Nessun rischio sulla incolumità degli italiani, molti studenti, rimasti bloccati a Dubai, ma “preoccupazione per l’alto numero” delle persone presenti negli Emirati Arabi e che devono rientrare in Italia. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, non nasconde la complessità della situazione che riguarda i tantissimi connazionali presenti nell’area del conflitto. La Farnesina ha creato una ‘Task Force Golfo’ che rafforzerà il lavoro dell’Unità di Crisi e sosterrà l’impegno delle ambasciate e dei consolati nella regione per far fronte alle migliaia di richieste di assistenza.
“Si tratta di una squadra di cinquanta persone” ha spiegato il ministro aggiungendo che la task force risponde allo stesso numero (0636225) dell’Unità di crisi, “ma con un centralino che smista” le chiamate. Telefonate – che per stessa ammissione di Tajani – sono arrivate a centinaia nelle ultime ore da chi è rimasto bloccato ma anche, e nei soli Emirati sono circa 20 mila, vive stabilmente nella zona interessata dai bombardamenti incrociati. “Come numeri – ha aggiunto il vicepremier – ci preoccupano quelli dei civili, soprattutto a Dubai, perché ci sono anche tanti minorenni soli, in viaggio con la scuola”. Sono, infatti, molti gli studenti presenti a Dubai e le autorità consolari “stanno operando con la massima attenzione per garantire assistenza e supporto”, rende noto il Mim. Lo stesso ministro, Giuseppe Valditara, è in stretto contatto con il capo della Farnesina “per gli sviluppi della situazione”.
Turisti in crociera, studenti in gita, connazionali in vacanza: ecco chi c’è nell’area al momento
Trenta materani bloccati a Gerusalemme, stiamo bene ma la situazione è complessa
“Sono con un gruppo di 71 persone, tra cui trenta materani, bloccati a Gerusalemme. Oggi avremmo dovuto prendere il volo di ritorno, ma lo spazio aereo è chiuso e i voli da Tel Aviv sono stati cancellati. Stiamo bene”. Così all’ANSA Gaspare L’Episcopia, materano, classe 1986, rimasto bloccato con altri concittadini a causa delle operazioni belliche in corso contro l’Iran. L’Episcopia era partito il 21 febbraio scorso per un pellegrinaggio in Terra Santa. Dopo le visite tra Betlemme, Nazareth e il lago di Tiberiade, vissute all’insegna dell’accoglienza, il materano ha percepito il pericolo al suono delle sirene e con l’arrivo, sullo smartphone, dell’avviso a rifugiarsi nei bunker. “Le sirene suonano a cadenza regolare – aggiunge – ma ogni struttura dispone di bunker dove è possibile rifugiarsi. Siamo in contatto con il Consolato italiano a Gerusalemme, ma non abbiamo notizie certe. Abbiamo cercato soluzioni anche tramite la nostra agenzia di viaggi. La situazione è complessa. Speriamo di rientrare quanto prima. Auspico una de-escalation ed un immediato cessate il fuoco per far spazio alla diplomazia”.
Turisti bloccati su nave crociera a Dubai
Seconda notte bloccati a bordo della Msc Euribia nel porto di Dubai dopo lo stop al trasferimento a Doha, aeroporto di partenza per il ritorno in Italia. Sulla nave anche molti italiani: due gruppi, uno di sette persone e un altro di quattro-cinque passeggeri, sono di Cagliari. Nessuna nuova comunicazione ai turisti che, per ragioni di sicurezza, non possono allontanarsi dal terminal. Proprio stamattina alcuni croceristi hanno sentito il boato di una esplosione in lontananza. Lo “scudo” peró su Dubai sembra stia funzionando. Ma, con il trascorrere delle ore, aumentano tra i turisti preoccupazioni e tensioni. E soprattutto il desiderio di tornare presto a casa. Secondo programma il gruppo di cagliaritani sarebbe dovuto arrivare oggi all’aeroporto di Elmas. Ma il piano è saltato quando, dopo l’inizio del conflitto e la chiusura dello spazio aereo, la Msc Euribia è rimasta in porto a Dubai anziché partire per Doha. Alcuni passeggeri starebbero valutando anche la possibilità di prenotare dei mezzi a proprie spese per raggiungere via terra l’Oman e da lì prendere un volo per l’Europa. Ma molti preferiscono aspettare l’organizzazione della task force da parte della Farnesina. Anche perché la nave, al momento, sembra un rifugio sicuro.
Luisa Corna tra gli italiani bloccati a Dubai
C’è anche Luisa Corna tra gli italiani bloccati a Dubai a causa delle operazioni belliche contro l’Iran. La cantante, conduttrice e attrice, come riporta Il Tirreno, è negli Emirati, ospite al Gala della Canzone italiana, ispirato alla tradizione del festival di Sanremo. Il 26 febbraio la serata di gala, a cura, fra gli altri, dell’Istituto italiano di Cultura di Abu Dhabi. Sarebbe dovuta ripartire sabato alla volta dell’Italia ma il suo aereo non è decollato. “Sabato siamo stati per ore in aeroporto, poi con un pullman ci hanno portati in un albergo ma dopo altrettante ore di attesa abbiamo scoperto che l’albergo era esaurito”, racconta Corna da Dubai. Per motivi di sicurezza, Corna cambia alloggio: la camera che aveva guardava l’hotel simbolo della città, il Burj Al Arab, su cui sono piovuti detriti di droni intercettati, causando un incendio. “Fortunatamente gli organizzatori dell’evento per cui sono venuta a cantare hanno preferito ospitarci a casa per non lasciarci da soli in hotel – aggiunge -. In serata abbiamo sentito diversi attacchi sopra le nostre teste ed anche il suono di vari aerei militari. I nostri telefoni suonano spesso allertandoci di non uscire e di stare al riparo. C’è un clima di grande tensione e di insicurezza. E’ una sensazione bruttissima. Difficile dormire. Attendiamo notizie”, “hanno bombardato tutta notte. Non abbiamo nessuna novità”.
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