti arrivati ad aprile non bastano a colmare. Il no del governo alle pene alternative e al lavoro, garantito solo a una sparuta minoranza, produce un fallimento totale. Il 70 per cento dei detenuti torna a delinquere entro un anno e il 60 per cento è recidivo cronico, mentre chi impara un mestiere non torna a commettere reati e costa meno alla collettività”.
“Questo fa sì che lo Stato spenda risorse per produrre nuova criminalità anziché prevenirla, calpestando la dignità dei reclusi e costringendo le guardie a lavorare in condizioni insostenibili. Ricordare Pannella – conclude – significa esigere legalità, lavoro e misure alternative subito”.
“Io penso che ci sia un rischio da evitare con Pannella: che se ne faccia un’icona troppo rassicurante. Marco non è mai stato una figura rassicurante: è stato una figura che ha disturbato, che ha scandalizzato, perché parlava delle cose che la politica rimuoveva dal dibattito. In particolare, il fatto che la nostra Repubblica è una Repubblica illegale se non rispetta la Costituzione, a partire dalle carceri, cioè i luoghi in cui lo Stato dovrebbe avere il controllo totale e invece sono luoghi che sono illegali perché violano i diritti delle persone.
Per questo è necessario, io penso, se si vuole davvero ricordare Marco Pannella, non la cartolina o l’icona rassicurante, bisogna ripartire dalla battaglia per l’amnistia e l’indulto e ridare al Parlamento italiano la possibilità di utilizzare questo strumento. Oggi il Parlamento italiano di fatto non ce l’ha più perché servono i due terzi per approvare un provvedimento di amnistia e indulto: bisognerebbe ricominciare riportando alla maggioranza assoluta dei membri il quorum necessario per approvarli”, ha affermato il segretario di +Europa Riccardo Magi.
Gualtieri: ‘Una piazza Marco Pannella davanti la casa circondariale di Rebibbia’
“La presenza di Marco Pannella, in tante dimensioni, é sopravvissuta e ha concorso ad ampliare e rafforzare una dialettica con altre storie e altre culture sulla legge come strumento per la difesa dei diritti. La questione dei diritti dei detenuti era e rimane drammatica, per questo é stato uno dei punti su cui ha insistito di più, spesso nel silenzio generale o aiutato solo da esponenti della Chiesa, unici coerenti sulla questione come lui. La qualità del diritto, e quindi del rispetto dei diritti, si misura a partire da dove è più difficile farli rispettare. Come amministrazione, ricorderemo Marco Pannella con una targa commemorativa a Palazzo Braschi e tra poche settimane, intitoleremo proprio nell’area antistante la casa circondariale di Rebibbia una piazza come Largo Marco Pannella. Noi volevamo fare la nostra parte come istituzione di una città così importante per Marco Pannella e dove il suo contributo, anche a livello nazionale, si è poi molto concentrato in modo evidente. Volevamo fare la nostra parte, ma al tempo stesso siamo contenti che ci sia una pluralità di forze e di soggetti che lo ricorda e che ci ricorda poi come questa battaglia sulla giustizia, sul diritto dei detenuti, sia centrale”. Lo afferma il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, nel corso dell’evento di commemorazione di Marco Pannella nella sede dell’associazione Nessuno tocchi Caino.
Nessuno tocchi Caino: ‘Nessun erede di Pannella, ma ispirati dalle sue idee’
“Questo é l’invito che ci ha fatto Marco Pannella. ‘Quando uno viene a mancare’ diceva ‘quel che importa non è quanto uno senta la tua mancanza, ma quanti sono coloro che della tua mancanza fanno una presenza’. Cosa vuol dire? Che le sue idee, il suo spirito, la sua visione non è che sono scomparsi con lui. Possono essere resi immortali da coloro i quali continuano a perseguire quelle idee, quei metodi e quelle visioni. Lui, prima di andarsene, ha detto: ‘Guai, oh, non vi distraete un attimo dal carcere’. Non distrarsi dal carcere significa non distrarsi dalla giustizia, non distrarsi dalla giustizia significa non distrarsi dallo Stato di diritto e quindi dalla democrazia e quindi dalla dalla libertà. È quello che stiamo cercando. Non ci sono eredi di Pannella, di Pannella ci sono quelli che, ispirati dalla sua azione, dal suo pensiero, dalla sua visione, cercano di rendere questo mondo, insomma, più giusto”. Lo afferma il segretario dell’associazione Nessuno tocchi Caino Sergio d’Elia.
“Il connotato di Nessuno Tocchi Caino è un’associazione non violenta. Pannella diceva, insieme a Maria Teresa Di Lascia, che l’unico coraggio che bisogna avere nella vita è quello di amare. E la non violenza è amore, anche nei confronti del tuo avversario, del tuo nemico. Vengono qui tutti gli schieramenti politici perché qui trovano la casa dell’accoglienza, della non violenza, del dialogo e quindi siamo transpartitici, come lui ha voluto che fossero le sue creature politiche”.
Bonelli: ‘Dopo 10 anni la lezione di Pannella è ancora inascoltata’
“Dieci anni fa ci lasciava Marco Pannella, lo storico fondatore del Partito Radicale, protagonista di mille battaglie, dal divorzio all’aborto, dalla tutela delle condizioni dei detenuti alla lotta non violenta per i diritti civili e politici. Io non dimentico quando nel 1993, giovane consigliere Verde nella XIII Circoscrizione di Roma , quella di Ostia, ho avuto il privilegio di lavorare accanto a Marco Pannella, che ne era il presidente. Erano gli anni di Tangentopoli, anni in cui la politica italiana mostrava il peggio di sé, e lui era lì — con la sua irriducibile coerenza — a ricordare che la democrazia si difende ogni giorno, con le battaglie scomode, con la presenza, con il corpo se necessario. Ho imparato da lui cosa significa fare politica senza svendere le idee al consenso del momento. Quella lezione oggi è più necessaria che mai e più disattesa che mai. Dieci anni dopo, le sue parole sembrano scritte per il presente. Chi infatti pensa che il ricordo di Pannella sia solo nostalgia sbaglia. È attualità bruciante”. E’ quanto afferma Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.
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