Il decreto fiscale approvato ieri in cdm “introduce disposizioni molto penalizzanti per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d’imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025”. Lo afferma il vicepresidente di Confindustria per le politiche industriali e il made in Italy, Marco Nocivelli, spiegando che il testo prevede un taglio del 65% del credito d’imposta richiesto.
“Una simile decisione – che ricordiamo ha effetti retroattivi e lede il principio del legittimo affidamento – penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso”, sottolinea.
Giorgetti: ‘Dobbiamo capire chi aiutare’
“Avevamo una traiettoria, dei programmi di un certo tipo poi è successo un fatto al di fuori delle nostre possibilità, uno shock esterno paragonabile in termini prospettici a quello della crisi in Ucraina e che sostanzialmente induce a fare delle riflessioni rispetto a quello che dobbiamo fare, chi dobbiamo aiutare e chi dobbiamo incentivare”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti in videocollegamento al Forum Finanza Teha, a Cernobbio. “La vicenda del decreto legge, in particolare delle risorse stanziate per i cosiddetti esodati delle domande di Transizione 5.0 discende proprio da questo”, ha aggiunto.
La scelta del governo sulle risorse per le imprese attraverso Transizione 5.0 deriva da una valutazione su come allocare le “disponibilità” delle casse pubbliche “tenendo conto dei vincoli di bilancio che esistono sempre” e degli attuali rischi geopolitici, ha spiegato Giorgetti. “Le risorse stanziate per le domande di Transizione 5.0 discerne da questo discrimine: dobbiamo decidere se le disponibilità devono andare a costoro o a favore delle imprese energivore piuttosto che delle aziende di trasporto o per i tagli alle accise. Per questo motivo, come governo, abbiamo deciso ieri di dare un minimo di garanzia per agevolazioni paragonabili alla vecchia 4.0 ma allo stesso tempo metterci in ascolto delle categorie per capire in una situazione di questo tipo quali sono le emergenze e le priorità che vogliono manifestare”.
“Entriamo in una fase nuova dove gli incentivi agli investimenti e alle imprese dovranno inevitabilmente cercare di capire se gli spazi che si verranno a rendere disponibili debbano essere orientati a fronteggiare l’emergenza, e quindi particolari settori, particolari situazioni, piuttosto che altre”, ha concluso Giorgetti
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