Il governo Meloni si appresta a diventare il secondo più longevo della storia della Repubblica.
Taglierà il traguardo sabato 2 maggio, a 1.288 giorni dal giuramento con cui Giorgia Meloni il 22 ottobre 2022 approdò a Palazzo Chigi, superando i 1.287 giorni (8 maggio 2008-16 novembre 2011) del quarto e ultimo governo Berlusconi. In cima a questa classifica resta il Berlusconi II con 1.412 giorni in carica (11 giugno 2001-23 aprile 2005), record che l’attuale esecutivo – il numero 68 in 19 legislature dal 1946 – punta a migliorare il 4 settembre.
È da sempre un obiettivo dichiarato della premier che, con una netta maggioranza al Senato e alla Camera, ha più volte in questi tre anni e mezzo rivendicato di aver restituito all’Italia “una stabilità politica rara nella storia repubblicana”. Stabilità è anche la parola d’ordine con cui Meloni ha accompagnato la riforma del premierato, per ora un tentativo arenato, e quella delle legge elettorale, lo ‘stabilicum’, a sua volta ancora all’inizio dell’iter parlamentare. Quel record è stato messo in bilico dall’esito del referendum costituzionale sulla giustizia, una debacle che a fine marzo per qualche giorno ha fatto ragionare, ai piani alti dell’esecutivo, sull’idea di un voto anticipato.
La tentazione è poi rientrata, e la ripartenza di Meloni è stata accompagnata da una serie di dimissioni: la ministra del Turismo Daniela Santanchè, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, capo del gabinetto del ministro della giustizia Carlo Nordio. Non sono stati i primi ritocchi alla squadra di governo, tra l’avvicendamento alla Cultura – dopo il caso Boccia – fra Gennaro Sangiuliano e Alessandro Giuli, l’approdo di Tommaso Foti agli Affari europei al posto di Raffaele Fitto, diventato commissario e vicepresidente Ue, senza contare i vari ritocchi alle caselle dei sottosegretari, l’ultimo completato una settimana fa.
Il rimpasto, però, è stato finora evitato, e così Meloni può ancora inseguire il record di longevità a Palazzo Chigi, dopo aver già ottenuto il primato assoluto di prima donna presidente del Consiglio e sfiorato quello di velocità di formazione del governo: 27 giorni, tre più di quelli impiegati da Silvio Berlusconi nella sua ultima esperienza di governo. Il Cavaliere per ora è stato anche l’unico a restare a Palazzo Chigi per un’intera legislatura, la quattordicesima, ma il suo secondo governo, quello più longevo, fu tormentato da una serie di cambi nei ministeri più importanti (anche Esteri, Interno, Tesoro) e dissidi interni alla maggioranza che portarono non ad un semplice rimpasto bensì a un nuovo incarico da parte del presidente Carlo Azeglio Ciampi, e a un nuovo voto di fiducia: il governo Berlusconi III concluse la legislatura.
Sul podio della longevità negli 80 anni della Repubblica ci sono quindi tutti governi di centrodestra, e al quarto posto c’è il primo presieduto da Bettino Craxi con 1.093 giorni (4 agosto 1983-1° agosto 1986). Mentre l’esecutivo guidato da un esponente del centrosinistra con la vita più lunga si colloca al quinto posto: è quello di Matteo Renzi (22 febbraio 2014-12 dicembre 2016), con 1.024 giorni.
Avendo scavalcato nei mesi scorsi Mariano Rumor (1.104 giorni), Meloni – alla guida di un unico esecutivo – è inoltre già diventata ottava nella classifica dei presidenti del Consiglio per durata complessiva dell’incarico, anche sommando vari governi, guidata da Silvio Berlusconi con 3.339 giorni in quattro esecutivi, seguito da Giulio Andreotti (2.678 in sette, di cui due non ottennero la fiducia), Alcide De Gasperi (2.591 in sette, senza considerare l’ultimo del Regno d’Italia), Aldo Moro (2.279 in cinque), Amintore Fanfani (1.659 in sei, di cui due non ottennero la fiducia), Romano Prodi (1.608 in due) e Bettino Craxi (1.353 in due).
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