I cori e gli slogan, a Roma, contro il presidente degli Stati Uniti e il premier israeliano cominciano già all’interno della stazione metro di piazza Repubblica, da dove è partito nel pomeriggio il corteo indetto dal Comitato per il ‘No sociale’. “Trump e Netanyahu assassini, uccisori di bambini”, scandisce un uomo sulla sessantina in coda insieme ad altri manifestanti sulle scale mobili.
Bruciati con i fumogeni due cartelloni con la presidente del consiglio Giorgia Meloni, in uno insieme al ministro Nordio, nel corso del corteo a Roma, a piazza dell’Esquilino. La prima immagine raffigurava la premier mentre teneva a guinzaglio e con la museruola il ministro della Giustizia. Sopra la scritta: “No al vostro referendum”. Mentre la seconda fotografia rappresentava la stretta di mano tra Meloni e Netanyahu con su scritto: “No al vostro genocidio, 75mila civili uccisi, 2 milioni di sfollati”.
“Israele è uno Stato terrorista, non ci facciamo invadere”, risponde un giovane. Nonostante la pioggia, in centinaia, anche da diverse zone d’Italia, stanno raggiungendo piazza della Repubblica dove a breve partirà il corteo per dire “no al governo Meloni, no alla guerra, no al referendum”. L’area dove si stanno radunando studenti e studentesse, lavoratori e famiglie con qualche bambino, è presidiata dalle forze dell’ordine.
“Governo Meloni, dimissioni”, scandiscono i ragazzi. Intorno al camioncino che precederà la folla fino a San Giovanni i manifestanti sventolano bandiere della Palestina, dell’Iran, del Venezuela, di Cuba, della pace così come quelle delle organizzazioni e dei sindacati che hanno promosso la manifestazione. Tra queste Osa e Cambiare Rotta, Potere al Popolo, Usb.
Nordio, ‘gli eccessi aggressivi non mi intimoriscono’
“Ringrazio di cuore chi ha manifestato la sua solidarietà, in particolare il Presidente del Comitato per il No, Enrico Grosso, e l’Anm. Auspico anche io che nei prossimi giorni il dibattito si mantenga nei termini indicati dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con pacatezza e lealtà, sui reali contenuti. Naturalmente questi eccessi aggressivi, lungi dall’intimorirmi, mi sollecitano a proseguire con sempre maggior determinazione e vigore, nel pieno rispetto di chi la pensa diversamente da noi”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in merito alle attestazioni di solidarietà ricevute per la foto che lo ritraeva insieme alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, bruciata durante il corteo di oggi pomeriggio a Roma.
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