Chiude il festival di Giffoni, dove le cose impossibili non esistono

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    La casa di Giffoni, quella che ospita sogni ed emozioni, speranze, lacrime e risate, dibattiti e confessioni, non chiude mai. Per questo motivo quando finisce un’edizione già si comincia a riflettere per quella successiva e per i bambini, i ragazzi e i giovani è un solo breve arrivederci, non un addio. “Questo di oggi – dice il direttore generale Jacopo Gubitosi – è un momento di inizio e di ripartenza. Stiamo già pensando all’edizione numero 57 che si terrà dal 16 al 24 luglio e nei prossimi mesi annunceremo il nuovo tema”. Proprio questi piccoli e giovani uomini e donne del futuro sono la vera ricchezza di questo festival. Quest’anno a dirlo per tutti ci ha pensato il regista e animatore Steve Cox che assieme a Matthew Walker ha diretto il terzo film di ‘Shaun, Vita da Pecora: Operazione Z.u.c.c.a.’: “Giffoni è entusiasmante. Abbiamo visto 600 bambini farci domande sul film: è un posto splendido per ispirare i ragazzi a parlare di animazione e di cinema. Quanto avrei voluto avere da bambino un Giffoni anche nel Regno Unito. Sono il pubblico migliore del mondo perché sono l’onestà fatta persona”. E anche Benedetta Porcaroli: “La mia psicologa, come tutti i suoi colleghi, va in ferie per due mesi d’estate, ma le vostre domande aiutano come la terapia” ha detto ai ragazzi che l’acclamavano. “Il nostro è un Icaro altro, con un destino diverso da quello del mito. Abbiamo scelto di rappresentarlo senza volto perché quel volto volevamo incontrarlo qui, tra gli oltre cinquemila juror che hanno affollato le nostre sale” dice il direttore artistico di Giffoni Luca Apolito parlando del simbolo della 56/a edizione. Ma al festival oggi è stato tempo di premi: dalla Germania all’Estonia, passando per Polonia, Indonesia, Olanda e Italia sono arrivate storie di coraggio, crescita, amicizia, inclusione e speranza. E i giovani giurati del festival hanno premiato le opere che meglio hanno interpretato il tema di quest’anno, “Le cose impossibili”, dedicato alla capacità dei più giovani di guardare oltre i limiti e trasformare le sfide in opportunità.

    Benedetta Porcaroli al Giffoni Film Festival


    Nella sezione Generator +18 il Gryphon Award è andato al tedesco-svizzero “You Believe in Angels, Mr. Drowak?” di Nicolas Steiner, intenso racconto sull’incontro tra una giovane tutor di scrittura e un ex senzatetto dal grande talento, segnato dai ricordi del passato. Il film si è aggiudicato anche il Gaetano Del Mauro Memorial Award per la migliore fotografia e il premio Cgs – Percorsi Creativi. Per Generator +15 ha vinto “Morten” di Ivan Pavljutskov (Estonia-Lituania), delicato coming of age che racconta il percorso di crescita di un ragazzo introverso che trova nella fotografia uno strumento per comprendere sé stesso e il mondo. Al film sono andati anche il Conou Special Award e il Premio CGS – Percorsi Creativi. Il premio Generator +13 è stato assegnato a “The Altar Boys” di Piotr Domalewski (Polonia), storia di un gruppo di adolescenti che sceglie di reagire alle ingiustizie sociali interrogandosi sul confine tra bene e male.

    Tra gli Elements +10 ha prevalso “Just Call Me Frida” di Katja Benrath (Germania), favola moderna sul valore della vita e dell’amicizia tra un ragazzo malato e la Piccola Mietitrice. Per gli Elements +6 il Gryphon Award è andato a “Garuda – Dare to Dream” di Ronny Gani (Indonesia), storia di un tredicenne asmatico deciso a realizzare il sogno di vestire la maglia della nazionale indonesiana di calcio. L’opera ha conquistato anche il Lete Special Award 2026. Nella sezione GexDoc è stato premiato “One in a Million” di Itab Azzam e Jack MacInnes (Germania), documentario girato nell’arco di dieci anni che segue il viaggio di Israa dalla Siria alla Germania, tra guerra, esilio e ricerca della propria identità. Per quanto riguarda i cortometraggi, nella sezione Elements +3 ha vinto l’animazione tedesca “Snorri, Catch Me If You Candy!” di Thierry Marchand, con protagonista un piccolo polpo blu alle prese con un gigantesco lecca-lecca.

    Negli Elements +6 il premio è andato all’olandese “The Little Hotel Detective” di Julia van Braak, mentre negli Elements +10 è stato premiato l’italiano “Il Murales del Campione” di Massimiliano Pacifico, dedicato ai murales di Diego Armando Maradona. Il riconoscimento Parental Experience è stato assegnato a “Where We Sit Together” di Joshua Yang (Taiwan), racconto sul valore della famiglia e della condivisione. Tra i premi speciali, lo Zecchino d’Oro Award per la migliore colonna sonora è andato a “The Winter Cat”, il Conai Special Award ad “Alby – The Last Tree”, l’Ecopneus Special Award a “Splish Splash Forever!”, l’Ecfa Award per il miglior film europeo per ragazzi a “Mira”, mentre l’ACEC Award ha premiato “Nipster” di Sunniva Eir Tangvik Kveum per la sezione Generator +15.

    Infine i bilanci di quest’anno: oltre 250mila persone coinvolte in nove giorni. Più di 3200 uscite tra stampa, web e agenzie di stampa, di cui 367 articoli pubblicati sui quotidiani nazionali e regionali da testate. E ben 2849 articoli pubblicati da agenzie, siti di informazione e portali specializzati. 250 passaggi televisivi sui maggiori network nazionali. Giffoni56 è stata un’edizione da record anche sul fronte social con 82,3 milioni di visualizzazioni, 14,7 milioni che hanno interessato il sito giffoni.it e 680 milioni di Ots.

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