Coppa Italia: Lazio-Inter in campo per la finale DIRETTA

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    Lazio-Inter in campo per la finale 0-2 DIRETTA

    LA VIGILIA:

    Da una parte la voglia di centrare l’accoppiata scudetto-Coppa Italia, dall’altra quella di riscattare una stagione con più ombre che luci e regalare al proprio popolo una gioia dopo tante delusioni. Lazio e Inter, che si affronteranno all’Olimpico in finale, hanno entrambe più di un motivo per cercare di portare a casa il trofeo.

    Per i nerazzurri, infatti, dopo lo scudetto già conquistato, il doblete sarebbe la ciliegina su una torta già molto ricca, oltre al fatto di potersi fregiare, l’anno prossimo, della doppia coccarda sulla maglia. Non un semplice vezzo estetico, ma lo specchio dello strapotere nerazzurro in un 2026 vissuto da protagonisti assoluti per Chivu e i suoi ragazzi.

    Mentre per i biancocelesti, dopo una stagione travagliata tra mercato bloccato, infortuni e la contestazione dei tifosi che si placherà solo per questa finale, sarebbe il modo per salvare l’annata grazie alla qualificazione all’Europa League messa in palio dal trofeo nazionale.

    Il doblete, per l’Inter, è un obiettivo. Ma non deve diventare un’ossessione. Ci ha tenuto a chiarirlo Cristian Chivu, tecnico nerazzurro, per scaricare la tensione che inevitabilmente pesa sui suoi dopo il successo per 3-0 nel match in campionato che pone l’Inter come favorita assoluta della finale di Coppa Italia da disputare in un Olimpico che promette di essere una bolgia.

    “Ma saranno due partite diverse. Qualcuno può pensare che ciò che abbiamo fatto è stato semplice, ma in realtà non è così. Ci sono insidie quando si giocano partite ravvicinate con la stessa squadra. Non dobbiamo avere l’ossessione, ci siamo meritati di vincere lo scudetto e di arrivare in finale, dobbiamo mantenere questa serenità e la voglia di divertirci. Dobbiamo mantenere la stessa lucidità senza perdere l’entusiasmo che ci ha portato qui”, le sue parole.

    “Dobbiamo essere umili, avere l’atteggiamento giusto, vogliamo onorare la finale al meglio di quello che sono le nostre qualità. Sicuramente saremo pronti anche domani sera”, prosegue il tecnico, certo che i suoi non tradiranno le sue aspettative, così come non lo hanno fatto nell’arco di una stagione che li ha visti trionfare in campionato e che ora li mette di fronte alla possibilità di prendersi anche la Coppa Italia.

    Ma se Chivu preferisce mantenere il basso profilo, è Lautaro Martinez a ribadire come l’Inter, nonostante lo scudetto appena conquistato, abbiamo “la fame di vincere tutti i trofei, in ogni competizione vogliamo arrivare in fondo e ora possiamo giocare una nuova finale. La parola d’ordine nel nostro spogliatoio è vincere”. “Erano due anni che non arrivavamo a una finale di Coppa Italia – ricorda l’attaccante, e domani ci sarà la possibilità di riportare la coppa a casa. Il doblete ci è capitato una sola volta, ma noi siamo tranquilli e pensiamo solo a questo trofeo”.

    Per il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri “è una partita talmente facile da inquadrare; sarà difficile e bisognerà affrontarla con coraggio, dimenticandoci di quella di sabato. Bisogna sperare che sia stata una cosa mentale e che saremo diversi mentalmente. Ma qualsiasi parola è quasi superflua, bisogna crederci fino alla follia”.

    “Sono orgoglioso della stagione ma soprattutto dell’atteggiamento della squadra, che ha sbagliato qualche partita ma non ha mai mollato. Mi hanno fatto tornare a divertire in settimana, domani sarebbe bello vincere perché questa squadra se lo merita. Ha fatto fuori avversari di grandissimo livello, ha attraversato il deserto senza acqua, siamo diversi rispetto a inizio stagione. Magari siamo scarsi come giocatori, ma come uomini siamo contenti di ciò che siamo. Il trofeo deve essere dei giocatori e del pubblico, vogliamo dargli una soddisfazione perché anche per loro non venire allo stadio è stato faticoso e doloroso. Io penso di avere una carriera lunga alle spalle e non mi cambia la vita, sarebbe bello dare una soddisfazione ai ragazzi e al pubblico”.

    Sul ritorno dei tifosi, Sarri ammette che “sicuramente fare il riscaldamento negli ultimi tempi era deprimente, può aiutare la squadra. Non so quanti punti ci è costato non avere il pubblico, ma sicuramente qualcosa abbiamo perso”, mentre su Chivu sottolinea come “ha un approccio con una bella personalità, ha una squadra molto forte e penso l’abbia sfruttata nella maniera giusta”, conclude Sarri

    Ma se stasera le due squadre saranno avversarie in campo, quella di ieri è stata la giornata che le ha viste insieme protagoniste nell’incontro andato in scena al Quirinale dove il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato che la finale sarà “un giorno di festa dell’intero sistema che appassiona i nostri cittadini. Lo spettacolo servirà a molti, soprattutto ai giovani, per innamorarsi sempre più del calcio”.

    Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, ha sottolineato come il Capo dello Stato rappresenti “un riferimento prezioso. Saremmo felicissimi di poterla avere con noi il prossimo anno per la finale”, le parole del numero uno della Serie A. Ma se la Coppa Italia rappresenta sempre più un evento “che ci invidiano all’estero”, sottolinea ancora Simonelli, la visita da Mattarella è stata anche l’occasione per riflettere sulla situazione che vive l’intero sistema. Lo stesso Presidente della Repubblica ha espresso “un sentimento di rammarico per il fatto che il nostro calcio gioca trofei importanti, ma dentro i confini nazionali. Chi ha la mia età ha avuto il privilegio di aver visto Mondiali ed Europei, ma oggi attraversa una pausa insolitamente e inspiegabilmente lunga”, augurandosi poi che “la partita di domani può dare il segno di una fase di ripresa e riavvio del nostro calcio”.

    Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, ha voluto sottolineare come “dobbiamo essere orgogliosi del nostro calcio anche nei momenti difficili”, ma che “bisogna voltare pagina con impegno, passione e competenza”. Un match, quindi, che da un lato è esaltazione del calcio italiano, ma che dall’altro è anche l’occasione per riflettere sulla salute dello stesso. E che arriva nel giorno nel quale scade il termine per presentare le candidature per la presidenza della Figc, dalla quale Gabriele Gravina ha rassegnato le proprie dimissioni dopo la disfatta mondiale con la Bosnia, con uno dei due sfidanti – Giovanni Malagò e Giancarlo Abete – che avrà l’arduo compito di risollevare le sorti di un calcio italiano che ha fallito per la terza volta la qualificazione alla fase finale di un Mondiale e che, anche a livello di club, in Europa ha regalato poche soddisfazioni.

    A cercare di far riconciliare i tifosi con il calcio, quindi, dovranno pensarci Inter e Lazio in una finale di Coppa Italia che si annuncia più combattuta rispetto al 3-0 in campionato con il quale l’Inter ha violato l’Olimpico sabato scorso, mettendo da parte per una sera veleni, accuse e delusioni del calcio italiano, regalando uno spettacolo che mostri la faccia migliore del pallone tricolore.

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